Libretto postale cointestato e successione: cosa succede quando muore un cointestatario? Il superstite non può prelevare liberamente. La legge prevede obblighi precisi. Ecco i passi da seguire per sbloccare il denaro senza problemi.
- Il libretto postale cointestato non passa automaticamente al superstite: metà delle somme rientra nell’asse ereditario.
- Poste Italiane blocca l’intero libretto alla comunicazione del decesso.
- La presunzione di contitolarità al 50% (art. 1854 Codice Civile) vale salvo prova contraria.
- Serve la dichiarazione di successione entro 12 mesi, tramite l’Agenzia delle Entrate.
- Se le somme non superano 100.000 euro, la procedura può essere semplificata.
Libretto postale cointestato: cosa significa davvero
Il libretto postale cointestato è uno strumento di risparmio intestato a due o più persone. È molto diffuso tra coppie di pensionati, genitori e figli, o fratelli.
La cointestazione può essere di due tipi:
- A firma disgiunta: ciascun titolare opera autonomamente, senza la firma dell’altro.
- A firma congiunta: ogni operazione richiede la firma di tutti i cointestatari.
La maggior parte dei libretti è a firma disgiunta. In vita, ciascuno può prelevare liberamente. Ma alla morte di un titolare, le regole cambiano del tutto.
Successione del libretto postale cointestato: cosa succede alla morte di un cointestatario
Alla comunicazione del decesso, Poste Italiane blocca immediatamente il libretto. Nessuno può più prelevare, nemmeno il cointestatario superstite.
Il blocco tutela i diritti degli eredi. Anche con la cointestazione, la metà delle somme depositate si presume del defunto. Questa quota rientra nell’asse ereditario.
Lo stabilisce l’articolo 1854 del Codice Civile: presunzione di contitolarità in parti uguali. In pratica, se sul libretto ci sono 20.000 euro, 10.000 si considerano del defunto.
Differenza tra conto bancario e libretto postale nella successione
Molti pensano che il libretto postale funzioni come un conto corrente cointestato. Non è così. Ecco le differenze principali:
- Conto corrente bancario: la banca blocca solo la quota del defunto (50%). Il superstite continua a operare sulla propria metà.
- Libretto postale: Poste Italiane blocca l’intero libretto fino alla definizione della successione. Anche la quota del superstite resta congelata.
Il motivo è prudenziale. Il libretto non ha un IBAN separato per ciascun titolare. Poste attende la documentazione completa prima di sbloccare qualsiasi somma.
Sblocco del libretto postale cointestato: cosa fare passo dopo passo
Per sbloccare le somme dopo un decesso, serve una procedura precisa. Ecco i 4 passaggi fondamentali.
1. Comunicare il decesso a Poste Italiane
Gli eredi o il cointestatario superstite presentano il certificato di morte all’ufficio postale. Da quel momento il libretto viene bloccato.
2. Presentare la dichiarazione di successione
Entro 12 mesi dal decesso, gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione telematica all’Agenzia delle Entrate. Va indicata la quota del 50% delle somme presenti alla data del decesso.
3. Raccogliere i documenti necessari
Per lo sblocco servono questi documenti:
- Certificato di morte
- Dichiarazione di successione registrata
- Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (con tutti gli eredi)
- Documento di identità e codice fiscale di ogni erede
- Eventuale testamento
4. Presentare tutto a Poste Italiane
Con la documentazione completa, ci si reca all’ufficio postale. Poste Italiane provvede a:
- Restituire al superstite la sua quota del 50%
- Ripartire il restante 50% tra gli eredi, secondo legge o testamento
Quando la successione è semplificata
In alcuni casi la procedura è più snella. Se le somme totali non superano determinati importi e non ci sono contestazioni, Poste può accettare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Attenzione: la dichiarazione di successione resta sempre obbligatoria dal punto di vista fiscale. Non presentarla entro 12 mesi comporta sanzioni.
Presunzione di contitolarità al 50%: si può contestare?
La presunzione del 50% (art. 1854 Codice Civile) è una presunzione relativa. Si può superare con prova contraria.
Esempio: un figlio ha versato il 100% delle somme sul libretto cointestato con il genitore defunto. Può chiedere che l’intera somma sia riconosciuta come propria.
Le prove ammesse includono:
- Bonifici tracciabili che dimostrano la provenienza dei fondi
- Estratti conto con i versamenti documentati
- Documentazione bancaria o postale
In caso di disaccordo tra eredi e cointestatario, la questione si risolve in sede giudiziaria.
Tasse sulla successione del libretto postale
Le somme nell’asse ereditario sono soggette all’imposta di successione. Le aliquote variano in base al grado di parentela:
- Coniuge e figli: 4% sulla quota oltre 1.000.000 € per erede
- Fratelli e sorelle: 6% sulla quota oltre 100.000 €
- Altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia
- Tutti gli altri: 8% senza franchigia
Nella pratica, per libretti con somme contenute e eredi in linea diretta, l’imposta è spesso pari a zero. La franchigia di un milione di euro copre la maggior parte dei casi.
Domande frequenti
Il cointestatario superstite può prelevare subito dopo il decesso?
No. Comunicato il decesso, Poste Italiane blocca il libretto. Anche il superstite non può prelevare. Bisogna attendere la dichiarazione di successione e lo sblocco formale. Solo dopo si accede alla propria quota del 50%.
La cointestazione del libretto evita la successione?
No. La cointestazione non evita la successione. Il 50% delle somme alla data del decesso si considera del defunto. Va incluso nella dichiarazione di successione. La cointestazione riguarda solo la possibilità di operare sul libretto in vita.
Quanto tempo ci vuole per sbloccare un libretto postale dopo un decesso?
Dipende dalla rapidità nella raccolta dei documenti. In media servono da 2 a 6 mesi. La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi. Dopo la consegna di tutti i documenti, Poste sblocca il libretto entro 30 giorni lavorativi.
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