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Detrazioni figli a carico over 21: guida 2026

detrazioni fiscali figli a carico over 21

Dal 2025 le detrazioni fiscali figli a carico over 21 spettano solo per i figli tra 21 e 30 anni, con un reddito personale sotto 2.840,51 euro l’anno (4.000 € se under 24). Sotto i 21 anni resta solo l’Assegno Unico INPS, che ha sostituito le vecchie detrazioni.

Hai un figlio universitario, in cerca di lavoro o ancora in casa con te? Anche da pensionato puoi continuare a portarlo “a carico” nel 730/2026 e ottenere uno sconto IRPEF. Ma le regole sulle detrazioni fiscali figli a carico over 21 sono cambiate, e in pochi se ne sono accorti.

La riforma fiscale entrata in vigore nel 2025 ha ristretto la platea: niente più detrazione per i figli minorenni o under 21 (sostituita dall’Assegno Unico Universale). Resta solo una finestra ben precisa, dai 21 ai 30 anni, in cui il figlio adulto è fiscalmente a carico.

In più, il limite di reddito che il figlio non deve superare è basso e si calcola con regole spesso ignorate. Vediamo nel concreto come funziona, quando conviene, e come compilare il 730/2026 senza errori.

In sintesi

  • Età: la detrazione IRPEF spetta solo per i figli che hanno compiuto 21 anni e fino al compimento dei 30.
  • Reddito del figlio: non deve superare 2.840,51 € l’anno lordi. Soglia elevata a 4.000 € per i figli con meno di 24 anni.
  • Importo base: 950 € teorici, ma l’importo effettivo dipende dal reddito complessivo del genitore.
  • Sotto i 21 anni: nessuna detrazione, solo l’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS.
  • Dove si indica: nel quadro Familiari a carico del 730/2026, con codice fiscale del figlio e mesi di carico.

Detrazioni fiscali figli a carico over 21: cosa è cambiato dal 2025

Fino al 2024 le detrazioni IRPEF per figli a carico spettavano a tutti, dalla nascita in poi. Gli importi erano più alti per i figli minori di tre anni o disabili.

Dal 1° gennaio 2025, con la riforma dell’IRPEF, lo schema è stato ridisegnato. La logica è semplice: per i figli più piccoli lo Stato eroga una somma in denaro tutti i mesi (l’Assegno Unico Universale). La detrazione fiscale resta solo per i figli adulti che, per studio o disoccupazione, dipendono ancora dal genitore.

Concretamente, oggi:

  • per i figli fino a 20 anni (compresi) il genitore non porta più nessuna detrazione in dichiarazione: percepisce solo l’Assegno Unico, da chiedere all’INPS;
  • per i figli dai 21 ai 29 anni il genitore può continuare a portarli “a carico” nel 730 e beneficiare della detrazione IRPEF, se rispettano i requisiti di reddito;
  • al compimento dei 30 anni il figlio esce definitivamente dal nucleo fiscale dei genitori, salvo casi di disabilità riconosciuta.

Per chi è in pensione e ha figli “grandi” ancora in casa, è importante sapere che la detrazione vale comunque. Sia che la pensione sia l’unica entrata, sia che si abbiano altri redditi (affitti, fondi pensione, lavoro autonomo occasionale), purché si paghi un’IRPEF capiente da cui sottrarre lo sconto.

Quando il figlio over 21 è considerato a carico nel 2026

I requisiti per portare un figlio over 21 a carico nel 730/2026 sono due e devono coesistere: età e reddito.

Età: dai 21 ai 30 anni non compiuti

La detrazione spetta dal mese in cui il figlio compie 21 anni e fino al mese precedente al compimento dei 30. È un calcolo “per mesi”.

Esempio: se il figlio compie 21 anni a maggio 2026, la detrazione spetterà per 8 mesi (da maggio a dicembre). Allo stesso modo, se ne compie 30 a settembre 2026, sarà a carico per i primi 8 mesi dell’anno.

Reddito personale del figlio: due soglie

Il figlio è considerato fiscalmente a carico se, nel 2026, percepisce un reddito complessivo lordo non superiore a:

  • 2.840,51 € per i figli da 24 a 29 anni;
  • 4.000 € per i figli con meno di 24 anni (cioè fino a 23 compresi).

Attenzione: il limite si valuta sul reddito complessivo del figlio, lordo. Comprende borse di studio non esenti, compensi per stage retribuiti, eventuali redditi da lavoro autonomo occasionale e gli affitti percepiti.

Sono invece esclusi (cioè non concorrono alla soglia) l’Assegno Unico INPS, le borse di studio universitarie esentasse e alcune indennità specifiche.

Se il figlio “sfora” la soglia anche solo di pochi euro, decade dallo status di familiare a carico per tutto l’anno: il calcolo è annuale, non mensile. Per questo conviene tenere d’occhio i compensi del figlio mese per mese, soprattutto in caso di lavoretti stagionali estivi.

Convivenza e residenza: non sono richieste

Il figlio non deve necessariamente vivere con il genitore o essere residente nello stesso Comune. Vale anche il figlio che studia fuori sede, che vive con l’altro genitore separato o che si è trasferito all’estero, purché rispetti i due requisiti sopra.

Il figlio sposato o con figli propri può ancora essere a carico se i redditi rientrano nella soglia.

Quanto valgono le detrazioni fiscali figli a carico over 21: importi e calcolo

L’importo teorico della detrazione per figlio a carico (over 21 e fino a 29 anni) è di 950 € l’anno per ciascun figlio. Si tratta però di un importo “decrescente”: più il genitore guadagna, meno detrazione effettiva ottiene.

