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Detrazioni fiscali pensionati 2026: guida completa

Detrazioni fiscali pensionati 2026: guida completa

Febbraio è già agli archivi e la stagione della dichiarazione dei redditi si avvicina. Per molti pensionati è un appuntamento che genera qualche ansia, ma può anche trasformarsi in una bella occasione di risparmio. Basta sapere quali detrazioni fiscali spettano nel 2026 e non dimenticare di inserirle nel 730 o nel Modello Redditi. In questa guida trovi tutto quello che ti serve, spiegato in modo semplice.

Ultimo aggiornamento: Febbraio 2026

Cosa sono le detrazioni fiscali e perché contano per i pensionati

Le detrazioni fiscali sono importi che si sottraggono direttamente dall’IRPEF da pagare, non dal reddito imponibile. Questo le rende particolarmente preziose: ogni euro di detrazione è un euro in meno di tasse versate allo Stato.

Per i pensionati il discorso è ancora più rilevante. La pensione è reddito imponibile a tutti gli effetti e, salvo eccezioni, viene tassata con le aliquote IRPEF ordinarie. Conoscere le detrazioni disponibili può fare la differenza tra un saldo a debito e un rimborso che arriva direttamente sulla pensione.

La maggior parte delle detrazioni previste per i lavoratori dipendenti si applica anche ai pensionati. Ci sono però alcune voci specifiche che vale la pena approfondire.

Detrazione per redditi da pensione: la base di partenza

Prima di parlare di spese, c’è una detrazione automatica che riguarda tutti i pensionati: la detrazione per redditi da pensione, prevista dall’articolo 13 del TUIR.

Nel 2026 gli importi sono i seguenti:

  • Reddito fino a 8.500 euro: detrazione pari a 1.955 euro (di fatto l’imposta è azzerata).
  • Reddito tra 8.500 e 28.000 euro: la detrazione si riduce progressivamente fino a 700 euro.
  • Reddito tra 28.000 e 50.000 euro: la detrazione scende ulteriormente con una formula proporzionale.
  • Reddito oltre 50.000 euro: non spetta alcuna detrazione per tipologia di reddito, ma rimangono applicabili le altre detrazioni per spese sostenute.

Questa detrazione viene applicata automaticamente dall’INPS o dall’ente pensionistico al momento dell’erogazione della pensione. Non devi fare nulla di speciale per ottenerla.

Spese mediche: la detrazione più usata dai pensionati

Le spese sanitarie sono di gran lunga la voce più comune nelle dichiarazioni dei redditi dei pensionati. La regola è semplice: si detrae il 19% delle spese mediche che superano la franchigia di 129,11 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici e analisi del sangue
  • Farmaci con obbligo di ricetta (e anche alcuni da banco, purché documentati)
  • Dispositivi medici con marcatura CE
  • Spese odontoiatriche
  • Ricoveri ospedalieri
  • Prestazioni di fisioterapia e riabilitazione

Attenzione alla soglia di reddito: a partire dal 2020 è stata introdotta una limitazione importante. Per i redditi superiori a 120.000 euro la detrazione del 19% inizia a ridursi proporzionalmente, fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Per la grande maggioranza dei pensionati italiani questo limite non è un problema.

Pagamento tracciabile obbligatorio: dal 2020 le spese sanitarie devono essere pagate con metodo tracciabile (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento) per poter essere detratte. Fanno eccezione i medicinali acquistati in farmacia, per i quali è ancora accettato il contante.

Interessi sul mutuo per la prima casa

Se hai ancora un mutuo sulla prima casa, puoi detrarre il 19% degli interessi passivi, fino a un massimo di 4.000 euro di interessi pagati nell’anno. La detrazione massima ottenibile è quindi di 760 euro.

Per avere diritto a questa detrazione devono essere rispettate alcune condizioni:

  • Il mutuo deve essere ipotecario.
  • L’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall’acquisto.
  • Il contratto di mutuo deve essere stato stipulato per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.

Anche in questo caso vale la regola del pagamento tracciabile per le spese accessorie connesse al mutuo.

Polizze assicurative: vita, infortuni e non autosufficienza

I premi versati per alcune tipologie di polizze assicurative danno diritto a una detrazione del 19%. Ecco i limiti aggiornati al 2026:

  • Polizze vita e infortuni: detrazione del 19% su un massimo di 530 euro di premi versati.
  • Polizze per rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (polizze LTC): detrazione del 19% su un massimo di 1.291,14 euro. Questa soglia si riduce in misura proporzionale se possiedi anche polizze vita/infortuni.

Per i pensionati, le polizze per la non autosufficienza sono particolarmente rilevanti. Si tratta di una copertura sempre più diffusa tra le persone over 65, e il beneficio fiscale è un incentivo concreto a sottoscriverle.

Spese funebri: una detrazione spesso dimenticata

Pochi lo sanno, ma le spese sostenute per i funerali di familiari a carico o di persone legate da determinati vincoli danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 1.550 euro per evento funebre.

La detrazione spetta indipendentemente dal grado di parentela con il defunto, purché si tratti di un familiare. Serve conservare le fatture o le ricevute rilasciate dall’impresa di pompe funebri.

