L’ISEE 2026 si calcola sommando redditi della famiglia + 20% delle giacenze bancarie + valore immobiliare (oltre la franchigia di 52.500€), poi dividendo per la scala di equivalenza che dipende dal numero di componenti. Il simulatore ti dà una stima rapida e ti dice automaticamente a quali agevolazioni 2026 puoi accedere.
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è la chiave d’accesso a quasi tutti i bonus e le agevolazioni: Carta “Dedicata a te”, Carta Acquisti, bonus bollette, assegno unico, esenzione ticket sanitario, asilo nido, università. Sotto trovi il simulatore: i risultati sono orientativi, per l’ISEE ufficiale serve la DSU INPS.
Calcola il tuo ISEE 2026
Stima orientativa: il risultato è una proiezione basata sui dati ufficiali INPS/MEF/Agenzia Entrate aggiornati al 2026. Per il calcolo definitivo fa fede esclusivamente l'INPS o un consulente abilitato (CAF, patronato).
Cosa entra nel calcolo dell’ISEE
- Redditi IRPEF dell’intero nucleo familiare (anno fiscale precedente).
- Patrimonio mobiliare: giacenza media conti correnti, depositi, titoli (computa al 20%).
- Patrimonio immobiliare: valore catastale dell’abitazione principale (con franchigia 52.500€) + altre proprietà al 100%.
- Scala di equivalenza: divide il totale in base al numero di componenti (1 = 1.00, 2 = 1.57, 3 = 2.04, 4 = 2.46, 5 = 2.85, oltre +0,35 per componente).
Chi fa parte del nucleo familiare
È il punto in cui si sbaglia più spesso, e da solo può spostare l’ISEE oltre una soglia. Il nucleo ai fini ISEE non coincide sempre con chi vive sotto lo stesso tetto: si costruisce sullo stato di famiglia anagrafico, corretto da alcune regole specifiche.
- I coniugi fanno nucleo insieme anche se hanno residenze anagrafiche diverse, salvo i casi di separazione o divorzio previsti dalla norma.
- I figli maggiorenni non conviventi, se non sono sposati e non hanno figli propri, restano nel nucleo dei genitori finché ricorrono determinate condizioni di età e di reddito.
- Chi convive senza vincoli di parentela o matrimonio può risultare nello stesso stato di famiglia pur formando nuclei ISEE distinti.
La conseguenza pratica: aggiungere o togliere un componente cambia sia il patrimonio sommato sia il divisore della scala di equivalenza. Non è un dettaglio burocratico, è ciò che determina se rientri o no in una soglia.
Perché l’ISEE risulta più alto del previsto
Chi si aspetta un valore basso e ne trova uno alto, di solito ha incontrato una di queste situazioni.
- La giacenza media, non il saldo. Conta la media dell’anno, non quanto c’è sul conto oggi. Un accredito importante ricevuto e speso mesi prima pesa comunque.
- Più conti aperti. Vanno sommati tutti, anche quelli dormienti o quasi vuoti, e ognuno richiede la sua certificazione.
- I conti cointestati. Vengono attribuiti pro quota, quindi compaiono anche in un ISEE in cui non ti aspettavi di vederli.
- Il secondo immobile. Sulla prima casa opera la franchigia, sugli altri no: entrano per intero al valore rilevante ai fini ISEE.
- I dati di due anni prima. L’ISEE ordinario guarda i redditi del secondo anno precedente. Se la tua situazione è peggiorata da allora, l’indicatore fotografa un passato che non esiste più.
Per quest’ultimo caso esiste una soluzione, ed è la meno conosciuta delle tre.
Le tre forme di ISEE
- ISEE ordinario. Quello standard, valido fino al 31 dicembre dell’anno di rilascio, calcolato sui redditi del secondo anno precedente.
- ISEE corrente. Aggiorna redditi e, in certe condizioni, patrimonio quando la situazione è peggiorata: perdita del lavoro, cessazione di un’attività, riduzione significativa del reddito, decesso o grave malattia di un componente. Ha una validità più breve dell’ordinario e va richiesto espressamente. È lo strumento giusto per chi ha subito un cambiamento recente e si vede negare agevolazioni sulla base di un reddito che non percepisce più.
- ISEE ristretto. Riferito a un nucleo più circoscritto, previsto per prestazioni specifiche come quelle socio-sanitarie residenziali e il diritto allo studio universitario.