La formula prevista dall’articolo 12 del TUIR è:

Detrazione = 950 × [(95.000 − reddito complessivo) ÷ 95.000]

Tradotto in pratica:

  • chi ha un reddito complessivo annuo molto basso (vicino a 15.000 €) ottiene quasi i 950 € pieni;
  • chi ha un reddito intorno ai 40.000 € recupera circa 550 €;
  • chi supera i 95.000 € non ha più diritto ad alcuna detrazione.

Se il figlio è a carico per soli alcuni mesi (esempio: anno in cui compie 21 o 30 anni), l’importo va riproporzionato sui mesi spettanti.

La detrazione si dimezza se entrambi i genitori sono in vita e dichiaranti: il 50% va a uno e il 50% all’altro. Salvo accordo di accorparla al 100% in capo al genitore con reddito più alto, scelta conveniente per non “perdere” la detrazione se uno dei due ha IRPEF incapiente.

Come si applica la detrazione nel 730/2026 del pensionato

Per i pensionati con figli adulti a carico, la detrazione si gestisce in due punti.

Sul cedolino INPS, durante l’anno

Se il pensionato ha già comunicato all’INPS l’esistenza di figli a carico (modulo “Detrazioni d’imposta”), la detrazione viene applicata automaticamente ogni mese sulla pensione, riducendo l’IRPEF trattenuta.

È buona prassi, a inizio 2026, controllare il cedolino di pensione di gennaio per verificare che le detrazioni siano impostate correttamente. Se il figlio ha compiuto 30 anni nel 2025, la detrazione va tolta — altrimenti a conguaglio si rischia di dover restituire le somme percepite indebitamente.

Nel 730/2026 (modello da presentare entro il 30 settembre 2026)

Procedi così nel quadro Familiari a carico:

  1. Compila una riga per ogni figlio: indica il codice fiscale, il rapporto di parentela (“F” per figlio), e i mesi di carico (da 1 a 12) nell’apposita casella.
  2. Indica la percentuale di detrazione: 50% se condivisa con l’altro genitore, 100% se accorpata su di te.
  3. Non barrare la casella “minore di 3 anni” o “primi figli sotto i 21”: valgono solo per casi pre-2025.
  4. Verifica la precompilata: l’Agenzia delle Entrate precarica i dati anagrafici dei figli, ma non sa se hanno superato i 2.840,51 € di reddito: la verifica spetta a te.

Se ti accorgi solo a fine anno che il figlio ha superato la soglia di reddito, dovrai escluderlo dal 730 e probabilmente versare le somme non spettanti in sede di conguaglio.

Detrazione IRPEF e Assegno Unico: due binari distinti

Una confusione frequente: l’Assegno Unico Universale e la detrazione fiscale per figli a carico non si sommano e non si escludono. Si applicano in fasi diverse della vita del figlio.

  • Da 0 a 20 anni → solo Assegno Unico INPS, da chiedere sul portale INPS o via patronato (scheda ufficiale INPS).
  • Da 21 a 29 anni → solo detrazione IRPEF nel 730 o sulla pensione, niente Assegno Unico (salvo figli con disabilità, per cui l’AUU prosegue oltre i 21 anni).

Per i pensionati questo significa che, in molti casi, il figlio “intermedio” tra i 21 e i 29 anni non porta alcun bonus diretto in casa. Quello che si percepisce è solo il minor prelievo IRPEF sulla pensione, spesso sotto i 50 € al mese.

Vale comunque la pena richiederlo: nell’arco di 9 anni (dai 21 ai 29) può fare la differenza di qualche migliaio di euro complessivi.

Domande frequenti

Mio figlio ha 25 anni, lavora con voucher per 3.500 € l’anno. Posso ancora portarlo a carico?

No. La soglia per i figli sopra i 24 anni è 2.840,51 €. Con un reddito di 3.500 €, il figlio non risulta più fiscalmente a carico per tutto il 2026, anche se la differenza è di poche centinaia di euro. Va escluso dal quadro Familiari a carico del 730.

Mia figlia ha 22 anni, studia all’università e ha solo una borsa di studio esentasse di 5.000 €. Va dichiarata?

No, le borse di studio universitarie esentasse non concorrono al reddito complessivo, quindi non rilevano per la soglia di 4.000 €. Tua figlia resta a carico e puoi indicarla regolarmente nel 730/2026 con i 12 mesi di carico.

Sono pensionato vedovo con figlio 23enne disoccupato. Quanto recupero in concreto?

Dipende dalla tua pensione lorda. Con una pensione di 22.000 € lordi annui, la detrazione effettiva è circa 730 € (detrazione 950 × (95.000-22.000)/95.000). Spalmata sui 12 mesi di pensione, sono circa 60 € in più al mese di pensione netta.

Cosa fare adesso

Se hai un figlio tra 21 e 29 anni, controlla due cose prima di compilare il 730/2026:

  1. che il suo reddito 2025 sia rimasto sotto la soglia (2.840,51 € o 4.000 €);
  2. che sul tuo cedolino di pensione di gennaio 2026 risulti già applicata la detrazione.

In caso di dubbio, rivolgiti a un CAF o a un patronato: la verifica è gratuita e ti evita conguagli amari l’anno successivo.

Salva o condividi questo articolo con altri pensionati che hanno figli adulti in casa: la riforma del 2025 è ancora poco conosciuta e troppi rinunciano per disinformazione a una detrazione che spetta loro.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate — Dichiarazione precompilata 730/2026 e art. 12 del DPR 917/1986 (TUIR) sui familiari a carico, come modificato dalla riforma IRPEF 2025.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.