BONUS & AGEVOLAZIONI

Bonus casa 730/2026: detrazione 50% prima casa

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Nel 730/2026 la detrazione per i lavori di ristrutturazione fatti nel 2025 è del 50% sulla prima casa e del 36% sugli altri immobili. La precompilata applica spesso il 36% di default: chi ha eseguito interventi sull’abitazione principale deve correggere manualmente il rigo E41 prima dell’invio.

Hai aperto la dichiarazione precompilata 2026 e ti aspettavi di trovare il 50% di detrazione per i lavori di casa fatti l’anno scorso? Controlla bene il bonus casa 730/2026: il fisco potrebbe averti applicato in automatico il 36%, facendoti perdere il 14% di sconto sulle tasse. Non è un errore del sistema, è una conseguenza delle nuove regole 2025 — ma in molti casi il 50% spetta ancora.

In sintesi

  • La precompilata 2026 applica di default il 36% alle spese di ristrutturazione sostenute nel 2025.
  • Il 50% resta valido per chi ha eseguito i lavori sulla propria abitazione principale, fino a 96.000 euro di spesa.
  • La differenza non è banale: su 30.000 euro di lavori si traduce in 4.200 euro di detrazione in meno spalmata su 10 anni.
  • Bisogna correggere manualmente il rigo E41 del 730 indicando il codice corretto prima dell’invio definitivo.
  • Servono i documenti che provano la residenza nell’immobile al momento del bonifico parlante o l’impegno a trasferirvi la residenza entro fine lavori.

Bonus casa 730/2026: cosa è cambiato con la Legge di Bilancio 2025

Fino al 2024, la detrazione per le ristrutturazioni edilizie era al 50% per quasi tutti. Non contava se l’immobile fosse prima o seconda casa.

Con la Legge di Bilancio 2025 il quadro è cambiato in modo netto. Il Governo ha tagliato l’aliquota generale al 36% e ha lasciato il 50% solo a chi interviene sull’abitazione principale.

Per il 730/2026 — che dichiara le spese sostenute nel 2025 — la regola è quindi questa:

  • Prima casa (abitazione principale del proprietario): detrazione 50%, fino a 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
  • Altri immobili (seconde case, immobili affittati o in comodato, immobili strumentali a uso abitativo): detrazione 36%, sempre con tetto di 96.000 euro.

Il problema pratico è semplice. La precompilata riceve i dati dei bonifici parlanti da banche e amministratori di condominio, ma non sa se quel bonifico riguarda la tua prima casa o la seconda.

Per prudenza, il sistema applica l’aliquota più bassa: il 36%. Tocca al contribuente correggere.

Chi ha diritto al 50% e rischia di perderlo nel silenzio

La fascia più esposta al taglio “automatico” è quella dei pensionati e lavoratori senior che hanno fatto lavori nella casa in cui vivono. Vediamo i casi tipici.

Pensionato proprietario che ha ristrutturato la casa di residenza

Hai 67 anni, vivi nell’appartamento di tua proprietà, nel 2025 hai rifatto bagno e impianto elettrico spendendo 22.000 euro con bonifici parlanti.

La precompilata ti propone il 36% = 7.920 euro spalmati in 10 anni (792 euro/anno). Ti spetta invece il 50% = 11.000 euro in 10 anni (1.100 euro/anno). Differenza in tasche: 3.080 euro in 10 anni.

Coppia di pensionati con casa intestata a entrambi

La detrazione si divide al 50% tra i due coniugi, se entrambi figurano nei bonifici parlanti. Entrambi devono correggere il proprio 730.

Se uno solo dei due ha la residenza nell’immobile, il 50% spetta solo a lui per la sua quota.

Pensionato che ha aiutato il figlio

Hai pagato tu i lavori nella casa intestata a tuo figlio, in cui vivi come familiare convivente. Hai diritto alla detrazione se figuri nei bonifici come ordinante e se sei familiare convivente del proprietario alla data di inizio dei lavori.

L’aliquota dipende dall’uso che tu fai dell’immobile: se è la tua abitazione principale, 50%; altrimenti 36%.

Lavori in condominio

Per le spese sulle parti comuni la quota va dichiarata da ogni singolo condòmino in proporzione ai millesimi. Anche qui, il 50% spetta solo a chi ha l’abitazione principale in quel condominio.

Come correggere il bonus casa 730/2026 precompilato passo dopo passo

La correzione si fa direttamente dal portale dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con SPID, CIE o CNS. Ecco la procedura completa.

