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Addizionali comunali IRPEF 730/2026: guida pensionati

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L’addizionale comunale IRPEF è una tassa locale sul reddito che ogni Comune può applicare fino allo 0,9% nei capoluoghi (con punte all’1,2% in casi straordinari). Per il 730/2026 i pensionati la pagano in base al reddito 2025, con soglie di esenzione che variano da 8.000 a oltre 20.000 euro a seconda del Comune di residenza al 1° gennaio 2026.

Vivere a Roma o a Milano non costa uguale, e il cedolino della pensione lo dimostra ogni mese. Tra le voci più sottovalutate del 730/2026 ci sono le addizionali comunali IRPEF: piccole percentuali che, sommate sull’anno, possono valere centinaia di euro di differenza tra un capoluogo e l’altro.

Per un pensionato con 18.000 euro lordi annui, scegliere il Comune giusto può significare risparmiare fino a 200 euro l’anno. Vediamo dove si paga di più, dove si è esenti e come controllare se la trattenuta sul cedolino INPS è corretta.

In sintesi

  • Aliquota massima nazionale: 0,9% nei capoluoghi (può salire all’1,2% per Comuni in dissesto)
  • Soglie di esenzione: ogni Comune fissa la propria, da 8.000 € fino a oltre 20.000 €
  • Riferimento: il Comune di residenza al 1° gennaio 2026 determina l’addizionale sui redditi 2025
  • Quando si paga: in 9 rate mensili sul cedolino INPS, da gennaio a novembre 2026
  • Chi è esente: pensionati sotto la soglia comunale o con sola pensione fino a 8.500 € (no tax area nazionale)

Cos’è l’addizionale comunale IRPEF e perché varia da città a città

L’addizionale comunale IRPEF è un’imposta locale che si aggiunge all’IRPEF nazionale. Ogni Comune italiano può decidere autonomamente diversi aspetti chiave.

  • Se applicarla o meno (alcuni piccoli Comuni hanno aliquota zero)
  • L’aliquota, entro il limite massimo dello 0,9% per i capoluoghi (con deroghe fino all’1,2% per Comuni in piano di riequilibrio finanziario)
  • La soglia di esenzione sotto la quale il contribuente non paga nulla
  • Se applicare un’unica aliquota o aliquote progressive per scaglioni di reddito

Tutti i dati ufficiali sono raccolti nel prospetto annuale del MEF Dipartimento Finanze, aggiornato ogni anno con le delibere comunali.

Per il 730/2026 fa fede la situazione del Comune di residenza al 1° gennaio 2026, applicata sui redditi percepiti nel 2025.

Le 10 città dove i pensionati pagano di più di addizionali comunali IRPEF

Sulla base del prospetto MEF aggiornato per il 2026, ecco i capoluoghi italiani con l’addizionale comunale più pesante per chi percepisce una pensione media (intorno ai 18.000-20.000 euro lordi annui):

  1. Roma – 0,9% (aliquota piena oltre i 12.000 €)
  2. Napoli – 0,8% (Comune in piano di riequilibrio)
  3. Torino – 0,8% progressiva per scaglioni
  4. Milano – 0,8% (esenzione fino a 23.000 €, una delle più alte d’Italia)
  5. Bologna – 0,8% con esenzione fino a 14.000 €
  6. Firenze – 0,8% sopra i 25.000 € (sotto, aliquote inferiori)
  7. Genova – 0,8% piena
  8. Palermo – 0,8% (Comune in dissesto)
  9. Bari – 0,8% con esenzione 12.000 €
  10. Catania – 0,8% applicata in modo lineare

All’estremo opposto, alcune città offrono condizioni decisamente più leggere. Aosta applica solo lo 0,5%, mentre Bolzano e Trento mantengono aliquote ridotte grazie all’autonomia speciale. Diversi piccoli Comuni del Nord-Est non hanno introdotto alcuna addizionale.

Come funziona la soglia di esenzione (la differenza che pesa di più)

La soglia di esenzione è il vero discrimine per chi vive con la pensione. Funziona così: se il reddito complessivo del pensionato è pari o inferiore alla soglia stabilita dal Comune, l’addizionale non si paga affatto.

Attenzione però: se si supera anche di un solo euro la soglia, l’addizionale si calcola sull’intero reddito, non solo sulla parte eccedente.

Esempi concreti per il 2026:

  • Milano: esenzione fino a 23.000 € → un pensionato con 22.500 € non paga nulla
  • Roma: esenzione fino a 12.000 € → con 18.000 € si paga lo 0,9% su tutti i 18.000 €, cioè 162 €
  • Bologna: esenzione fino a 14.000 € → un pensionato con 13.500 € è esente
  • Comuni con soglia minima a 8.000 €: praticamente tutti i pensionati pagano

A questa si aggiunge la no tax area nazionale per i pensionati: chi percepisce solo redditi da pensione fino a 8.500 € lordi annui non paga IRPEF (e quindi nemmeno addizionali) grazie alla detrazione prevista dal TUIR.

