Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2026
Il Fondo Casalinghe INPS è la gestione previdenziale volontaria per chi svolge lavori di cura non retribuiti in famiglia. Il versamento minimo è di 25,82 euro al mese, cioè 309,84 euro all’anno. Servono almeno 5 anni di contributi. Dal 1° ottobre 2026 si paga solo con avviso pagoPA.
Chi manda avanti la casa non ha un datore di lavoro che versa i contributi. Con il Fondo Casalinghe INPS la pensione si può però costruire da soli, con cifre basse e senza obbligo di continuità. Dal 1° ottobre 2026 cambia il modo di pagare: il vecchio bollettino postale sparisce. Ecco chi può iscriversi, quanto costa davvero e che assegno ne esce.
- Il Fondo è istituito dal Decreto Legislativo n. 565/1996 ed è gestito dall’INPS.
- L’iscrizione è gratuita e volontaria, dai 16 ai 65 anni.
- Servono 25,82 euro per accreditare un mese di contributi.
- Dal 1° ottobre 2026 stop ai bollettini postali: si versa con pagoPA.
- Tabella completa dei versamenti, età di uscita e simulazione nelle sezioni seguenti.
Che cos’è il Fondo Casalinghe INPS?
Il nome ufficiale è lungo: Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari. Tutti lo chiamano Fondo Casalinghe e Casalinghi.
È una gestione previdenziale pubblica, amministrata dall’INPS. Nasce con il Decreto Legislativo 16 settembre 1996, n. 565, in attuazione della Legge 335/1995. È operativa dal 1° gennaio 1997.
Prende il posto della vecchia “Mutualità pensioni”, nata con la Legge 389/1963. La logica è semplice: il lavoro di cura in famiglia non produce contributi. Il Fondo permette di versarli lo stesso, di tasca propria, quando si vuole e quanto si vuole.
| Elemento | Come funziona |
|---|---|
| Norma istitutiva | D.Lgs. n. 565/1996 |
| Gestione | INPS |
| Adesione | Volontaria e gratuita |
| Metodo di calcolo | Interamente contributivo |
| Prestazioni previste | Pensione di vecchiaia e pensione di inabilità |
| Obbligo di versamento annuale | Nessuno: i versamenti sono liberi |
Non è un fondo pensione privato e non è un investimento finanziario. È una gestione pubblica a capitalizzazione contributiva. Il passo successivo è capire chi può entrarci.
Chi può iscriversi al Fondo Casalinghe?
L’iscrizione è aperta a chi svolge lavori di cura non retribuiti legati a responsabilità familiari, senza vincolo di subordinazione. Vale per le donne e per gli uomini.
I requisiti previsti dal D.Lgs. n. 565/1996 sono questi:
- Età fra 16 e 65 anni compiuti.
- Non essere titolari di pensione diretta.
- Non svolgere lavoro dipendente o autonomo con iscrizione obbligatoria ad altra gestione previdenziale.
- Svolgere lavoro di cura familiare non retribuito.
- Essere cittadini italiani, cittadini UE residenti in Italia o stranieri con regolare permesso di soggiorno.
Alcuni casi concreti generano dubbi ricorrenti. Ecco come si collocano.
| Situazione | Iscrizione al Fondo |
|---|---|
| Casalinga senza alcun lavoro retribuito | Ammessa |
| Lavoro part-time, anche continuativo | Ammessa |
| Titolare di pensione ai superstiti (reversibilità) | Ammessa |
| Titolare di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, inabilità) | Esclusa |
| Lavoratore dipendente a tempo pieno | Esclusa |
| Persona che ha compiuto 66 anni | Esclusa |
L’iscrizione si presenta una sola volta e resta valida nel tempo. Chi è già iscritto non deve rifare nulla. Resta da capire quanto pesa davvero il versamento.
Quanto si versa al Fondo Casalinghe INPS? Importi 2026
I versamenti sono completamente liberi. Non esiste una scadenza, non esiste un massimale e non esiste un obbligo di continuità. Chi salta un anno non perde nulla di quanto già versato.
