Hai ricevuto dall’INPS una lettera che ti chiede di restituire somme percepite indebitamente sulla pensione? Con OpenRI INPS puoi chiedere la rateizzazione degli indebiti dei pensionati direttamente online, senza moduli cartacei né code al patronato. Il nuovo servizio permette di dilazionare il debito fino a 72 rate mensili, con una procedura guidata accessibile dal sito INPS tramite SPID, CIE o CNS.
In sintesi
- Cos’è OpenRI: il nuovo servizio online INPS per la rateizzazione degli indebiti su pensioni e prestazioni assistenziali.
- Quante rate: fino a 72 rate mensili, in base all’importo del debito e alla situazione economica.
- Chi può usarlo: pensionati e beneficiari di prestazioni INPS (anche ammortizzatori sociali) che hanno ricevuto comunicazione di indebito.
- Come accedere: portale INPS con SPID, CIE o CNS, sezione “Gestione del credito – OpenRI”.
- Riferimento normativo: Messaggio INPS n. 1337/2026.
Cos’è OpenRI INPS e a cosa serve la rateizzazione degli indebiti
OpenRI è la nuova piattaforma digitale dell’INPS per gestire online la rateizzazione degli indebiti. Si tratta delle somme che l’Istituto ha erogato in più rispetto al dovuto e che chiede ora al cittadino di restituire.
Prima di OpenRI, chi riceveva una lettera di recupero crediti doveva compilare moduli cartacei, consegnarli allo sportello o inviarli via PEC. I tempi erano lunghi e le risposte spesso tardive.
Con il nuovo servizio, invece, tutto avviene dal portale INPS: dalla presentazione della domanda fino alla scelta del piano di rientro, con esito visibile nell’area personale. La procedura riguarda gli indebiti su:
- pensioni (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità);
- prestazioni assistenziali come Assegno di inclusione o invalidità civile;
- ammortizzatori sociali: NASpI, Cassa integrazione, indennità di disoccupazione agricola.
Chi può chiedere la rateizzazione degli indebiti pensionati con OpenRI
Possono utilizzare OpenRI tutti i cittadini che hanno ricevuto dall’INPS una comunicazione di indebito. È la lettera (raccomandata o PEC) con cui l’Istituto notifica l’obbligo di restituzione delle somme.
Rientrano nella platea dei destinatari:
- pensionati titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o reversibilità;
- beneficiari di assegno sociale, invalidità civile, Assegno di inclusione (ADI), Supporto formazione e lavoro (SFL);
- percettori di ammortizzatori sociali (NASpI, DIS-COLL, Cassa integrazione);
- eredi del pensionato deceduto, nei casi in cui l’indebito ricada sull’eredità.
È importante sapere che la domanda di rateizzazione non contesta il debito. Se ritieni che l’indebito sia sbagliato, devi presentare ricorso amministrativo entro i termini indicati nella lettera, separatamente dalla richiesta di rateazione.
Come funziona: importi, durata e interessi
Il numero massimo di rate concedibili dipende dall’importo complessivo del debito e dalla capacità di restituzione del richiedente. In via generale, l’INPS concede:
- fino a 24 rate per importi contenuti, senza particolari verifiche;
- fino a 72 rate mensili per importi elevati o in presenza di difficoltà economica documentata.
Il piano di rientro prevede rate di importo costante, con trattenuta diretta sulla pensione o sulla prestazione in corso, quando possibile.
Sulle somme rateizzate sono applicati gli interessi legali previsti dalla normativa vigente, calcolati dalla data di richiesta della restituzione. Chi salta il pagamento di due rate consecutive rischia la decadenza dal piano e il recupero coattivo dell’intero residuo.
OpenRI INPS: come presentare la domanda di rateizzazione passo-passo
Ecco la procedura guidata per usare OpenRI dal computer o dallo smartphone:
- Accedi al portale inps.it con SPID almeno di livello 2, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
- Nel motore di ricerca interno digita “Gestione del credito” oppure “OpenRI” e seleziona il servizio.
- Visualizza l’elenco degli indebiti a tuo carico: per ciascuno trovi importo, causale e data della comunicazione.
- Seleziona l’indebito da rateizzare e clicca su “Richiedi rateizzazione“.
- Scegli il numero di rate proposte dal sistema (entro il massimo consentito) e conferma la domanda.
- Scarica la ricevuta e tieni d’occhio l’area personale per l’esito e il piano di ammortamento.
Se non hai dimestichezza con il computer, puoi rivolgerti a un patronato (INCA, ACLI, INAS, ITAL, CAF). Può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente.
Cosa cambia rispetto alla vecchia procedura cartacea
Il principale vantaggio di OpenRI è l’integrazione completa con l’anagrafica INPS. Non devi più allegare documenti che l’Istituto già possiede, né autocertificare la tua situazione pensionistica.
Gli altri miglioramenti introdotti dal nuovo servizio sono:
- la domanda viene protocollata in tempo reale, con numero di riferimento visibile subito;
- l’esito arriva in media in 30 giorni lavorativi, contro i 60-90 della vecchia procedura cartacea;
- il piano di rientro è consultabile e scaricabile in PDF in qualsiasi momento;
- puoi monitorare lo stato dei pagamenti rata per rata dall’area personale.
Domande frequenti
Posso chiedere la rateizzazione se non sono d’accordo con l’indebito?
Sì. La richiesta di rateazione è un atto distinto rispetto all’eventuale ricorso. Puoi chiedere la rateizzazione per evitare il recupero immediato e, in parallelo, presentare ricorso amministrativo entro i termini previsti (di norma 90 giorni dalla notifica). Se il ricorso viene accolto, l’indebito decade e le rate già pagate ti vengono restituite.
L’INPS può trattenere le rate direttamente dalla mia pensione?
Sì, quando tecnicamente possibile la trattenuta avviene in automatico sul cedolino mensile della pensione o della prestazione in corso. In questo caso non devi pagare nulla attivamente: la rata viene decurtata dall’importo netto del tuo rateo. Se non percepisci più prestazioni INPS, il pagamento avviene tramite avviso pagoPA.
Cosa succede se salto una rata del piano OpenRI?
Il mancato pagamento di due rate consecutive determina la decadenza dal beneficio della rateizzazione. In pratica, l’INPS può chiedere il saldo immediato del debito residuo e avviare il recupero coattivo. Se prevedi difficoltà di pagamento, è meglio contattare subito l’Istituto o un patronato per chiedere una revisione del piano.
Salva questo articolo o condividilo con un familiare o un amico che ha ricevuto una comunicazione di indebito dall’INPS: la procedura online è semplice, ma va attivata entro i termini indicati nella lettera per evitare il recupero forzoso.
Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.
Fonte ufficiale: INPS — Messaggio n. 1337/2026 sul servizio OpenRI per la rateizzazione online degli indebiti.