PENSIONI

Modello RED 2026: la guida completa per capire quali redditi dichiarare all’INPS senza rischiare di perdere la pensione

modello RED 2026 quali redditi dichiarare

Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026

Nel modello RED 2026 i redditi da dichiarare all’INPS sono solo quelli non già noti al Fisco: redditi esteri, rendite finanziarie, arretrati a tassazione separata, canoni con cedolare secca. Pensione INPS e redditi già nel 730 non vanno reinseriti. L’omissione comporta la sospensione della prestazione.

Ogni anno milioni di pensionati ricevono la richiesta RED dall’INPS e la scambiano per una seconda dichiarazione dei redditi. Non lo è. Serve solo a integrare le informazioni che l’Agenzia delle Entrate non trasmette all’Istituto. Sbagliare la compilazione — o ignorarla — può bloccare integrazione al minimo, maggiorazioni sociali e assegni familiari. Ecco cosa va dichiarato, cosa no e cosa succede se si sbaglia.

In sintesi:
  • Il modello RED riguarda solo i titolari di prestazioni collegate al reddito.
  • Vanno dichiarati i redditi che l’INPS non conosce già.
  • Pensione INPS e redditi del 730 non vanno reinseriti.
  • L’omissione porta alla sospensione e poi alla revoca della prestazione.
  • Tabella completa dei redditi da dichiarare nelle sezioni seguenti.

Cos’è il modello RED 2026 e perché l’INPS lo richiede?

Il modello RED è la dichiarazione della situazione reddituale richiesta dall’INPS ai titolari di prestazioni il cui importo dipende dal reddito. Il servizio si trova nella sezione Prestazioni collegate al reddito del portale INPS.

La base normativa è l’articolo 35, comma 10-bis, del Decreto Legge n. 207/2008, convertito con Legge n. 14/2009. La norma impone la verifica annuale dei redditi che incidono sulle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Il punto centrale è uno solo. L’INPS riceve già dall’Agenzia delle Entrate i dati delle dichiarazioni fiscali. Il RED serve a colmare i buchi, non è un secondo 730.

  • Non sostituisce la dichiarazione dei redditi.
  • Non serve a pagare imposte, ma a calcolare la prestazione.
  • Riguarda i redditi dell’anno precedente a quello di richiesta.
  • È gratuito tramite CAF e patronati convenzionati con l’INPS.

Chiarito lo scopo, resta da capire chi riceve davvero la richiesta.

Chi deve presentare il modello RED nel 2026?

Il RED non riguarda tutti i pensionati. Riguarda chi percepisce una prestazione legata al reddito personale o del coniuge.

Sono tenuti alla dichiarazione i titolari di:

  • Integrazione al trattamento minimo della pensione.
  • Maggiorazione sociale e importo aggiuntivo.
  • Pensione e assegno sociale.
  • Assegno al nucleo familiare sulla pensione.
  • Pensione ai superstiti soggetta a riduzione per redditi.
  • Trattamenti di invalidità civile collegati al reddito.
  • Quattordicesima mensilità (somma aggiuntiva).
Situazione RED necessario? Motivo
Pensione di vecchiaia sopra il minimo, nessuna prestazione collegata No Importo non legato al reddito
Pensione integrata al minimo Sì, se richiesto Verifica annuale dei redditi
Titolare che presenta 730 o Modello Redditi con tutti i redditi Spesso no Dati già acquisiti dall’Agenzia Entrate
Titolare con soli redditi esteri Dati non presenti nelle banche dati fiscali
Titolare esonerato dalla dichiarazione fiscale con redditi da comunicare Nessuna fonte alternativa per l’INPS

L’INPS individua i soggetti obbligati e li inserisce negli elenchi annuali. La comunicazione arriva per posta oppure è consultabile nel Cassetto previdenziale del cittadino.

Chi non riceve nulla, in linea generale, non deve presentare la dichiarazione.

Chiarito il “chi”, la domanda vera resta quali redditi vanno scritti nel modello.

Modello RED 2026: quali redditi dichiarare e quali no?

La regola base è una sola. Nel RED va indicato ciò che l’INPS non conosce già.

Tutto il resto è nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e del Casellario centrale delle pensioni. La tabella seguente riassume i redditi da dichiarare voce per voce.

Tipo di reddito Va dichiarato? Nota
Pensione erogata dall’INPS No Già nota all’Istituto
Redditi da lavoro dipendente con CU No Trasmessi dal sostituto d’imposta
Redditi dichiarati nel 730 o Modello Redditi No Acquisiti dall’Agenzia Entrate
Redditi prodotti all’estero Pensioni e rendite estere, non presenti nei flussi fiscali
Rendite e interessi da capitale Titoli di Stato, obbligazioni, depositi, dividendi
Redditi da locazione con cedolare secca Tassazione sostitutiva, non nel reddito complessivo IRPEF
Arretrati di lavoro o pensione a tassazione separata Fuori dal reddito complessivo
Trattamenti di fine rapporto e anticipazioni Tassazione separata
Rendite da previdenza complementare Regime fiscale sostitutivo
Pensioni di guerra e indennità di accompagnamento No Esenti e non rilevanti ai fini reddituali
Casa di abitazione e relative pertinenze No Escluse dal calcolo delle prestazioni
Dati riferiti alle istruzioni RED in vigore ad agosto 2026 da fonte ufficiale. La rilevanza del singolo reddito dipende dalla prestazione percepita e dalla situazione individuale. Verifica su INPS.it.

Un chiarimento utile riguarda i redditi esenti. Alcune voci non concorrono mai al calcolo: indennità di accompagnamento, pensioni di guerra, assegni di natura risarcitoria.

