Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026
La rivalutazione pensioni 2027 si calcola sull’indice ISTAT dei prezzi al consumo FOI senza tabacchi rilevato nel 2026. La percentuale provvisoria è fissata con decreto MEF entro il 20 novembre 2026 e applicata dall’INPS sui ratei da gennaio 2027. Nessuna percentuale ufficiale è ancora pubblicata.
L’inflazione torna a far parlare di sé e con lei riparte la domanda che ogni pensionato si pone: quanto crescerà il mio assegno il prossimo anno? Il meccanismo esiste, è scritto nella legge e funziona in automatico. Ma il numero che tutti cercano non c’è ancora. Ecco come si costruisce, chi lo decide e quando arriva.
- La rivalutazione si chiama tecnicamente perequazione automatica delle pensioni.
- L’indice di riferimento è il FOI senza tabacchi calcolato dall’ISTAT.
- Il MEF fissa la percentuale provvisoria con decreto entro il 20 novembre.
- L’aumento non è uguale per tutti: dipende dall’importo complessivo dell’assegno.
- Tabella delle fasce, esempio di calcolo e calendario nelle sezioni seguenti.
Cos’è la rivalutazione delle pensioni? Definizione e base normativa
La rivalutazione delle pensioni è l’adeguamento annuale degli assegni previdenziali all’aumento del costo della vita. Il termine tecnico usato nei documenti ufficiali è perequazione automatica.
Serve a una cosa sola: impedire che l’inflazione eroda il potere d’acquisto di chi vive di pensione. Se i prezzi salgono del 2% e l’assegno resta fermo, quell’assegno vale il 2% in meno.
Il meccanismo è automatico. Nessuna domanda, nessun modulo, nessuna scadenza da rispettare per il pensionato.
I riferimenti normativi principali sono questi:
- Legge n. 388/2000, art. 69: introduce il sistema a fasce di importo, ancora oggi la base del calcolo.
- Legge n. 448/1998, art. 34 comma 1: stabilisce che la percentuale è determinata con decreto del Ministero dell’Economia.
- Decreto legislativo n. 503/1992: fissa la cadenza annuale della perequazione con decorrenza 1° gennaio.
- Legge di Bilancio annuale: può modificare temporaneamente le percentuali applicate alle singole fasce.
Quest’ultimo punto è quello che negli anni recenti ha creato più confusione tra i lettori. Il precedente più vicino resta la rivalutazione delle pensioni 2026, utile per capire come si è mossa la percentuale l’anno scorso.
Come si calcola l’indice ISTAT per la rivalutazione pensioni 2027?
L’indice usato è il FOI senza tabacchi: indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati, al netto dei tabacchi lavorati. Lo calcola e lo pubblica l’ISTAT ogni mese.
Il calcolo per la perequazione non usa il dato di un singolo mese. Usa una media annua.
Ecco il percorso, passo per passo:
- L’ISTAT rileva ogni mese l’indice FOI senza tabacchi.
- Si calcola la variazione media dell’anno in corso rispetto all’anno precedente.
- Per il decreto di novembre si usa una stima provvisoria sui mesi già rilevati.
- Il MEF emana il decreto con la percentuale provvisoria entro il 20 novembre.
- L’INPS applica la percentuale ai ratei da gennaio dell’anno successivo.
- L’anno dopo un secondo decreto fissa la percentuale definitiva e regola i conguagli.
Quindi per la rivalutazione pensioni 2027 conta l’inflazione media del 2026. Non quella del 2027, non quella di un singolo mese caldo.
È il motivo per cui i titoli che annunciano percentuali certe ad agosto vanno letti con prudenza: mancano ancora mesi di rilevazione. I dati mensili aggiornati sono consultabili sul portale ufficiale ISTAT.
Stabilito il numero, entra in gioco la seconda variabile: l’importo della pensione.
Chi ha diritto all’aumento pieno? Il sistema a fasce
La perequazione non si applica allo stesso modo su tutti gli assegni. Il criterio è l’importo complessivo lordo dei trattamenti pensionistici, misurato in multipli del trattamento minimo INPS.
Il principio è progressivo: chi prende meno riceve la rivalutazione piena, chi prende di più riceve una quota ridotta.
La struttura prevista dall’art. 69 della Legge n. 388/2000 è la seguente:
| Fascia di importo | Quota di rivalutazione riconosciuta |
|---|---|
| Fino a 4 volte il trattamento minimo | 100% |
| Oltre 4 e fino a 5 volte il minimo | 90% |
| Oltre 5 volte il trattamento minimo | 75% |
Attenzione a un punto che genera molti errori di lettura. Negli ultimi anni le Leggi di Bilancio hanno sostituito temporaneamente questo schema con griglie a sei fasce, più penalizzanti sugli importi alti.