Esiste però un minimo per far valere il contributo ai fini del diritto alla pensione. Il minimale è di 25,82 euro per accreditare un mese, in vigore dal 1° gennaio 1999.
| Voce | Importo | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Versamento minimo mensile | 25,82 € | Accredita 1 mese di contribuzione |
| Versamento per un anno intero | 309,84 € | Accredita 12 mesi |
| Versamento per il requisito minimo | 1.549,20 € | Copre i 5 anni necessari alla pensione |
| Versamento massimo | Nessun limite | Più si versa, più alta è la rata futura |
| Versamento inferiore al minimale annuo | Variabile | Accredita i mesi interi corrispondenti |
Se in un anno solare si versa meno del minimale mensile, non viene accreditato alcun mese. La somma non va persa: confluisce nel montante contributivo, come chiarito dalla Circolare INPS n. 223 del 20 dicembre 2001.
C’è poi un vantaggio fiscale spesso ignorato. I contributi versati al Fondo sono interamente deducibili dal reddito complessivo.
La deduzione spetta anche a chi versa per un familiare fiscalmente a carico. Il marito che paga per la moglie casalinga scarica l’importo dalla propria dichiarazione dei redditi.
Un esempio di calcolo
Una simulazione aiuta a capire l’ordine di grandezza. Prendiamo una persona che si iscrive a 45 anni e versa il minimo pieno.
- Versamento: 309,84 euro all’anno per 20 anni.
- Totale versato: 6.196,80 euro.
- Il montante si rivaluta ogni anno sulla base della media quinquennale del PIL nominale.
- A 65 anni il montante viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione del biennio 2025-2026.
- Risultato indicativo: una rata annua nell’ordine di poche centinaia di euro.
È una cifra piccola, e va detto con chiarezza. Chi versa il minimo non costruisce una pensione di sostentamento.
Chi versa 1.000 o 2.000 euro l’anno per venti o trent’anni ottiene invece un importo ben più significativo. Il calcolo è proporzionale a quanto entra nel montante.
Chiarito quanto si versa, la domanda successiva è quando si incassa.
A che età si va in pensione con il Fondo Casalinghe INPS?
L’articolo 3 del D.Lgs. n. 565/1996 prevede due prestazioni: la pensione di vecchiaia e la pensione di inabilità. In entrambi i casi servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva, cioè 60 mesi accreditati.
L’età di uscita è più bassa di quella ordinaria. A 57 anni scatta però una condizione importante sull’importo.
| Prestazione | Età | Contributi | Condizione sull’importo |
|---|---|---|---|
| Pensione di vecchiaia anticipata | 57 anni | 5 anni | Rata mensile non inferiore a 1,2 volte l’assegno sociale |
| Pensione di vecchiaia ordinaria | 65 anni | 5 anni | Nessun importo minimo richiesto |
| Pensione di inabilità | Nessun limite di età | 5 anni | Inabilità assoluta e permanente a qualsiasi lavoro |
| Meno di 5 anni di contributi | — | Insufficienti | Nessuna prestazione a carico del Fondo |
La soglia dei 57 anni merita un numero preciso. L’assegno sociale 2026 è pari a 546,24 euro mensili (Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025).
Di conseguenza, per uscire a 57 anni la pensione maturata deve raggiungere almeno 655,49 euro al mese. Serve un montante molto consistente: nella pratica quasi nessuno ci arriva versando cifre minime.
A 65 anni il vincolo di importo cade del tutto. Si incassa quello che si è maturato, anche se sono poche centinaia di euro l’anno.
Chi non raggiunge i 5 anni di contributi non ottiene la pensione. I versamenti restano però nel montante e possono essere completati in seguito.
Il calcolo è sempre contributivo puro, come per la pensione minima e le altre prestazioni INPS. Nessuna integrazione al trattamento minimo è prevista per il Fondo. La parte operativa, però, cambia proprio in queste settimane.
Come si versano i contributi dal 1° ottobre 2026?