  1. Accedi al 730 precompilato dal sito dell’Agenzia delle Entrate e scegli “Modifica” anziché “Accetta”, per non avvalerti automaticamente dei dati proposti.
  2. Vai al Quadro E, sezione “Spese per le quali spetta la detrazione del 50% o del 36%”, e individua il rigo E41 già compilato dal sistema.
  3. Controlla il codice nella colonna “Tipo intervento”: se trovi il codice del 36% (lavori su altri immobili) ma l’immobile è la tua abitazione principale, sostituiscilo con il codice del 50%.
  4. Verifica anche la colonna 9 “Casi particolari”: in alcune situazioni va indicato un codice specifico (condòmino, familiare convivente, erede).
  5. Salva la modifica, controlla il calcolo del rimborso o del debito aggiornato e procedi con l’invio firmato digitalmente.
  6. Conserva i documenti per dieci anni: fatture, bonifici parlanti, abilitazioni edilizie e certificato di residenza alla data del bonifico.

Se ti senti insicuro, porta tutto a un CAF o a un commercialista. La correzione è gratuita se passi dal CAF convenzionato e ti mette al riparo dal rischio di un controllo formale a distanza di anni.

Quali documenti servono per dimostrare il diritto al 50%

L’Agenzia delle Entrate non chiede nulla in più rispetto al passato. Ma in caso di controllo (anche cinque anni dopo) devi essere in grado di provare due cose: che hai sostenuto la spesa e che l’immobile era la tua abitazione principale alla data dei pagamenti.

  • Fatture intestate al beneficiario della detrazione, con descrizione dettagliata dei lavori.
  • Bonifici parlanti con causale che richiama l’articolo 16-bis del TUIR e codice fiscale del beneficiario e della ditta.
  • Comunicazione di inizio lavori (CILA, SCIA o titolo equivalente), oppure dichiarazione sostitutiva se l’intervento non richiedeva titolo abilitativo.
  • Certificato di residenza storico o autocertificazione che attesti la residenza nell’immobile alla data del pagamento.
  • Tabelle millesimali e delibera assembleare per i lavori condominiali.

E se hai già inviato il 730 con il 36%? Si può rimediare

Tranquillo: se ti accorgi dell’errore dopo l’invio, hai due strade.

Se sei ancora nei termini ordinari del 730 (di solito fino al 30 settembre 2026), puoi presentare un 730 integrativo tramite CAF o intermediario abilitato.

Se i termini del 730 sono scaduti, puoi presentare un Modello Redditi PF correttivo o integrativo entro il termine di accertamento.

Il rimborso del 50% non andrà perso, semplicemente slitterà di qualche mese rispetto al conguaglio in busta paga o sulla pensione. Per un quadro più ampio sulle agevolazioni fiscali destinate agli over 65, leggi anche la nostra guida alle detrazioni fiscali per pensionati e il riepilogo dei bonus pensionati 2026.

Cosa succederà nel 2026 e nel 2027

Le aliquote sono destinate a scendere ancora. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato un’ulteriore riduzione delle detrazioni edilizie.

  • Spese sostenute nel 2026: 36% sulla prima casa e 30% sugli altri immobili.
  • Spese sostenute dal 2027: 30% sulla prima casa e 24% sugli altri immobili, salvo nuove proroghe.

Tradotto: se stai pensando di fare lavori in casa, il 2025 è stato l’ultimo anno con il 50% pieno. Tutti i bonifici partiti entro il 31 dicembre 2025 godono ancora dell’aliquota maggiorata, anche se i lavori finiranno nel 2026 o nel 2027.

Domande frequenti

Il 50% spetta anche se ho trasferito la residenza dopo l’inizio dei lavori?

Sì, purché la residenza nell’abitazione principale risulti formalizzata entro la fine dei lavori. La condizione si verifica anno per anno: se in un certo anno l’immobile non è più prima casa, per quella quota annuale scatta il 36%.

Il bonus mobili 2025 segue la stessa riduzione?

No. Il bonus mobili resta al 50% per le spese 2025 fino a 5.000 euro, ma solo se collegato a una ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2024 o successivamente. Va dichiarato in un rigo separato del Quadro E.

Se ho già accettato la precompilata senza modifiche, perdo definitivamente il 14%?

No. Hai tempo per presentare un 730 integrativo entro il 30 settembre o, in alternativa, un Modello Redditi correttivo entro il termine di accertamento. Il rimborso arriverà più tardi, ma non si perde.

Salva questo articolo o condividilo con un familiare che ha fatto lavori in casa nel 2025: bastano cinque minuti di controllo per recuperare migliaia di euro di detrazione.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate — Istruzioni 730/2026, Quadro E spese di ristrutturazione edilizia. Riferimenti normativi: Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi sulla rimodulazione delle detrazioni edilizie) e art. 16-bis del TUIR.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.