Altre voci rilevano solo per certe prestazioni. Il reddito del coniuge, ad esempio, conta per l’assegno sociale e per alcune maggiorazioni, non per tutte.

Un esempio pratico di compilazione

Prendiamo un pensionato con integrazione al minimo. Nel 2025 ha percepito la pensione INPS, ha affittato un appartamento con cedolare secca per 4.200 euro annui e ha incassato 800 euro di interessi su un BTP. Non presenta il 730 perché esonerato.

Nel RED 2026 deve indicare 4.200 euro di canone in cedolare secca e 800 euro di redditi di capitale. La pensione INPS non va riscritta. Totale da comunicare: 5.000 euro.

Sono proprio i due redditi che, restando fuori dal reddito complessivo IRPEF, l’INPS non vedrebbe mai.

Chi ha situazioni analoghe trova utile anche la nostra guida alla pensione minima 2026, dove sono spiegate le soglie reddituali che il RED va a verificare.

Sapere cosa dichiarare è metà del lavoro. L’altra metà è farlo nei tempi e nei modi giusti.

Come si compila e si invia il modello RED 2026?

La dichiarazione si presenta in autonomia online oppure tramite un intermediario. La via più usata resta il CAF o il patronato, che accedono direttamente ai flussi INPS.

  1. Verifica di essere nell’elenco dei soggetti obbligati, controllando la comunicazione INPS o il Cassetto previdenziale del cittadino.
  2. Raccogli la documentazione dei redditi percepiti nell’anno di riferimento, in particolare quelli non presenti nel 730.
  3. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio “Dichiarazione reddituale RED”.
  4. Seleziona l’anno di dichiarazione proposto dal sistema e apri il modello precompilato.
  5. Compila i quadri relativi ai redditi da comunicare, lasciando vuoti quelli già noti all’Istituto.
  6. Controlla i dati anagrafici e, se richiesto, i redditi del coniuge o dei familiari.
  7. Invia la dichiarazione e conserva la ricevuta di protocollo rilasciata dal sistema.

I documenti utili da avere sotto mano sono questi:

  • Codice fiscale del dichiarante e dei familiari coinvolti.
  • Certificazione Unica dell’anno di riferimento, se disponibile.
  • Documentazione delle pensioni o rendite estere percepite.
  • Estratti conto o certificazioni degli interessi su titoli e depositi.
  • Contratti di locazione e ricevute dei canoni in cedolare secca.
  • Documentazione di arretrati, TFR o anticipazioni incassate.

La compilazione tramite CAF o patronato convenzionato è gratuita per il cittadino. L’INPS riconosce agli intermediari un compenso a carico dell’Istituto.

Resta il punto più delicato: cosa succede a chi non risponde.

Cosa succede se non si presenta il RED o si dichiara il falso?

L’omissione non è senza conseguenze. L’INPS applica una procedura in due fasi, prevista dalla normativa sulla verifica reddituale.

Situazione Conseguenza Rimedio
Prima annualità non dichiarata Sospensione delle prestazioni collegate al reddito Invio del RED con ripristino e pagamento degli arretrati
Seconda annualità consecutiva non dichiarata Revoca definitiva della prestazione Nuova domanda di prestazione
Dati dichiarati inferiori al reale Recupero dell’indebito percepito Rateizzazione del debito su richiesta
Dichiarazione mendace Conseguenze penali ex art. 76 DPR 445/2000 Nessuno: sanzione prevista per legge

La sospensione riguarda solo la quota collegata al reddito, non l’intera pensione.

Chi percepisce una pensione integrata al minimo continua a ricevere la quota contributiva maturata. Perde però l’integrazione fino alla regolarizzazione.

Il tema è approfondito nella nostra guida alla sospensione della pensione per mancato RED, dove sono descritti i tempi di ripristino.

Per chi ha redditi prodotti fuori dall’Italia esiste un modello dedicato, il RED Estero, con procedure e scadenze proprie: ne parliamo nella guida al RED Estero per i pensionati all’estero.

Restano alcuni dubbi ricorrenti, che vale la pena sciogliere.

Domande frequenti

Chi deve presentare il modello RED nel 2026?

Solo chi percepisce prestazioni collegate al reddito: integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, assegno sociale, assegni familiari. L’INPS invia una comunicazione ai soggetti obbligati. Chi non la riceve non presenta nulla.

Nel modello RED 2026 quali redditi dichiarare?

Solo quelli che l’INPS non conosce: redditi esteri, interessi e rendite finanziarie, canoni con cedolare secca, arretrati e TFR a tassazione separata. Pensione INPS e redditi del 730 non vanno reinseriti.

Il modello RED sostituisce la dichiarazione dei redditi?

No, sono due cose diverse. Il 730 serve a calcolare le imposte, il RED a determinare l’importo della prestazione INPS. Chi presenta il 730 può comunque dover inviare il RED per i redditi a tassazione sostitutiva.

La casa di proprietà va indicata nel RED?

No, l’abitazione principale e le pertinenze sono escluse dal calcolo. Vanno invece dichiarati i canoni degli immobili concessi in locazione, in particolare quelli in regime di cedolare secca.

Il RED si paga?

No, la compilazione tramite CAF e patronati convenzionati è gratuita per il cittadino. Il compenso agli intermediari è a carico dell’INPS. L’invio autonomo dal portale INPS è ugualmente gratuito.

Cosa fare adesso

Chi ha ricevuto la richiesta RED può verificare la propria posizione nel Cassetto previdenziale del cittadino sul portale INPS.

In alternativa, può rivolgersi a un CAF o a un patronato convenzionato per la compilazione assistita. La documentazione dei redditi non presenti nel 730 è l’unico materiale davvero indispensabile.

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Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — Dichiarazione della situazione reddituale (RED) | Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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