Questa è la novità che riguarda tutti gli iscritti. Con il Messaggio INPS n. 2482 del 24 luglio 2026 l’Istituto ha annunciato la chiusura del conto corrente postale usato finora per i bollettini.
Dal 1° ottobre 2026 i contributi si versano esclusivamente tramite pagoPA. Il passaggio si inquadra nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005) e nel percorso avviato con il Messaggio INPS n. 2378 dell’11 giugno 2022.
Attenzione a cosa non cambia:
- Gli importi restano gli stessi.
- La posizione assicurativa resta la stessa.
- Non va presentata alcuna nuova domanda di iscrizione.
- Cambia solo il canale di pagamento.
La procedura per generare l’avviso è questa:
- Accedi al sito www.inps.it e cerca l’area tematica “Portale dei pagamenti”.
- Seleziona la voce “Accedi all’area tematica”.
- Scegli la sezione “Fondo Casalinghe e Casalinghi”.
- Autenticati con codice fiscale e Codice Fondo, oppure con SPID, CIE, CNS o eIDAS.
- Indica l’importo da versare, rispettando il minimale di 25,82 euro per mese.
- Genera e stampa l’avviso di pagamento pagoPA.
- Paga l’avviso entro la scadenza indicata sul documento.
Cosa serve per completare l’operazione:
- Codice fiscale dell’iscritto.
- Codice Fondo assegnato al momento dell’iscrizione, oppure un’identità digitale attiva.
- L’avviso pagoPA generato dal portale, in formato cartaceo o digitale.
L’avviso si può pagare su diversi canali, tutti equivalenti.
| Canale | Modalità |
|---|---|
| Home banking | Online, tramite il servizio CBILL della propria banca |
| Sportello bancario | Presentando l’avviso in filiale |
| Ufficio postale | Presentando l’avviso allo sportello |
| App IO | Scansione del QR code e pagamento da smartphone |
| Altri PSP aderenti | Tabaccherie e ricevitorie abilitate a pagoPA |
Chi non ha dimestichezza con il computer può farsi generare l’avviso da un patronato o da un CAF. Il servizio di assistenza sui fondi previdenziali INPS è gratuito.
Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS
Quanto si deve versare al Fondo Casalinghe per avere la pensione?
Servono almeno 1.549,20 euro complessivi, pari a 5 anni al minimale di 25,82 euro mensili. È il requisito minimo per il diritto. L’importo della rata dipende dal totale versato.
Il Fondo Casalinghe INPS conviene davvero?
Dipende dalle cifre versate. Con il minimo di 309,84 euro l’anno la rata futura resta di poche centinaia di euro annui. Il vantaggio reale è la piena deducibilità fiscale dei contributi e la copertura per inabilità.
A che età una casalinga senza contributi può andare in pensione?
Senza contributi non esiste pensione. Resta l’assegno sociale a 67 anni, prestazione assistenziale legata al reddito. Con 5 anni versati al Fondo si accede alla pensione di vecchiaia a 65 anni.
Posso ancora usare il bollettino postale dopo ottobre 2026?
No. Il conto corrente postale dedicato chiude il 1° ottobre 2026 (Messaggio INPS n. 2482/2026). Da quella data l’unico canale è l’avviso pagoPA generato dal Portale dei Pagamenti INPS.
Cosa fare adesso
Chi è già iscritto deve solo cambiare abitudine di pagamento entro il 1° ottobre. Chi ci sta pensando può presentare domanda di iscrizione in qualsiasi momento, purché non abbia compiuto 66 anni.
- Verificare la posizione contributiva nell’estratto conto sul portale INPS.
- Generare il primo avviso pagoPA prima del 1° ottobre 2026.
- Conservare le ricevute per la deduzione fiscale in dichiarazione.
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. Per una verifica sulla propria posizione conviene rivolgersi all’INPS, a un CAF o a un patronato.
Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — Fondo Casalinghe: chiusura conto corrente per versamento contributi (Messaggio n. 2482 del 24 luglio 2026) | Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
