PENSIONI

Pensione supplementare INPS: cos’è e come funziona nel 2026

pensione supplementare INPS cos'è

La pensione supplementare INPS è una prestazione poco conosciuta ma preziosa: permette di recuperare i contributi versati che, da soli, non bastano per ottenere una pensione autonoma.

Se hai lavorato come dipendente per qualche anno e poi sei diventato autonomo, oppure hai avuto contratti brevi e frammentati, la pensione supplementare INPS potrebbe essere la soluzione per non perdere nulla di quanto versato.

In Sintesi

  • Cos’è: una pensione erogata dall’INPS sui contributi versati al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) che, presi singolarmente, non raggiungono i requisiti minimi per una pensione autonoma.
  • A chi spetta: a chi è già titolare di una pensione principale in un’altra gestione obbligatoria (artigiani, commercianti, professionisti) e ha contributi residui nel FPLD INPS.
  • Requisiti: aver compiuto l’età pensionabile di vecchiaia (67 anni nel 2026) ed essere già titolari di pensione principale.
  • Importo: variabile, calcolato sui contributi effettivamente versati. Non è prevista integrazione al trattamento minimo.
  • Come si richiede: domanda telematica sul portale INPS, tramite patronato o contact center.

Pensione supplementare INPS: cos’è e a cosa serve

La pensione supplementare è una prestazione previdenziale prevista dall’articolo 5 della Legge 1338/1962 e gestita dall’INPS.

Serve a valorizzare i contributi versati al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) da chi non ha raggiunto i requisiti per una pensione autonoma in quella gestione, ma percepisce già una pensione principale da un’altra cassa previdenziale obbligatoria.

In parole semplici: immagina di aver lavorato cinque anni come dipendente da giovane, poi di esserti messo in proprio come artigiano per trent’anni.

Con i contributi da artigiano hai ottenuto la pensione principale. Quei cinque anni versati all’INPS come dipendente non si perdono: grazie alla pensione supplementare ti vengono restituiti sotto forma di assegno aggiuntivo mensile.

Chi ha diritto alla pensione supplementare

Possono richiedere la pensione supplementare i lavoratori che si trovano contemporaneamente in queste condizioni:

  • Sono già titolari di una pensione principale erogata da una gestione previdenziale obbligatoria diversa dal FPLD (Gestione artigiani, commercianti, Cassa professionisti, Fondo clero, ex-Enpals).
  • Hanno versato contributi al FPLD INPS che non bastano per ottenere una pensione autonoma in quella gestione.
  • Hanno raggiunto l’età pensionabile di vecchiaia, fissata nel 2026 a 67 anni per uomini e donne.

Attenzione: la pensione supplementare non si può richiedere se la pensione principale è a sua volta una pensione INPS da lavoro dipendente. In quel caso, i contributi si sommano automaticamente nella stessa gestione.

Differenza tra pensione principale, supplementare e integrazione al minimo

Sono tre concetti che spesso vengono confusi:

  • Pensione principale: è la pensione “piena”, ottenuta raggiungendo i requisiti di contributi e di età in una specifica gestione previdenziale.
  • Pensione supplementare: è un assegno aggiuntivo che si somma alla pensione principale, basato sui contributi residui versati in un’altra gestione (in genere il FPLD INPS).
  • Integrazione al trattamento minimo: è un aumento che porta la pensione al minimo vitale stabilito dalla legge. La pensione supplementare non beneficia di questa integrazione e viene pagata esattamente per quanto vale in base ai contributi versati.

Come si calcola l’importo della pensione supplementare

L’importo viene calcolato con le stesse regole della pensione ordinaria INPS, secondo il sistema contributivo o misto applicabile al lavoratore.

Nel calcolo si tiene conto di:

  • il numero di anni e settimane di contributi versati al FPLD;
  • le retribuzioni percepite in quegli anni (sistema retributivo) o i montanti contributivi rivalutati (sistema contributivo);
  • il coefficiente di trasformazione legato all’età al momento della decorrenza.

Poiché spesso si tratta di pochi anni di contributi, gli importi mensili sono generalmente modesti: a volte poche decine o centinaia di euro.

Resta comunque un’entrata aggiuntiva che si somma alla pensione principale per tutta la vita, con tredicesima e rivalutazione annuale.

Come presentare domanda all’INPS

La domanda di pensione supplementare si presenta all’INPS attraverso uno di questi canali:

  • Online sul portale www.inps.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Domanda di pensione”;
  • Tramite patronato (gratuito): CAF, ACLI, INCA, INAS e altri enti autorizzati;
  • Contact center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da cellulare.

Alla domanda vanno allegati documento d’identità, codice fiscale ed eventuali estratti contributivi se si dispone di contribuzione fuori dall’Italia.

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, purché siano soddisfatti tutti i requisiti.

Domande frequenti

Posso richiedere la pensione supplementare prima dei 67 anni?

No. Per ottenere la pensione supplementare è necessario aver raggiunto l’età pensionabile di vecchiaia, che nel 2026 è fissata a 67 anni per uomini e donne.

Non sono previste forme anticipate di pensione supplementare, nemmeno in caso di accesso anticipato alla pensione principale.

La pensione supplementare viene tassata come la principale?

Sì, la pensione supplementare è soggetta a IRPEF e si somma al reddito della pensione principale ai fini della tassazione complessiva.

Questo significa che potrebbe collocare il pensionato in uno scaglione fiscale più alto. Per conoscere l’impatto fiscale esatto è utile consultare un CAF o un commercialista.

Se ho contributi esteri posso chiedere la pensione supplementare?

I contributi versati all’estero, se totalizzabili con quelli italiani in base ad accordi internazionali o regolamenti UE, vanno utilizzati per la pensione principale.

La pensione supplementare riguarda solo i contributi italiani del FPLD INPS non utilizzati per la pensione di base. È comunque consigliato chiedere una verifica al patronato, che può esaminare l’intero estratto contributivo.

Cosa fare adesso

Se pensi di avere contributi INPS “dormienti” da lavoro dipendente e sei già pensionato o vicino alla pensione in un’altra gestione, controlla subito il tuo estratto conto contributivo sul sito INPS.

Ti basteranno pochi clic con SPID per scoprire se puoi ottenere qualche euro in più ogni mese.

E ricordati: salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno — potrebbe fare la differenza per un amico o un familiare.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte ufficiale: INPS — Scheda servizio “Pensione supplementare” (art. 5 Legge 12 agosto 1962, n. 1338).

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.