La deducibilità del fondo pensione consente di sottrarre dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro l’anno di contributi versati, come previsto dall’articolo 8 del D.Lgs. 252/2005. Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota marginale: più alto è il reddito, maggiore è il vantaggio, soprattutto negli ultimi anni di lavoro.
C’è un vantaggio fiscale che moltissimi lavoratori italiani lasciano sul tavolo. Si chiama deducibilità del fondo pensione: fino a 5.164 euro l’anno escono dal reddito imponibile e si trasformano in IRPEF risparmiata. Per chi ha tra i 50 e i 65 anni, gli ultimi anni di lavoro sono il momento migliore per sfruttarla al massimo.
In sintesi
- Limite di deducibilità: 5.164,57 euro l’anno (art. 8, comma 4, D.Lgs. 252/2005)
- Cosa si deduce: contributi propri, del datore di lavoro e quelli versati per familiari fiscalmente a carico
- Cosa NON conta nel limite: il TFR conferito al fondo
- Risparmio IRPEF: da circa 1.190 a oltre 2.200 euro l’anno, in base all’aliquota marginale
- Bonus finale: prestazione tassata al massimo al 15%, riducibile fino al 9% con almeno 35 anni di partecipazione
Deducibilità fondo pensione: cos’è e cosa prevede la legge
Quando versi soldi in un fondo pensione, una parte te la “restituisce” il fisco. I contributi versati alla previdenza complementare si deducono dal reddito complessivo. In pratica, abbassano la base su cui si calcola l’IRPEF.
La regola è scritta nell’articolo 8 del Decreto Legislativo 252/2005, la legge che disciplina i fondi pensione in Italia. Il limite è preciso: 5.164,57 euro per ogni anno d’imposta. La cifra può sembrare strana, ma corrisponde ai vecchi 10 milioni di lire.
Attenzione a non confondere deduzione e detrazione:
- la deduzione abbassa il reddito imponibile prima del calcolo dell’imposta;
- la detrazione si sottrae dall’imposta già calcolata.
Per i redditi medio-alti la deduzione è più conveniente, perché il risparmio cresce con l’aliquota marginale. Per le altre agevolazioni disponibili, leggi la nostra guida alle detrazioni fiscali per pensionati e over 60.
Chi può dedurre fino a 5.164 euro: i requisiti
La platea è ampia. Possono sfruttare la deducibilità del fondo pensione:
- Lavoratori dipendenti iscritti a fondi negoziali, fondi aperti o PIP (piani individuali pensionistici)
- Lavoratori autonomi e liberi professionisti con adesione individuale
- Chi versa per un familiare fiscalmente a carico, ad esempio un figlio: anche questi contributi rientrano nel limite di 5.164,57 euro
- Pensionati che mantengono una posizione aperta e continuano a versare
Un dettaglio importante per i dipendenti: nel limite dei 5.164,57 euro rientra anche il contributo del datore di lavoro. Il TFR conferito al fondo, invece, non conta. Chi destina il TFR alla previdenza complementare ha quindi tutto il plafond disponibile per i versamenti volontari.
Secondo i dati pubblicati dalla COVIP, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, gli iscritti alla previdenza complementare sono in crescita. Ma restano una minoranza dei lavoratori. E tra gli iscritti, molti versano solo il minimo contrattuale, lontano dal tetto deducibile.
Deducibilità fondo pensione 5.164 euro: quanto si risparmia davvero
Il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF marginale, cioè quella applicata all’ultima fascia del tuo reddito. Il meccanismo è semplice: ogni euro dedotto è un euro su cui non paghi l’imposta.
Facciamo i conti sul versamento massimo di 5.164,57 euro:
| Aliquota marginale | Risparmio IRPEF annuo (versamento massimo) |
|---|---|
| 23% | circa 1.188 euro |
| 35% | circa 1.808 euro |
| 43% | circa 2.221 euro |
Al risparmio immediato si aggiungono effetti indiretti. Abbassando il reddito imponibile, la deduzione può:
- ridurre le addizionali regionali e comunali;
- migliorare, in alcuni casi, l’accesso a prestazioni legate al reddito.
E non finisce qui. Al momento della pensione, la prestazione del fondo è tassata con una ritenuta agevolata del 15%. L’aliquota scende dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9% con 35 anni di iscrizione. Molto meno delle aliquote IRPEF ordinarie. Per un quadro più ampio, leggi la guida su risparmi e investimenti per chi è vicino alla pensione.
Perché conviene soprattutto dopo i 50 anni
Gli ultimi anni di carriera sono spesso quelli con lo stipendio più alto, e quindi con l’aliquota marginale più elevata. Ogni euro versato nel fondo rende di più in termini di risparmio fiscale. Allo stesso tempo, le spese familiari calano e la capacità di risparmio aumenta.
C’è anche un vantaggio strategico. Chi versa di più negli ultimi anni costruisce un capitale integrativo da richiedere in parte come capitale e in parte come rendita, con la tassazione agevolata vista sopra. Per chi valuta quando lasciare il lavoro, ne parliamo nella guida su pensione anticipata e quote.
Come dedurre i contributi: la procedura passo-passo
Per i dipendenti iscritti al fondo tramite azienda, la deduzione avviene spesso direttamente in busta paga: il datore di lavoro sottrae i contributi dall’imponibile e il vantaggio è immediato. Negli altri casi, ecco cosa fare:
- Conserva le certificazioni dei versamenti effettuati nell’anno: il fondo pensione invia ogni anno un prospetto riepilogativo.
- Verifica nella Certificazione Unica quanto è già stato dedotto in busta paga, per non superare il limite di 5.164,57 euro.
- Indica i contributi versati e non ancora dedotti nella dichiarazione dei redditi, nel quadro degli oneri deducibili del modello 730 o del modello Redditi.
- Comunica al fondo pensione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo, gli eventuali contributi versati ma non dedotti: quella parte non sarà tassata al momento della prestazione finale.
L’ultimo passaggio è quello che quasi tutti dimenticano. Senza la comunicazione dei contributi non dedotti, rischi di pagare due volte le tasse sulla stessa somma. Le istruzioni ufficiali sugli oneri deducibili sono sul portale dell’Agenzia delle Entrate. I dati e le guide sulla previdenza complementare si trovano sul sito della COVIP.
Domande frequenti
Qual è il limite di deducibilità del fondo pensione?
Il limite è 5.164,57 euro per anno d’imposta, fissato dall’art. 8 del D.Lgs. 252/2005. Comprende i contributi propri, quelli del datore di lavoro e quelli versati per familiari a carico. Il TFR conferito al fondo non rientra nel conteggio.
Come funziona la deducibilità dei contributi alla previdenza complementare?
I contributi versati si sottraggono dal reddito complessivo IRPEF, abbassando l’imposta dovuta. Per i dipendenti la deduzione avviene spesso già in busta paga; negli altri casi si indica nella dichiarazione dei redditi tra gli oneri deducibili.
I contributi versati per i familiari a carico rientrano nel limite di 5.164,57 euro?
Sì. I versamenti per un familiare fiscalmente a carico, ad esempio un figlio iscritto a un fondo pensione, sono deducibili dal genitore. Valgono però entro il tetto unico di 5.164,57 euro l’anno, sommati ai contributi propri.
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno: un familiare o un collega vicino alla pensione potrebbe risparmiare centinaia di euro di tasse già da quest’anno.
Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.
Fonte: COVIP — Commissione di vigilanza sui fondi pensione e Agenzia delle Entrate.
