L’assegno ordinario di invalidità ottiene finalmente l’integrazione al trattamento minimo 2026: la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’esclusione. Chi percepisce un assegno basso può ora richiedere un aumento mensile e il recupero degli arretrati fino a cinque anni.
In sintesi
- Cosa è successo: la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma che escludeva i titolari di assegno ordinario di invalidità (AOI) dall’integrazione al trattamento minimo.
- Chi ne beneficia: chi percepisce l’AOI con importo inferiore alla soglia minima INPS e rientra nei limiti di reddito previsti.
- Cosa cambia: l’assegno mensile potrà essere integrato fino alla soglia minima INPS, rivalutata ogni anno.
- Arretrati possibili: si può richiedere il recupero fino a cinque anni precedenti la domanda.
- Come agire: rivolgersi subito a un patronato o CAF per la revisione della propria posizione INPS.
Cos’è l’assegno ordinario di invalidità e perché mancava l’integrazione al minimo
L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione INPS per chi ha perso almeno due terzi della capacità lavorativa per malattia o infortunio non sul lavoro. Servono almeno cinque anni di contributi, di cui tre negli ultimi cinque anni prima della domanda.
È una prestazione temporanea: dura tre anni, è rinnovabile e può coesistere con un lavoro ridotto. A differenza della pensione di inabilità, non è definitiva.
Il problema storico: l’importo dipende dai contributi versati. Chi ha avuto carriere discontinue o retribuzioni basse si trova con un assegno molto basso. Fino ad oggi, l’AOI non poteva essere integrato al trattamento minimo — a differenza di altre prestazioni INPS. La Corte Costituzionale ha ora cambiato tutto.
La sentenza della Corte Costituzionale sull’assegno ordinario di invalidità e l’integrazione al minimo
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che escludeva l’AOI dall’integrazione al trattamento minimo. L’esclusione è stata giudicata ingiustificata e discriminatoria rispetto ad altre prestazioni previdenziali.
L’integrazione al trattamento minimo funziona come un “pavimento” dell’assegno: se la prestazione è inferiore alla soglia minima INPS, la differenza viene colmata dallo Stato — a condizione che il titolare non superi i limiti di reddito stabiliti.
Dopo la sentenza, l’INPS ha pubblicato le nuove istruzioni operative per i propri uffici. I titolari di AOI che hanno i requisiti possono ora ottenere l’integrazione che prima era loro negata per legge.
Chi ne ha diritto nel 2026 e di quanto aumenta l’assegno
Il beneficio riguarda chi:
- percepisce l’AOI con un importo inferiore al trattamento minimo INPS 2026
- non supera i limiti di reddito stabiliti dalla normativa
La soglia del trattamento minimo viene rivalutata ogni anno. Per il valore aggiornato al 2026, consulta la circolare annuale INPS o rivolgiti a un patronato.
Il limite di reddito è indicativamente il doppio del trattamento minimo annuo INPS per il reddito personale. In certi casi conta anche il reddito del coniuge.
In pratica: hai diritto alla differenza mensile tra il tuo assegno attuale e la soglia minima. Solo un patronato con accesso alla tua posizione contributiva può calcolare la cifra esatta che ti spetta.
Sugli arretrati: la prescrizione previdenziale è di cinque anni. Chi presenta domanda oggi (marzo 2026) può recuperare le somme non percepite dal marzo 2021. Ogni mese di attesa riduce il periodo coperto.
Come richiedere l’integrazione al minimo dell’assegno ordinario di invalidità 2026
L’INPS potrebbe aggiornare alcune posizioni d’ufficio, ma i tempi sono spesso lunghi. Il percorso più efficace è agire in prima persona tramite un patronato.
Ecco come procedere:
- Vai a un patronato gratuito (ACLI, INCA CGIL, INAS CISL, EPACA, ecc.) o a un CAF. Il servizio non ha costi per il cittadino.
- Porta questi documenti: cedolino dell’AOI, codice fiscale, ultima dichiarazione dei redditi (730 o Certificazione Unica).
- Chiedi la verifica della posizione: il patronato controllerà importo AOI, soglia minima e limiti di reddito.
- Presenta l’istanza di ricalcolo: se hai diritto, il patronato inoltrerà all’INPS la domanda di revisione comprensiva degli arretrati.
- Monitora la pratica: il patronato può sollecitare l’INPS in caso di ritardi oltre i termini previsti.
In alternativa, verifica la tua situazione direttamente su INPS.it con SPID, CIE o CNS e consulta il tuo estratto contributivo.
Domande frequenti
Percepisco l’assegno ordinario di invalidità da anni: posso chiedere tutti gli arretrati?
Puoi richiedere gli arretrati per un massimo di cinque anni precedenti alla data della domanda. È la prescrizione ordinaria in materia previdenziale.
Se presenti istanza oggi (marzo 2026), puoi recuperare le somme non percepite dal marzo 2021. Ogni mese che passa riduce il periodo coperto: agire subito tramite patronato è la scelta più conveniente.
Se lavoro part-time mentre percepisco l’AOI, perdo il diritto all’integrazione al trattamento minimo?
Non necessariamente. L’integrazione è vincolata al reddito complessivo, non alla sola condizione lavorativa. Se il reddito totale — inclusi i proventi da lavoro part-time — non supera le soglie INPS, il diritto si conserva.
I limiti variano ogni anno e dipendono dalla situazione familiare. Fatti calcolare la cifra esatta da un patronato o CAF.
L’assegno ordinario di invalidità si trasformerà in pensione: questa novità vale anche dopo la trasformazione?
La sentenza riguarda la fase in cui si percepisce l’AOI, prima della trasformazione in pensione di vecchiaia. Dopo la trasformazione, si applicano le regole ordinarie già previste per le pensioni — non toccate dall’incostituzionalità.
In sintesi: il beneficio vale sia durante la fase AOI sia, con le proprie regole, nella fase di pensione di vecchiaia.
Conosci qualcuno che percepisce l’assegno ordinario di invalidità? Condividi questo articolo: potrebbe aiutarlo a ottenere un aumento che gli spetta di diritto.
Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.
Fonti: INPS — Notizie e comunicati istituzionali (febbraio 2026) · Sentenza Corte Costituzionale (illegittimità costituzionale della normativa previgente sull’AOI) · CNDL — CAF Nazionale del Lavoro