Comune Aliquota Soglia esenzione Nota
Roma 0,9% 12.000 € Aliquota piena oltre i 12.000 €; con 18.000 € si pagano 162 €
Napoli 0,8% Comune in piano di riequilibrio
Torino 0,8% Progressiva per scaglioni
Milano 0,8% 23.000 € Una delle soglie più alte d’Italia
Bologna 0,8% 14.000 € Sotto soglia esente
Firenze 0,8% 25.000 € Sotto i 25.000 € aliquote inferiori
Genova 0,8% Aliquota piena
Palermo 0,8% Comune in dissesto
Bari 0,8% 12.000 €
Catania 0,8% Applicata in modo lineare
Aosta 0,5% Tra le aliquote più leggere

Come verificare la trattenuta delle addizionali comunali sul cedolino INPS

L’addizionale comunale viene trattenuta direttamente dall’INPS (sostituto d’imposta) sul cedolino della pensione, in 9 rate mensili da gennaio a novembre 2026. Per controllare che tutto sia corretto, segui questa procedura.

  1. Accedi al cedolino: entra nel portale INPS con SPID o CIE e scarica il cedolino del mese
  2. Cerca la voce “Add.le com.le”: trovi l’importo trattenuto e il Comune di riferimento
  3. Verifica il Comune: deve corrispondere alla tua residenza al 1° gennaio 2026. Se hai cambiato residenza nel 2025, il Comune indicato deve essere quello di destinazione
  4. Controlla l’aliquota: confrontala con il prospetto MEF. Se non torna, segnala l’errore al CAF o al patronato
  5. Saldo e acconto: oltre alle 9 rate del saldo 2025, da marzo 2026 parte anche l’acconto del 30% sull’addizionale 2026, in 9 rate

Quando spetta il rimborso e come ottenerlo

Capita più spesso di quanto si pensi che il pensionato abbia diritto a un rimborso dell’addizionale comunale, soprattutto in questi casi:

  • Cambio residenza non comunicato: se ti sei trasferito in un Comune con aliquota inferiore o esenzione più alta, e l’INPS ha continuato ad applicare l’addizionale del vecchio Comune
  • Reddito sceso sotto la soglia: se nel 2025 hai avuto un reddito inferiore al previsto (es. perdita di un’integrazione)
  • Errori di calcolo: aliquota applicata superiore a quella deliberata dal Comune
  • Doppia trattenuta: in caso di più redditi (pensione + lavoro) può capitare una sovrapposizione

In tutti questi casi il rimborso si recupera presentando il modello 730/2026 tramite CAF, patronato o commercialista. L’eccedenza viene restituita direttamente sul cedolino della pensione tra agosto e novembre 2026.

Per i conguagli a credito superiori a 4.000 €, l’Agenzia delle Entrate può effettuare un controllo preventivo che allunga i tempi.

Domande frequenti

Quando partono le nuove aliquote IRPEF 2026 per i pensionati?

Le nuove aliquote IRPEF nazionali 2026 sono già operative dal 1° gennaio 2026 e vengono applicate dall’INPS sul cedolino. Per le addizionali comunali vale il principio del Comune di residenza al 1° gennaio 2026, calcolate sui redditi 2025 e trattenute in 9 rate da gennaio a…

Quanto paga in media un pensionato di addizionale comunale?

Dipende molto dal Comune. Un pensionato con 18.000 euro lordi annui residente a Roma paga circa 162 euro l’anno (0,9%), a Milano nulla se sotto i 23.000 €, a Napoli circa 144 euro. La media nazionale per redditi tra 15.000 e 25.000 € si aggira tra i 90 e i 180 euro annui.

Come si calcola l’addizionale regionale per il 2026?

L’addizionale regionale segue regole simili a quella comunale, ma è stabilita dalla Regione di residenza con aliquota base dell’1,23% modulabile fino al 3,33%. Si calcola sull’intero reddito imponibile IRPEF e si paga in 11 rate mensili sul cedolino INPS, separata…

Quali sono le detrazioni IRPEF per i pensionati nel 2026?

I pensionati hanno diritto a una detrazione specifica fino a 1.955 € l’anno per i redditi sotto gli 8.500 € (no tax area), che decresce progressivamente fino ad azzerarsi sopra i 50.000 €.

Salva questo articolo o condividilo con chi sta preparando il 730/2026: conoscere l’addizionale del proprio Comune può fare la differenza tra una sorpresa amara e un rimborso atteso.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonti ufficiali: MEF – Dipartimento Finanze, Addizionale comunale all’IRPEF e Agenzia delle Entrate – Modello 730/2026.

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