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Spegnimento rete fissa 2026: guida per anziani e caregiver

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Lo spegnimento della rete fissa in rame coinvolge anche gli anziani nel 2026: milioni di linee fisse passano alla tecnologia VoIP su fibra. Per i pensionati significa controllare telesoccorso, dispositivi salvavita e batterie di emergenza, per non restare isolati durante un blackout.

Quel telefono fisso che squilla da trent’anni sullo stesso mobile della cucina sta per cambiare per sempre. La vecchia rete in rame, quella che ha collegato l’Italia per generazioni, viene spenta zona dopo zona.

Al suo posto arriva la fibra ottica con telefonate digitali. Per la maggior parte degli italiani sarà solo una sigla nuova in bolletta. Per molti pensionati, soprattutto chi vive da solo o usa un dispositivo di telesoccorso, è una transizione delicata da affrontare con qualche accorgimento concreto.

In sintesi

  • La rete telefonica in rame (PSTN) viene progressivamente spenta in tutta Italia secondo un piano AGCOM-TIM partito nel 2018 e in piena accelerazione nel 2026.
  • Il telefono fisso continuerà a funzionare, ma viaggerà su tecnologia VoIP attraverso il modem di casa.
  • Senza corrente elettrica il modem si spegne: il telefono e il telesoccorso non chiamano più, salvo backup batteria.
  • Telesoccorso, allarmi medicali e salvavita per anziani devono essere riconfigurati o sostituiti con modelli compatibili.
  • L’operatore deve avvisare il cliente con almeno 30 giorni di anticipo e garantire continuità di servizio (delibere AGCOM).

Cosa significa “spegnimento della rete fissa in rame”

Per quasi un secolo le telefonate sono passate da una coppia di fili di rame che entra in casa dalla presa a muro. Quella tecnologia si chiama PSTN (Public Switched Telephone Network).

Oggi è considerata obsoleta, costosa da mantenere e impossibile da aggiornare. Al suo posto le compagnie telefoniche stanno installando la fibra ottica, dove anche la voce viaggia in formato digitale tramite la tecnologia VoIP (Voice over IP).

Il passaggio non è un’opzione commerciale: è un piano nazionale autorizzato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. TIM, in qualità di gestore storico della rete, ha pubblicato il calendario di dismissione delle centrali in rame area per area. Open Fiber e gli altri operatori stanno completando in parallelo la copertura in fibra.

Per il pensionato che riceve la lettera dall’operatore tutto questo si traduce in una cosa sola: il telefono di casa, prima o poi, smetterà di funzionare nel modo a cui è abituato e avrà bisogno di un nuovo collegamento.

Chi è coinvolto e quando avviene lo switch-off

Lo spegnimento avviene per fasce territoriali, in base a quando la centrale di zona viene chiusa. I comuni vengono raggruppati e l’operatore comunica al cliente la data esatta di “switch-off” con largo anticipo, di norma tramite lettera cartacea, SMS e telefonata di cortesia.

Sono coinvolti tutti i clienti che ancora hanno:

  • una linea telefonica fissa tradizionale (anche solo per ricevere chiamate);
  • un contratto “solo voce” senza Internet;
  • un’ADSL su rame ancora attiva;
  • dispositivi collegati alla presa telefonica (telesoccorso, allarmi, fax, POS).

Se in casa è già presente la fibra (FTTH o FTTC con ONT), nella maggior parte dei casi la migrazione è già avvenuta e il telefono è già VoIP, anche se l’utente non se ne è accorto.

Cosa succede al telefono di casa dopo lo spegnimento

Dopo lo spegnimento, il telefono fisso continua a esistere ma cambia il “binario” su cui viaggia. La voce non passa più dalla vecchia presa tripolare ma dal modem-router fornito dall’operatore.

In pratica il telefono cordless o il vecchio apparecchio a tastiera vengono collegati a una porta del modem. In alternativa, restano sulla presa di casa se l’operatore installa un piccolo adattatore VoIP.

Il numero di telefono resta lo stesso, le tariffe non cambiano per questo motivo e in molti casi l’operatore offre un cordless nuovo gratuito o a costo simbolico per facilitare il passaggio. Le delibere AGCOM impongono inoltre che la migrazione non comporti costi nascosti né penali per il cliente.

Il punto critico per gli anziani: cosa succede senza corrente

Qui sta il vero cambiamento per chi ha capelli grigi. Il vecchio telefono in rame funzionava anche durante un blackout, perché la corrente per farlo squillare arrivava dalla centrale telefonica attraverso lo stesso filo.

Il nuovo telefono VoIP, invece, ha bisogno del modem di casa, e il modem ha bisogno della presa elettrica.

Tradotto: se salta la luce, il telefono fisso non funziona più. Né per chiamare il 112, né per ricevere chiamate dei familiari, né per attivare un dispositivo collegato.

Per chi vive solo, ha problemi di salute, usa un pacemaker monitorato a distanza o un telesoccorso, questo dettaglio non è secondario.

