PENSIONI

Pensione di Reversibilità 2026: Importo, Percentuali e Come Fare Domanda

pensione di reversibilità importo 2026

La pensione di reversibilità importo 2026: quanto spetta davvero a chi resta? Se il tuo coniuge viene a mancare, la pensione non si perde. Una parte spetta a te e ai tuoi figli. Si chiama reversibilità, ed è un diritto che riguarda milioni di famiglie italiane. Ecco requisiti, importi aggiornati e come fare domanda all’INPS.

In Sintesi
  • La pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite e, in alcuni casi, ai figli e altri familiari
  • L’importo base è pari al 60% della pensione del defunto per il coniuge solo
  • Esistono limiti di cumulo con altri redditi che possono ridurre l’assegno
  • La domanda si presenta online sul sito INPS oppure tramite patronato
  • Nel 2026 gli importi sono stati rivalutati dello 0,8% in base all’inflazione

Cos’è la pensione di reversibilità e come funziona

La pensione di reversibilità è la quota di pensione che l’INPS riconosce ai familiari superstiti quando il pensionato viene a mancare.

Si chiama reversibilità quando il defunto era già pensionato. Prende invece il nome di pensione indiretta quando il lavoratore deceduto non era ancora in pensione. In questo caso servono almeno 15 anni di contributi, oppure 5 anni di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio.

È una prestazione fondamentale del sistema previdenziale italiano. La disciplina è contenuta nella Legge 335/1995 (riforma Dini) e successive modifiche. Non è un “regalo” dello Stato: è un diritto maturato grazie ai contributi versati dal defunto.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità nel 2026

Hanno diritto alla reversibilità, in ordine di priorità:

  • Il coniuge superstite — anche separato, se titolare di assegno di mantenimento. Il coniuge divorziato ne ha diritto solo se percepiva l’assegno divorzile e non si è risposato
  • I figli — minorenni, studenti fino a 21 anni, universitari fino a 26 anni, oppure inabili al lavoro di qualsiasi età
  • I genitori del defunto — ultrasessantacinquenni, a carico e senza pensione propria (solo in assenza di coniuge e figli)
  • Fratelli e sorelle — celibi o nubili, inabili al lavoro e a carico del defunto (solo in assenza di tutti i soggetti precedenti)

Il coniuge superstite ha sempre diritto alla reversibilità, anche se lavora o ha un reddito proprio. Tuttavia il reddito personale può influire sull’importo effettivo.

Pensione di reversibilità importo 2026: le percentuali aggiornate

L’importo della pensione di reversibilità nel 2026 si calcola con una percentuale sulla pensione del defunto. Ecco le aliquote stabilite dalla legge:

  • 60% — coniuge solo, senza figli a carico
  • 80% — coniuge con un figlio a carico
  • 100% — coniuge con due o più figli a carico
  • 70% — un solo figlio (senza coniuge)
  • 80% — due figli (senza coniuge)
  • 100% — tre o più figli (senza coniuge)
  • 15% — per ciascun genitore avente diritto
  • 15% — per ciascun fratello o sorella avente diritto

Esempio concreto di calcolo

Il defunto percepiva una pensione lorda di 1.500 euro al mese. Ecco cosa spetta ai superstiti:

  • Coniuge solo: 1.500 × 60% = 900 euro lordi/mese
  • Coniuge + 1 figlio: 1.500 × 80% = 1.200 euro lordi/mese
  • Coniuge + 2 figli: 1.500 × 100% = 1.500 euro lordi/mese

Sono importi lordi. Il netto dipende dall’aliquota IRPEF applicabile e dalle eventuali detrazioni.

Limiti di cumulo con altri redditi: quando l’importo si riduce

Se il coniuge superstite ha redditi propri, l’importo della reversibilità può subire tagli. Le riduzioni sono stabilite dalla Legge 335/1995, art. 1, comma 41.

Nel 2026 il trattamento minimo INPS è fissato a 603,40 euro mensili (rivalutazione +0,8%). I limiti funzionano così:

  • Reddito fino a 3 volte il minimo (circa 23.532 €/anno): nessun taglio
  • Reddito tra 3 e 4 volte il minimo (23.532 – 31.376 €/anno): taglio del 25%
  • Reddito tra 4 e 5 volte il minimo (31.376 – 39.220 €/anno): taglio del 40%
  • Reddito oltre 5 volte il minimo (oltre 39.220 €/anno): taglio del 50%

Eccezione importante: i tagli non si applicano se ci sono figli minori, studenti o inabili nel nucleo. In quel caso la reversibilità resta piena.

Esempio pratico con taglio

Maria è vedova senza figli a carico. Ha una pensione propria di 25.000 euro annui. La pensione del marito era di 1.500 euro mensili.

Maria rientra nella fascia 3-4 volte il minimo. Il suo 60% (900 euro) viene ridotto del 25%. Riceverà 675 euro al mese di reversibilità anziché 900.

Come richiedere la pensione di reversibilità: domanda INPS

La domanda va presentata all’INPS. Tre i canali disponibili:

  1. Online — Accedi al portale INPS dedicato alla reversibilità con SPID, CIE o CNS
  2. Patronato — CAF o patronato (CGIL, CISL, UIL, INCA, ACLI) presentano la domanda gratuitamente
  3. Contact Center INPS — Numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da cellulare)

Documenti necessari

  • Certificato di morte o autocertificazione
  • Documento d’identità e codice fiscale del richiedente
  • Stato di famiglia
  • Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente
  • Eventuale sentenza di separazione o divorzio
  • Per figli studenti: certificato di iscrizione scolastica o universitaria

Tempistiche di erogazione

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso. Vale indipendentemente da quando presenti la domanda.

Gli arretrati vengono pagati per i 5 anni precedenti la domanda (prescrizione quinquennale). Il consiglio è presentare domanda entro 90 giorni dal decesso.

I tempi di lavorazione INPS variano. In genere la prima erogazione arriva entro 2-4 mesi.

Domande frequenti sulla reversibilità 2026

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge divorziato?

Sì, ma a condizioni precise. Il coniuge divorziato deve:

  • Essere titolare di assegno divorzile stabilito dal tribunale
  • Non essersi risposato
  • Il defunto deve aver maturato il diritto a pensione prima della sentenza di divorzio

Se il defunto si era risposato, la reversibilità viene ripartita tra coniuge superstite ed ex coniuge, in proporzione alla durata dei rispettivi matrimoni.

Se mi risposo perdo la pensione di reversibilità?

Sì. Chi contrae un nuovo matrimonio perde il diritto alla reversibilità. La legge prevede però un assegno una tantum pari a 26 mensilità della reversibilità percepita.

Le unioni civili sono equiparate al matrimonio ai fini della reversibilità. Le convivenze di fatto, invece, non danno diritto alla prestazione.

La reversibilità è compatibile con l’Assegno di Inclusione?

La pensione di reversibilità conta come reddito ai fini dell’ADI (Assegno di Inclusione), che dal 2024 ha sostituito la pensione di cittadinanza.

L’importo della reversibilità può quindi ridurre o azzerare l’ADI. Le due prestazioni sono tecnicamente compatibili, ma nella pratica una riduce l’altra.

Salva questo articolo o condividilo con chi potrebbe averne bisogno: sapere a cosa si ha diritto è il primo passo per tutelarsi.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: INPS — Pensione ai superstiti (indiretta e di reversibilità); Legge 335/1995, art. 1, comma 41.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.