Della retta della casa di riposo si scarica solo la parte sanitaria e di assistenza: le spese di assistenza specifica a persona con disabilità sono deducibili al 100% nel rigo E25, quelle sanitarie detraibili al 19% oltre la franchigia di 129,11 euro. La quota alberghiera non si recupera. Serve una fattura che separi le voci.
Un genitore anziano entra in RSA e la retta supera i 2.000 euro al mese. La domanda dei figli è sempre la stessa: quanto torna indietro con la detrazione spese casa di riposo 730? La risposta non è “tutto” e non è “niente”. Dipende da come la struttura scrive la fattura.
La normativa fiscale non guarda alla retta come a un blocco unico. La divide in due parti: quello che serve a curare e assistere la persona, e quello che serve a ospitarla — vitto, alloggio, servizi alberghieri.
La prima parte può entrare in dichiarazione, la seconda no. Ecco perché due famiglie che pagano la stessa retta recuperano cifre molto diverse: cambia solo il dettaglio scritto sul documento di spesa.
In sintesi
- Quota alberghiera (vitto, alloggio, servizi generici): non è detraibile né deducibile.
- Spese di assistenza specifica a persona con disabilità: deducibili al 100% dal reddito, rigo E25 del 730.
- Spese sanitarie generiche e specialistiche: detraibili al 19% oltre la franchigia di 129,11 euro, ma solo se l’anziano è fiscalmente a carico.
- La deduzione per assistenza specifica spetta anche a un figlio non convivente e anche se il genitore non è a carico.
- Serve una fattura che separi le voci: se la struttura indica solo “retta mensile”, non si recupera nulla.
Detrazione spese casa di riposo nel 730: cosa dice davvero la legge
Le regole stanno in due articoli del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Sono due strade diverse, con effetti diversi sul portafoglio.
La prima è l’articolo 10, comma 1, lettera b. Riguarda le spese mediche e di assistenza specifica sostenute per persone con disabilità. Sono oneri deducibili: si sottraggono per intero dal reddito imponibile, prima ancora di calcolare l’imposta.
Nessuna franchigia, nessun tetto massimo. È la strada più conveniente.
La seconda è l’articolo 15. Riguarda le spese sanitarie in senso ampio: visite, esami, ricoveri, farmaci. Sono oneri detraibili al 19%, con una franchigia di 129,11 euro che resta sempre a carico del contribuente.
Quello che non rientra in nessuna delle due categorie è la quota alberghiera. La permanenza in struttura, il vitto, la pulizia della stanza, la lavanderia, l’animazione: sono servizi reali e costosi.
Ma per il fisco non sono cure. Restano fuori dalla dichiarazione, punto.
Il caso della persona non autosufficiente
Quando l’anziano è ricoverato perché non autosufficiente, la parte di retta legata all’assistenza infermieristica e riabilitativa può rientrare tra le spese sanitarie detraibili al 19%.
Anche qui vale la regola d’oro: deve risultare separatamente indicata nel documento rilasciato dalla struttura.
La non autosufficienza va certificata da un medico. Riguarda l’incapacità di compiere gli atti quotidiani:
- lavarsi;
- vestirsi;
- alimentarsi;
- camminare;
- oppure la necessità di sorveglianza continua.
Chi può detrarre le spese della casa di riposo
Qui sta il nodo che manda in confusione più famiglie. La regola generale delle spese sanitarie è restrittiva.
Si possono detrarre solo quelle sostenute per sé e per i familiari fiscalmente a carico, cioè con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro l’anno (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).
Un genitore con una pensione anche modesta supera quasi sempre questa soglia. Risultato: le spese sanitarie ordinarie pagate per lui non sono detraibili da chi le sostiene.
Le spese di assistenza specifica seguono invece una regola molto più larga. Sono deducibili anche quando sono sostenute nell’interesse di un familiare indicato dall’articolo 433 del Codice civile, e quel familiare non deve essere fiscalmente a carico.
Rientrano nell’elenco:
- il coniuge;
- i figli, anche adottivi;
- i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi;
- i generi e le nuore;
- i suoceri;
- i fratelli e le sorelle, germani o unilaterali.
Non conta la convivenza. Un figlio che vive a 600 chilometri di distanza e paga la retta della madre ricoverata in RSA può portare in deduzione la quota di assistenza specifica esattamente come chi abita nello stesso comune.
Conta chi ha effettivamente sostenuto la spesa.
Se la retta la pagano più figli
Capita spesso: tre fratelli che si dividono la retta. Ognuno deduce la parte che ha effettivamente pagato, a condizione che la sua quota risulti dalla documentazione.
Il modo più pulito è chiedere alla struttura di intestare fatture separate pro quota. In alternativa, sulla fattura unica va annotata la ripartizione, con l’indicazione di chi ha sostenuto quale importo.
Quanto si recupera con la detrazione spese casa di riposo: deduzione e detrazione a confronto
Deduzione e detrazione non valgono la stessa cifra, e la differenza è sostanziosa.
La detrazione al 19% è un valore fisso: su 1.000 euro di spesa sanitaria detraibile si recuperano 190 euro di imposta, chiunque tu sia.
La deduzione abbassa invece il reddito imponibile. Il risparmio dipende quindi dall’aliquota IRPEF più alta applicata al proprio reddito.
Dal 2026 gli scaglioni sono tre:
- 23% fino a 28.000 euro;
- 33% da 28.000 a 50.000 euro;
- 43% oltre i 50.000 euro.