La soluzione esiste e si chiama UPS o “backup batteria”: un piccolo gruppo di continuità che mantiene acceso il modem per alcune ore in caso di blackout. Alcuni operatori lo forniscono gratuitamente ai clienti vulnerabili che ne fanno richiesta. In altri casi va acquistato a parte (costo indicativo 40-90 euro) e collegato tra la presa di corrente e il modem.

Telesoccorso, salvavita e dispositivi medicali

È la parte da affrontare con più attenzione. Molti dispositivi installati negli anni passati sono pensati per la rete in rame e usano segnali analogici che la rete VoIP non sempre trasporta correttamente.

Riguarda in particolare:

  • centraline di telesoccorso comunale o di cooperative sociali;
  • pulsanti di emergenza al collo o al polso collegati alla linea fissa;
  • allarmi antifurto con combinatore telefonico;
  • dispositivi di telemonitoraggio cardiaco o respiratorio collegati al telefono.

Prima dello switch-off è importante avvisare il fornitore del servizio (Comune, ASL, cooperativa, ditta di allarmi) e verificare se il dispositivo è compatibile con la nuova linea VoIP o se va sostituito.

In molti casi la sostituzione, se il servizio è erogato dal Comune o dalla ASL, è gratuita e prevista proprio per questa transizione. Ignorare la comunicazione significa rischiare che il dispositivo, dopo lo spegnimento, sembri funzionare ma non riesca più a inoltrare la chiamata di emergenza.

Cosa fare adesso, passo dopo passo

  1. Controllare la posta cartacea. L’operatore avvisa con lettera nominativa indicando la data di switch-off della propria zona. Conservare la lettera.
  2. Contattare il numero verde indicato. Tutti gli operatori hanno una linea dedicata gratuita per assistere il cliente nella migrazione. Chiedere conferma della tipologia di linea e dell’apparato che verrà installato.
  3. Segnalare la presenza di telesoccorso o dispositivi salvavita. Va detto esplicitamente: dà diritto a una procedura di tutela rafforzata e, in molti casi, al backup batteria gratuito.
  4. Avvisare chi gestisce il telesoccorso. Comune, ASL o cooperativa devono riprogrammare o sostituire il dispositivo prima della data di spegnimento.
  5. Tenere a portata di mano un cellulare carico. Anche un vecchio telefonino con scheda prepagata è una rete di sicurezza utile durante un blackout prolungato.
  6. Annotare la data di switch-off in calendario. Nei giorni successivi è normale che il tecnico passi per la configurazione: meglio non perderlo.

I diritti del cliente vulnerabile

Le delibere AGCOM in materia di migrazione tecnologica riconoscono al cliente alcuni diritti specifici, validi per tutti gli operatori:

  • preavviso scritto di almeno 30 giorni;
  • diritto a recedere senza costi se non si accettano le nuove condizioni;
  • continuità del numero telefonico;
  • nessun addebito per la sostituzione di apparati strettamente necessari alla migrazione;
  • per i clienti “vulnerabili” (anziani con telesoccorso, persone con disabilità) tutela rafforzata, comprensiva di soluzioni di backup energetico.

In caso di disservizio prolungato dopo lo switch-off, il cliente può presentare reclamo all’operatore. Se non ottiene risposta entro 45 giorni, può attivare la procedura gratuita di conciliazione tramite la piattaforma ConciliaWeb di AGCOM.

È un percorso pensato proprio per evitare cause civili e si svolge interamente online o, su richiesta, in forma assistita presso un’associazione di consumatori.

Domande frequenti sullo spegnimento della rete fissa per anziani

Posso rifiutarmi di passare alla nuova linea e tenere il telefono in rame?

No, lo spegnimento della rete in rame è una decisione tecnica nazionale e nessun operatore può continuare a fornire il servizio sulla vecchia tecnologia dopo lo switch-off della centrale di zona.

Devo pagare qualcosa per il passaggio alla nuova linea?

La migrazione tecnologica in sé non comporta costi aggiuntivi e l’apparato necessario (modem o adattatore VoIP) viene fornito dall’operatore. Restano dovuti solo i normali canoni mensili del contratto già in essere.

Cosa rischio se ho un telesoccorso e non faccio nulla?

Dopo lo spegnimento il dispositivo potrebbe non riuscire più a contattare la centrale operativa, anche se le spie sembrano accese. Per questo è essenziale avvisare il Comune, la ASL o la cooperativa che gestisce il servizio appena si riceve la lettera dell’operatore:…

Salva questo articolo o condividilo con un genitore, un vicino o una persona anziana che usa ancora il telefono fisso: pochi minuti di attenzione adesso evitano un brutto silenzio nel momento sbagliato.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte ufficiale: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) — delibere sulla migrazione dalla rete in rame alla rete in fibra e tutela degli utenti finali. Piano di dismissione PSTN consultabile presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.