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Contributi colf badanti 2026: scadenze, importi e come pagare INPS

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Contributi colf badanti 2026: scadenze, importi e modalità di pagamento INPS. Se hai una collaboratrice domestica o una badante, segna queste date sul calendario. L’Istituto sta inviando SMS di promemoria. Ecco come essere in regola ed evitare sanzioni.

In Sintesi
  • L’INPS ha avviato una campagna SMS per ricordare il versamento dei contributi colf e badanti
  • Le scadenze 2026 sono trimestrali: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2026 e 10 gennaio 2027
  • Gli importi variano in base a ore settimanali e retribuzione oraria
  • Si può pagare con PagoPA, avviso di pagamento o Contact Center
  • I contributi versati sono deducibili al 100% dal reddito nel modello 730

Campagna SMS dell’INPS sui contributi colf e badanti 2026

Da marzo 2026 l’INPS invia SMS ai datori di lavoro domestico. L’obiettivo è ricordare le scadenze di pagamento dei contributi per colf, badanti e baby-sitter.

Il messaggio arriva sul cellulare del datore di lavoro registrato. Contiene un promemoria sulla scadenza imminente. Non è una multa e non è una richiesta di pagamento: è solo un avviso.

L’iniziativa rientra nel piano di comunicazione digitale dell’Istituto. Punta a ridurre i ritardi e le sanzioni. Puoi verificare la notizia sul sito ufficiale INPS.

Scadenze contributi colf badanti 2026: il calendario completo

I contributi per il lavoro domestico si pagano ogni tre mesi. La scadenza cade il giorno 10 del mese successivo alla fine del trimestre.

Trimestre Periodo Scadenza
1° trimestre Gennaio – Marzo 2026 10 aprile 2026
2° trimestre Aprile – Giugno 2026 10 luglio 2026
3° trimestre Luglio – Settembre 2026 10 ottobre 2026
4° trimestre Ottobre – Dicembre 2026 10 gennaio 2027

Attenzione: se il giorno 10 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Importi contributi colf badanti 2026: quanto si paga a ora

L’importo dipende da due fattori:

  • La retribuzione oraria effettiva
  • Il numero di ore settimanali lavorate

L’INPS aggiorna ogni anno le fasce in base alla variazione ISTAT. Ecco le fasce contributive orarie 2026:

Retribuzione oraria Con CUAF Senza CUAF
Fino a 9,40 € 1,64 € (0,41 € a carico del lavoratore) 1,65 € (0,41 € a carico del lavoratore)
Da 9,40 € a 11,45 € 1,85 € (0,46 € a carico del lavoratore) 1,86 € (0,46 € a carico del lavoratore)
Oltre 11,45 € 2,25 € (0,56 € a carico del lavoratore) 2,26 € (0,56 € a carico del lavoratore)
Oltre 24 ore settimanali 1,19 € (0,30 € a carico del lavoratore) 1,20 € (0,30 € a carico del lavoratore)

CUAF significa Cassa Unica Assegni Familiari. Si applica alla maggior parte dei rapporti domestici. Il contributo “senza CUAF” riguarda casi particolari, come lavoratori il cui coniuge percepisce già assegni familiari.

Come calcolare il totale trimestrale: moltiplica il contributo orario per le ore lavorate nei tre mesi.

Come pagare i contributi per colf e badanti

L’INPS offre diversi canali. Ecco le opzioni disponibili:

  • PagoPA online — dal portale INPS, sezione “Portale dei Pagamenti”, oppure dalla tua app di home banking. È il metodo più rapido e tracciabile.
  • Avviso di pagamento PagoPA — lo generi dal sito INPS. Poi lo paghi in banca, in posta, dal tabaccaio o via home banking.
  • Contact Center INPS — chiama il 803 164 da rete fissa (gratuito) o lo 06 164 164 da cellulare (a pagamento).

Consiglio: conserva sempre le ricevute. Servono per il 730 e come prova in caso di contestazioni.

Deducibilità contributi colf e badanti nel 730

I contributi previdenziali versati per colf e badanti sono interamente deducibili dal reddito del datore di lavoro. Riducono la base imponibile su cui paghi le tasse.

Ecco le regole da conoscere:

  • Si deduce solo la quota a carico del datore, non quella trattenuta al lavoratore
  • Il limite massimo è di 1.549,37 euro all’anno
  • Va indicata nel modello 730 o Redditi PF, nel quadro oneri deducibili
  • Servono le ricevute di pagamento come documentazione

Esempio pratico: versi 1.800 € di contributi in un anno. Ne deduci 1.549,37 €. Con aliquota IRPEF al 23%, risparmi circa 356 € di tasse.

Sanzioni per ritardo: cosa rischi

Pagare in ritardo comporta sanzioni. L’INPS applica una maggiorazione basata su:

  • Giorni di ritardo effettivi
  • Tasso di interesse legale vigente
  • Sanzione civile aggiuntiva

In caso di omesso versamento, le sanzioni possono arrivare fino al 47% dell’importo dovuto.

Se hai dimenticato un pagamento, puoi usare il ravvedimento operoso. Permette di pagare con sanzioni ridotte se agisci in tempi brevi. Accedi al portale INPS o rivolgiti a un patronato.

Domande frequenti sui contributi colf badanti 2026

Come faccio a sapere quanto devo pagare esattamente?

Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS. Vai nella sezione “Lavoratori domestici — Comunicazione bidirezionale”. Trovi il dettaglio del rapporto di lavoro, le ore dichiarate e l’importo esatto per ogni trimestre. In alternativa, rivolgiti al tuo CAF o patronato.

Posso pagare i contributi della badante anche se sono pensionato?

Sì, senza alcun problema. Essere pensionato non cambia nulla. Se sei il datore di lavoro domestico, devi versare i contributi. Puoi inoltre dedurli nel 730, riducendo l’IRPEF sulla pensione e su altri redditi.

Cosa succede se la badante lavora meno di 24 ore a settimana?

Il contributo orario si calcola in base alla retribuzione effettiva, secondo le tre fasce INPS. Solo per rapporti con 25 o più ore settimanali si applica il contributo fisso ridotto di 1,19 € (o 1,20 € senza CUAF) per ogni ora, indipendentemente dalla paga.

Salva questo articolo o condividilo con chi ha una colf o una badante a casa — conoscere le scadenze in tempo può evitare sanzioni e brutte sorprese.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: INPS — Campagna SMS contributi lavoro domestico, marzo 2026

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.