Cosa serve sapere per il 2027:
- Lo schema effettivo dipende dalla Legge di Bilancio in discussione in autunno 2026.
- Se nessuna norma interviene, si torna alle tre fasce dell’art. 69.
- Il conteggio considera la somma di tutti i trattamenti, non la singola pensione.
- Il calcolo è per scaglioni: la quota entro 4 volte il minimo è comunque rivalutata al 100%.
Quest’ultimo dettaglio merita un esempio concreto.
Quanto spetta? Il calcolo per scaglioni della rivalutazione pensioni 2027
Molti lettori credono che superare una soglia faccia perdere la rivalutazione piena su tutto l’assegno. Non è così.
Il meccanismo è a scaglioni, come l’IRPEF. Ogni porzione dell’assegno viene rivalutata con la sua percentuale.
Esempio pratico con numeri di comodo, utile solo a capire il metodo. Ipotizziamo un trattamento minimo di 600 euro e una rivalutazione del 2%:
| Pensione lorda mensile | Fasce coinvolte | Logica dell’aumento |
|---|---|---|
| 1.000 euro | Solo fascia 100% | Aumento pieno su tutto l’importo |
| 2.200 euro | Solo fascia 100% | Aumento pieno su tutto l’importo |
| 2.700 euro | 100% + 90% | Pieno fino a 2.400 euro, ridotto sulla parte eccedente |
| 3.500 euro | 100% + 90% + 75% | Tre porzioni con tre percentuali diverse |
Il valore reale del trattamento minimo 2027 e la percentuale applicabile saranno noti solo con il decreto MEF e la successiva circolare INPS di rivalutazione. Per il 2026 il riferimento resta la circolare INPS annuale sulla perequazione, richiamata nella nostra guida alla pensione minima 2026.
Quando arrivano le date ufficiali della rivalutazione 2027?
Il calendario è stabile da anni e segue sempre lo stesso ordine.
| Periodo | Cosa succede | Soggetto responsabile |
|---|---|---|
| Ogni mese del 2026 | Pubblicazione indice FOI senza tabacchi | ISTAT |
| Novembre 2026 | Decreto con percentuale provvisoria di perequazione | MEF |
| Dicembre 2026 | Circolare di rivalutazione e nuovi importi | INPS |
| Gennaio 2027 | Primo rateo con importo rivalutato | INPS |
| Corso del 2027 | Eventuale conguaglio da percentuale definitiva | INPS |
Un elemento pratico da tenere presente: il cedolino di gennaio può contenere sia l’aumento sia i conguagli fiscali di fine anno. Le due voci si sommano e a volte l’effetto netto sorprende.
Il cedolino aggiornato è sempre consultabile nell’area riservata MyINPS con SPID, CIE o CNS. Chi vuole imparare a interpretare le singole voci può consultare la guida su come leggere il cedolino della pensione.
Domande frequenti
Qual è la percentuale della rivalutazione pensioni 2027?
Non è ancora pubblicata. La percentuale provvisoria viene fissata con decreto MEF entro il 20 novembre 2026, sulla base dell’indice ISTAT FOI del 2026. Qualsiasi cifra circolante oggi è una stima, non un dato ufficiale.
Serve fare domanda per ottenere la rivalutazione?
No, la perequazione è automatica. L’INPS applica il nuovo importo sui ratei da gennaio, senza alcuna richiesta del pensionato. Il nuovo importo si verifica sul cedolino nell’area MyINPS.
La rivalutazione è uguale per tutte le pensioni?
No. Dipende dall’importo complessivo lordo dei trattamenti, in multipli del minimo INPS. Sotto 4 volte il minimo spetta la rivalutazione piena, sopra quella soglia scattano quote ridotte.
Cosa succede se la percentuale provvisoria risulta sbagliata?
Un secondo decreto fissa la percentuale definitiva l’anno successivo. L’INPS effettua allora un conguaglio, a credito o a debito, sui ratei successivi. È una procedura ordinaria, non un errore.
Cosa non è ancora deciso per il 2027
Riassumiamo i punti aperti, perché è qui che si concentra la disinformazione:
- La percentuale di perequazione 2027 non esiste ancora in forma ufficiale.
- Lo schema delle fasce dipende dalla Legge di Bilancio 2027, non ancora approvata.
- Il valore del trattamento minimo 2027 sarà noto con la circolare INPS di dicembre.
- Eventuali incrementi aggiuntivi sui minimi sono materia di legge, non di perequazione.
Chi legge titoli con percentuali precise in circolazione ad agosto sta leggendo una proiezione, non una norma. La differenza conta.
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. A novembre, quando arriverà il decreto MEF, il numero sarà già leggibile con le chiavi giuste. Per una verifica sulla propria posizione previdenziale è sempre possibile rivolgersi a un CAF o a un patronato.
Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — Circolari e normativa | Ministero dell’Economia e delle Finanze | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