Spese per familiari a carico: figli e coniuge

Anche se molti pensionati sono in età avanzata, alcuni hanno ancora familiari fiscalmente a carico, ad esempio un coniuge con redditi bassi o figli adulti disoccupati.

Le detrazioni per carichi di famiglia nel 2026 sono strutturate come segue:

  • Coniuge a carico: fino a 800 euro di detrazione, ridotta progressivamente all’aumentare del reddito complessivo.
  • Figli a carico fino a 21 anni: dal 2022 è stata introdotta l’Assegno Unico Universale, che ha assorbito buona parte delle detrazioni per figli under 21. Rimangono in vigore le detrazioni per i figli di età superiore ai 21 anni, pari a 950 euro ciascuno, riducibili in base al reddito.
  • Altri familiari a carico (genitori, fratelli, suoceri, ecc.): 750 euro di detrazione per ciascuno, sempre proporzionata al reddito.

Un familiare si considera fiscalmente a carico se ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24).

Spese per la casa: ristrutturazioni e risparmio energetico

Hai fatto lavori in casa negli ultimi anni? Potrebbero ancora essere detraibili tramite il meccanismo della ripartizione in quote annuali.

  • Ristrutturazioni edilizie (bonus casa): detrazione del 50% su spese fino a 96.000 euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali uguali. Per i lavori avviati dal 2025 potrebbero applicarsi aliquote ridotte: verifica sempre le condizioni aggiornate con un CAF.
  • Ecobonus per risparmio energetico: la detrazione varia dal 50% al 65% a seconda del tipo di intervento (caldaia, cappotto termico, infissi, ecc.), sempre in 10 anni. Anche qui le aliquote sono soggette a possibili variazioni normative annuali.

Se hai effettuato lavori negli anni scorsi, trovi le quote residue già precompilate nel 730 dall’Agenzia delle Entrate. Verificale sempre prima di confermare la dichiarazione.

Spese per l’istruzione e l’università

Hai nipoti o figli ancora a tuo carico che frequentano scuole o università? Alcune spese per l’istruzione sono detraibili al 19%:

  • Rette universitarie (pubbliche e private, queste ultime entro i limiti stabiliti dal MIUR).
  • Spese per asili nido (detrazione del 19% su un massimo di 632 euro per figlio).
  • Canoni di locazione pagati da studenti universitari fuori sede (19% su massimo 2.633 euro).

Erogazioni liberali e donazioni: il beneficio fiscale del fare del bene

Le donazioni a enti del Terzo Settore, ONLUS, associazioni di promozione sociale e fondazioni danno diritto a detrazioni o deduzioni fiscali.

  • Donazioni a ONLUS e ETS: detrazione del 30% (35% per le organizzazioni di volontariato) su contributi fino a 30.000 euro.
  • Donazioni a partiti politici: detrazione del 26% su importi compresi tra 30 e 30.000 euro.
  • Donazioni alla Chiesa Cattolica e ad altre confessioni religiose: deducibili fino a 1.032,91 euro.

Anche in questo caso è necessario il pagamento tracciabile e la ricevuta dell’ente beneficiario.

Come conservare i documenti e non perdere nessuna detrazione

Raccogliere la documentazione durante l’anno è il segreto per non perdere neanche un centesimo di detrazione. Ecco qualche consiglio pratico:

  • Crea una cartella fisica o digitale dove conservi tutte le ricevute e le fatture delle spese detraibili.
  • Usa sempre metodi di pagamento tracciabili per le spese sanitarie (tranne i farmaci in farmacia).
  • Conserva le ricevute per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione.
  • Accedi al 730 precompilato disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate: dal 2024 molte spese vengono caricate automaticamente grazie ai dati trasmessi da medici, farmacie e altri soggetti abilitati.

Puoi consultare direttamente il portale dell’Agenzia delle Entrate per verificare le istruzioni aggiornate al 2026: www.agenziaentrate.gov.it.

Il 730 precompilato: un alleato per i pensionati

Dal 2015 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello 730 precompilato. Per i pensionati è uno strumento molto utile: la dichiarazione viene già popolata con i dati trasmessi da INPS, farmacie, medici, banche e altri soggetti.

Come funziona:

  1. Accedi al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS.
  2. Visualizza e verifica i dati precompilati.
  3. Integra eventuali spese non ancora presenti (es. visite pagate in contanti, spese funebri, ecc.).
  4. Accetta e invia, oppure rivolgiti a un CAF o a un patronato per l’assistenza gratuita.

I CAF e i patronati offrono questo servizio gratuitamente per i pensionati. Non hai bisogno di farlo da solo se non ti senti sicuro.


Domande frequenti (FAQ)

Posso detrarre le spese mediche sostenute per mia moglie non a carico?

No. Le spese mediche sono detraibili solo se sostenute per sé stessi o per i familiari fiscalmente a carico. Se tua moglie ha un reddito proprio superiore a 2.840,51 euro, deve inserire le sue spese nella propria dichiarazione dei redditi. Se invece non ha redditi o ha redditi molto bassi, è a tuo carico e puoi detrarre anche le sue spese mediche.

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Avvertenza: Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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