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Come si calcola la pensione INPS nel 2025: guida completa al calcolo

come si calcola la pensione INPS

Capire come si calcola la pensione INPS è fondamentale per pianificare il proprio futuro. Il sistema pensionistico italiano ha subito profonde trasformazioni negli ultimi trent’anni. Si è passati dal vecchio metodo retributivo al sistema contributivo, introdotto dalla Riforma Dini nel 1995. Oggi la maggior parte dei lavoratori riceve un assegno calcolato con regole diverse, a seconda degli anni di contributi versati prima e dopo il 1996. In questa guida trovi tutto spiegato passo dopo passo, con le novità della Legge di Bilancio 2026.

📋 In Sintesi

  • Tre sistemi di calcolo: retributivo (ante 1996), contributivo (post 1996), misto (il più diffuso).
  • Il sistema contributivo si basa sul montante accumulato moltiplicato per il coefficiente di trasformazione legato all’età.
  • I coefficienti di trasformazione sono aggiornati per il biennio 2025-2026 e incidono direttamente sull’importo finale.
  • La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto novità che possono cambiare la pensione stimata.
  • Il simulatore MyINPS è lo strumento ufficiale gratuito per ottenere una proiezione personalizzata del tuo assegno.

Perché calcolare la pensione INPS è così complesso?

Le regole sono cambiate nel tempo e si applicano in modo diverso per ciascun lavoratore. Dipende da quando hai iniziato a lavorare e da quanti contributi hai versato prima e dopo alcune date chiave.

Il punto di svolta è il 31 dicembre 1995. Prima di quella data valeva il sistema retributivo, basato sullo stipendio degli ultimi anni. Dal 1° gennaio 1996 è entrato in vigore il sistema contributivo, basato su quanto hai effettivamente versato all’INPS durante tutta la carriera.

A seconda della tua situazione, l’assegno finale sarà calcolato con uno di questi tre metodi:

  • Sistema retributivo puro – per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Sistema misto – per chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Sistema contributivo puro – per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi.

Sistema retributivo: com’era e a chi si applica ancora

Il sistema retributivo è il più vantaggioso dei tre. Per questo è stato progressivamente abbandonato. Il calcolo si basa sulla retribuzione degli ultimi anni di lavoro (in genere gli ultimi 5 o 10, a seconda della categoria) e sull’anzianità contributiva maturata.

La formula di base è:

Pensione = Retribuzione di riferimento × Aliquota di rendimento × Anni di contributi

L’aliquota di rendimento era pari al 2% per ogni anno di contributi, fino a un massimo del 40% della retribuzione di riferimento dopo 40 anni. In pratica, chi lavorava 40 anni percepiva l’80% dell’ultima retribuzione pensionabile.

Oggi il sistema retributivo si applica solo alla quota maturata fino al 31 dicembre 1995, esclusivamente per chi aveva già 18 anni di contributi a quella data.

Come si calcola la pensione INPS con il sistema contributivo

Con la Legge 335/1995 (Riforma Dini), l’Italia ha adottato il sistema contributivo. Vale per i nuovi lavoratori e per la quota di carriera successiva al 1995. Il principio è semplice: la pensione dipende da quanto hai versato, non da quanto guadagnavi.

Il calcolo si articola in due fasi principali.

1. Il montante contributivo

Ogni anno, una quota del tuo reddito lordo viene accantonata virtualmente in un conto individuale. Questa quota è pari al 33% della retribuzione imponibile per i lavoratori dipendenti. Varia invece per autonomi e collaboratori.

Il montante viene rivalutato ogni anno in base alla crescita del PIL dei cinque anni precedenti. Ecco come funziona in pratica:

  • Guadagni 30.000 euro lordi l’anno.
  • Il 33% di 30.000 = 9.900 euro vengono accantonati sul conto contributivo virtuale.
  • Questo importo si accumula e si rivaluta fino al momento del pensionamento.

2. Il coefficiente di trasformazione

Al momento del pensionamento, il montante accumulato viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione. Questo valore varia in base all’età in cui si smette di lavorare. Più tardi si va in pensione, più alto è il coefficiente e più alta sarà la pensione annua.

I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni. Per il biennio 2025-2026, i valori ufficiali approvati sono i seguenti:

Età al pensionamento Coefficiente 2025-2026
57 anni 4,270%
58 anni 4,378%
59 anni 4,493%
60 anni 4,615%
61 anni 4,743%
62 anni 4,882%
63 anni 5,028%
64 anni 5,184%
65 anni 5,352%
66 anni 5,531%
67 anni 5,723%
68 anni 5,926%
69 anni 6,146%
70 anni 6,383%
71 anni 6,639%

Fonte: INPS – Coefficienti di trasformazione aggiornati per il biennio 2025-2026.

La formula finale per calcolare la pensione INPS con il metodo contributivo è:

Pensione annua lorda = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Dividi il risultato per 13 (le mensilità) e ottieni l’importo mensile lordo. Ecco un esempio concreto:

📌 Esempio pratico

Mario ha 40 anni di contributi, un montante accumulato di 280.000 euro e va in pensione a 67 anni.

  • Coefficiente di trasformazione a 67 anni = 5,723%
  • Pensione annua lorda = 280.000 × 5,723% = 16.024 euro
  • Pensione mensile lorda (÷ 13) = circa 1.232 euro

Sistema misto: la situazione più comune in Italia

La maggior parte dei lavoratori italiani riceve oggi una pensione calcolata con il sistema misto. Riguarda chi aveva contributi versati sia prima che dopo il 1° gennaio 1996, con meno di 18 anni di anzianità al 31 dicembre 1995.

La pensione totale è la somma di due quote distinte:

  • Quota A – retributiva: calcolata con il metodo retributivo sulla carriera fino al 31 dicembre 1995.
  • Quota B – contributiva: calcolata con il metodo contributivo sulla carriera dal 1° gennaio 1996 in poi.

Le due quote vengono sommate per ottenere l’assegno mensile complessivo. Chi ha iniziato a lavorare a metà degli anni ’80 o nei primi anni ’90 può avere una pensione più alta. Questo perché beneficia ancora in parte del più generoso sistema retributivo.

Le novità della Legge di Bilancio 2026 sul calcolo della pensione INPS

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche rilevanti. Queste possono influire sul calcolo e sull’importo finale della pensione. Secondo quanto comunicato direttamente dall’INPS:

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.