Le nuove aliquote ritenuta pensione 2026 sono operative da marzo. Il tuo cedolino INPS mostrerà importi diversi rispetto a febbraio. L’INPS ha diffuso oggi le istruzioni operative per applicare le nuove aliquote IRPEF e addizionali regionali. Se la tua pensione è tra 1.000 e 2.500 euro al mese, questa notizia ti riguarda direttamente.
📋 In Sintesi — Cosa cambia a marzo 2026
- L’INPS applica le nuove aliquote IRPEF sulle pensioni da marzo 2026
- Le aliquote scendono per redditi pensionistici fino a 28.000 euro annui
- Le addizionali regionali e comunali vengono ricalcolate sul reddito 2025
- Chi percepisce tra 1.000 e 1.500 euro/mese può notare una lieve riduzione delle trattenute
- Le variazioni sono automatiche: non devi fare nulla
Perché cambia il cedolino di marzo 2026?
Ogni anno l’INPS ricalcola le ritenute fiscali sulle pensioni. Tiene conto di tre elementi:
- Le aliquote IRPEF vigenti
- Le addizionali regionali aggiornate da ciascuna Regione
- Le addizionali comunali deliberate dai Comuni
Nel 2026 il sistema IRPEF ha subito modifiche nell’ambito della riforma fiscale del Governo. L’INPS ha atteso le istruzioni operative definitive prima di aggiornare i sistemi. Con il comunicato ufficiale del 9 marzo 2026, ha confermato che le nuove aliquote sono operative da questo mese.
La trattenuta IRPEF lorda può variare rispetto a febbraio, anche se la pensione netta non è cambiata. Non è un errore: è un aggiornamento automatico di legge.
Le nuove aliquote IRPEF 2026: come funzionano sul cedolino
Il sistema IRPEF si basa su scaglioni di reddito annuo lordo. Ecco le aliquote 2026 per i pensionati:
- Fino a 15.000 euro/anno (circa 1.000–1.250 €/mese): aliquota 23% — le detrazioni spesso azzerano l’imposta
- Da 15.001 a 28.000 euro/anno (circa 1.250–2.330 €/mese): aliquota 23% sull’intero scaglione
- Da 28.001 a 50.000 euro/anno (circa 2.330–4.160 €/mese): aliquota 35%
- Oltre 50.000 euro/anno: aliquota 43%
La principale novità è la no tax area ampliata per i pensionati. Chi ha un assegno basso paga meno — o niente — di IRPEF grazie alle detrazioni aggiornate per il 2026.
Esempi pratici: quanto cambia la ritenuta sul cedolino pensione 2026
Tre esempi concreti per capire l’impatto. I valori sono orientativi: variano in base alla Regione e al Comune di residenza.
Esempio 1 — Pensione da 1.100 euro lordi/mese
Reddito annuo: circa 15.400 euro. La detrazione 2026 copre quasi interamente l’IRPEF. Le trattenute mensili sono minime o assenti. Rispetto al 2025, nessun peggioramento per questa fascia.
Esempio 2 — Pensione da 1.600 euro lordi/mese
Reddito annuo: circa 22.400 euro. L’aliquota del 23% si applica al netto delle detrazioni. La trattenuta IRPEF mensile è circa 130–180 euro, più addizionali (10–25 euro/mese). Impatto sostanzialmente invariato rispetto al 2025.
Esempio 3 — Pensione da 2.200 euro lordi/mese
Reddito annuo: circa 30.800 euro. La parte che supera 28.000 euro entra nello scaglione al 35%. La trattenuta IRPEF complessiva può essere intorno ai 350–420 euro/mese, più addizionali. È la fascia dove il passaggio di scaglione pesa di più.
Nota: importi esemplificativi. L’importo esatto dipende dalla tua situazione fiscale, dalle detrazioni per familiari a carico e dalla tua Regione/Comune.
Addizionali regionali e comunali sul cedolino pensione 2026
Oltre all’IRPEF nazionale, sul cedolino compaiono due voci aggiuntive.
Addizionale regionale:
- Stabilita da ciascuna Regione italiana
- Applicata in base alla Regione di residenza al 31 dicembre 2025
- Rateizzata sui cedolini da marzo a novembre
Addizionale comunale:
- Stabilita dal Comune di residenza
- Stesso meccanismo di rateizzazione
- I dati arrivano all’INPS tramite l’Agenzia delle Entrate
Se noti importi diversi rispetto ai mesi precedenti, non è un errore. È il ricalcolo annuale automatico basato sul tuo reddito 2025.
Come leggere il cedolino INPS online
Il cedolino è consultabile sul portale INPS tramite il servizio “Cedolino della pensione”. Ti servono le credenziali SPID, CIE o CNS.
Le voci principali da controllare:
- Ritenuta IRPEF: la trattenuta fiscale principale
- Addizionale regionale: quota mensile dell’imposta regionale
- Addizionale comunale: quota mensile dell’imposta comunale
- Competenze lorde: l’importo pensionistico prima delle trattenute
- Netto: quello che arriva sul tuo conto corrente
Se la differenza tra lordo e netto ti sembra troppo elevata, puoi chiedere una verifica al tuo patronato o CAF di fiducia.
Domande frequenti sulle nuove aliquote ritenuta pensione 2026
Devo fare qualcosa per adeguare le ritenute alle nuove aliquote?
No. L’INPS aggiorna le trattenute fiscali in modo automatico. Non devi presentare alcuna domanda. Le variazioni sono applicate d’ufficio dal cedolino di marzo 2026. L’unica eccezione: chi vuole modificare le detrazioni tramite modello 730/4 deve rivolgersi a un CAF.
Se ricevo due pensioni, come si applicano le nuove aliquote?
L’INPS calcola le ritenute sul reddito complessivo cumulato. Questo può comportare uno scaglione IRPEF più elevato rispetto a chi percepisce una sola pensione. Se ritieni che le ritenute siano errate, contatta il tuo patronato per una verifica.
Le nuove aliquote si applicano anche alle pensioni di invalidità e all’assegno sociale?
Dipende dal tipo di prestazione:
- Pensioni di inabilità civile: esenti da IRPEF
- Assegno sociale (ex pensione sociale): esente da IRPEF
- Pensioni INPS ordinarie (vecchiaia, anticipata, invalidità contributiva): soggette a IRPEF
In caso di dubbio sulla tassabilità della tua prestazione, chiedi conferma al tuo patronato.
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Fonte ufficiale: INPS — Pensioni: applicazione delle nuove aliquote, comunicato marzo 2026