Su 1.000 euro dedotti il risparmio va quindi da 230 a 430 euro, a cui si aggiunge il risparmio sulle addizionali regionale e comunale.
| Voce della retta | Trattamento fiscale | Dove va nel 730 |
|---|---|---|
| Assistenza specifica a persona con disabilità (infermieristica, riabilitativa, personale qualificato in attività di terapia occupazionale o educativa) | Deducibile al 100% dal reddito | Rigo E25 |
| Prestazioni sanitarie e specialistiche indicate separatamente | Detraibile 19% oltre 129,11 euro, solo se il familiare è a carico | Rigo E1 |
| Quota alberghiera: vitto, alloggio, servizi generici | Nessuna agevolazione | — |
| Compenso a un addetto all’assistenza personale (badante) per non autosufficienza | Detraibile 19% su massimo 2.100 euro, se il reddito complessivo non supera 40.000 euro | Rigo E8/E10, codice 15 |
Un esempio concreto. Retta annua di 24.000 euro, di cui la struttura certifica 7.200 euro come assistenza specifica e il resto come quota alberghiera.
Un figlio con reddito di 35.000 euro deduce 7.200 euro e risparmia circa 2.376 euro di IRPEF, più le addizionali. I restanti 16.800 euro non producono alcun beneficio fiscale.
Cosa deve scrivere la struttura sulla fattura
Questo è il passaggio che decide tutto. Il documento rilasciato da RSA, casa di riposo o istituto di ricovero deve permettere di distinguere le voci.
In pratica servono:
- i dati della struttura e del soggetto ricoverato;
- l’indicazione distinta dell’importo riferito all’assistenza specifica o alle prestazioni sanitarie, separato dalla quota alberghiera;
- l’intestazione a chi sostiene la spesa, oppure l’intestazione all’anziano con annotazione di chi ha pagato;
- per le prestazioni rese da personale qualificato, la specifica della figura professionale e della prestazione svolta.
Se la fattura riporta solo “retta mensile” con un importo unico, non si deduce e non si detrae nulla. Non è un cavillo: senza separazione delle voci manca il presupposto stesso dell’agevolazione.
Molte strutture rilasciano su richiesta una certificazione annuale riepilogativa con la ripartizione già fatta. Va chiesta, non arriva da sola.
Attenzione al pagamento tracciabile
Per le detrazioni al 19% vale l’obbligo di pagamento tracciabile: bonifico, carta, bancomat.
Il contante fa perdere il beneficio, salvo il caso di prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Regola pratica: paga sempre con bonifico e conserva la contabile insieme alla fattura.
Come inserire la detrazione spese casa di riposo nel 730 passo per passo
- Chiedi alla struttura la certificazione annuale con la ripartizione tra quota sanitaria/assistenziale e quota alberghiera. Fallo a inizio anno, per le spese dell’anno precedente.
- Verifica l’intestazione. Se la fattura è intestata solo al genitore, chiedi l’annotazione del soggetto che ha effettivamente sostenuto la spesa.
- Recupera la certificazione di disabilità o il certificato medico di non autosufficienza, se ci sono. Sono il presupposto della deduzione al 100%.
- Compila il quadro E. L’assistenza specifica va nel rigo E25, tra gli oneri deducibili. Le spese sanitarie detraibili vanno nel rigo E1. Il compenso alla badante va nei righi E8/E10 con codice 15.
- Controlla la precompilata. Le spese di RSA spesso non compaiono in automatico: vanno aggiunte a mano, modificando la dichiarazione.
- Conserva tutto per cinque anni: fatture, certificazioni, contabili dei bonifici, documentazione sanitaria.
Domande frequenti
Quanto si recupera nel 730 per i costi della RSA?
Dipende da quale parte della retta è agevolabile e dal proprio reddito. Sulla quota di assistenza specifica, che si deduce interamente, il risparmio corrisponde alla propria aliquota IRPEF marginale: dal 23% al 43%, più le addizionali locali.
Sulle spese sanitarie detraibili si recupera invece il 19% della parte che eccede 129,11 euro. Sulla quota alberghiera non si recupera niente. In una retta media la parte agevolabile oscilla in genere tra un quarto e la metà del totale, ma è la struttura a certificarlo caso per caso.
Devo inserire le spese per la casa di riposo nel rigo E25 del modello 730?
Il rigo E25 è dedicato alle spese mediche e di assistenza specifica per persone con disabilità. È lì che va la quota di assistenza specifica della retta quando il ricoverato ha una disabilità riconosciuta.
Non ci va invece la quota alberghiera, che resta fuori dalla dichiarazione, né le spese sanitarie ordinarie, che seguono la strada della detrazione al 19% nel rigo E1. Se la fattura non separa le voci, il rigo E25 non va compilato con l’intera retta: sarebbe un errore contestabile in sede di controllo.
Come posso recuperare il credito per la retta di una casa di riposo?
Il recupero avviene con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello del pagamento. Se presenti il 730 e hai un sostituto d’imposta, il credito arriva direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, di solito tra luglio e settembre.
Senza sostituto d’imposta, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente indicato in dichiarazione. Se ti accorgi di non aver inserito le spese negli anni passati, puoi presentare una dichiarazione integrativa a favore: si può rimediare fino al termine previsto per l’accertamento.
Il consiglio pratico
Prima di firmare il contratto con la struttura, chiedi per iscritto come viene composta la retta e se rilasciano la certificazione annuale con le voci separate.
È una domanda che costa trenta secondi e che, su una retta di 24.000 euro l’anno, può valere qualche migliaio di euro di imposte in meno.
Se il contratto è già firmato e le fatture arrivano indistinte, richiedi comunque il dettaglio all’amministrazione: le strutture serie lo emettono senza problemi.
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