Cosa serve per la DSU
La Dichiarazione Sostitutiva Unica è il documento da cui nasce l’ISEE ufficiale. Prepararla con i documenti già in mano riduce i tempi e gli errori.
- Documento d’identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo
- Certificazione della giacenza media annua di ogni rapporto bancario o postale, richiedibile all’istituto
- Visure catastali o atti degli immobili posseduti, con l’eventuale mutuo residuo
- Targa e dati di autoveicoli e motoveicoli intestati
- Contratto di locazione registrato, se sei in affitto
- Documentazione di eventuali invalidità o disabilità presenti nel nucleo
La DSU si presenta gratuitamente online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF e patronato. L’attestazione non è immediata: servono alcuni giorni per i controlli incrociati con Agenzia delle Entrate.
Soglie ISEE per le agevolazioni 2026
| Agevolazione | Soglia ISEE max |
|---|---|
| Assegno sociale | 6.947€ |
| Carta Acquisti | 8.052€ |
| Bonus bollette / Social Card | 9.530€ |
| Carta “Dedicata a te” | 15.000€ |
| Esenzione ticket sanitario | 36.151€ |
| Bonus asilo nido | 40.000€ |
| Bonus psicologo | 50.000€ |
Il quadro completo delle prestazioni legate all’indicatore, con requisiti e scadenze, è nella guida su ISEE e prestazioni collegate. Per l’elenco aggiornato delle misure destinate a chi è in pensione, vedi bonus pensionati 2026.
Cosa questo simulatore non considera
- Autoveicoli, motoveicoli e imbarcazioni intestati ai componenti, che concorrono al patrimonio.
- Il mutuo residuo sull’abitazione, che riduce il valore immobiliare rilevante.
- Le maggiorazioni della scala di equivalenza per nuclei con figli minori, componenti con disabilità, genitore solo o entrambi i genitori che lavorano.
- Le franchigie per disabilità, che abbattono la parte patrimoniale e reddituale.
- I trattamenti assistenziali esenti, che non sempre entrano nel calcolo.
Per questo la stima va letta come ordine di grandezza: serve a capire se sei vicino a una soglia, non a certificare un valore.
Domande frequenti sull’ISEE
Quanto vale il mio ISEE in pratica?
Più basso è l’ISEE, più agevolazioni puoi ottenere. Sotto i 9.530€ accedi alla quasi totalità dei bonus statali. Tra 15.000 e 36.000€ rientri nelle agevolazioni “intermedie” (carte alimentari, bonus famiglia). Sopra i 50.000€ accedi solo a misure universali.
Il simulatore sostituisce la DSU?
No: la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è obbligatoria per ottenere l’ISEE ufficiale e va presentata a CAF/patronato o online sul portale INPS. Il simulatore serve solo a darti un’idea preliminare prima della pratica.
Quando bisogna rifare l’ISEE?
L’ISEE ordinario vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui è rilasciato. Va rifatto ogni gennaio. Esiste anche l’ISEE corrente, che aggiorna i redditi se sono peggiorati nell’anno in corso.
Ho perso il lavoro da poco: devo aspettare l’anno prossimo?
No, ed è l’errore che fa perdere più agevolazioni. L’ISEE ordinario guarda i redditi di due anni prima, quindi non registra il peggioramento. In presenza delle condizioni previste puoi chiedere l’ISEE corrente, che aggiorna la fotografia alla situazione attuale.
La casa in cui vivo fa alzare l’ISEE?
Sull’abitazione principale opera una franchigia, e l’eventuale mutuo residuo riduce ulteriormente il valore che entra nel calcolo. Pesano invece per intero gli altri immobili posseduti, anche se non producono reddito.
Cosa succede se sbaglio un dato nella DSU?
I dati vengono incrociati con gli archivi di Agenzia delle Entrate e INPS. Le difformità generano annotazioni sull’attestazione e possono richiedere una DSU rettificativa; nei casi di dichiarazione non veritiera sono previste sanzioni e la restituzione delle prestazioni ottenute. Conviene raccogliere i documenti prima di compilare, non a memoria.
L’ISEE serve anche se sono solo?
Sì. Un nucleo di una sola persona ha scala di equivalenza pari a 1,00, quindi l’indicatore coincide con la situazione economica individuale. Molte misure rivolte a chi è in pensione, dal bonus bollette all’esenzione ticket, partono proprio da lì.
Le informazioni hanno scopo divulgativo. Per la DSU rivolgiti a CAF, patronato o portale INPS.
