PENSIONI

Simulatore pensione INPS Pensami: come funziona nel 2026

simulatore pensione INPS Pensami

Pensami è il simulatore pubblico dell’INPS che calcola quando puoi andare in pensione, non quanto prenderai: la nuova versione è online da agosto 2026. Si usa senza SPID e senza registrazione, in cinque minuti. Bastano data di nascita, anni di contributi versati e tipo di lavoro.

Il simulatore pensione INPS Pensami è stato rinnovato: stima in pochi minuti quando potrai andare in pensione. La nuova versione è online da agosto 2026 e si usa senza SPID, senza registrazione e senza appuntamento al patronato. Bastano tre dati: data di nascita, anni di contributi già versati e tipo di lavoro. In cambio ottieni le finestre di uscita che ti spettano, ordinate dalla più vicina alla più lontana.

In sintesi

  • Cos’è: Pensami (PENSione A MIsura) è il simulatore pubblico dell’INPS che calcola quando puoi uscire dal lavoro, non quanto prenderai.
  • Serve SPID? No. È ad accesso libero: inserisci tu i dati, l’INPS non li legge dal tuo estratto conto.
  • Quanto ci vuole: 5 minuti scarsi. Le domande sono meno di dieci.
  • Cosa restituisce: l’elenco degli scenari di pensionamento compatibili con il tuo profilo, con anno e mese di decorrenza.
  • Attenzione: la simulazione non è un provvedimento. Vale quanto i dati che hai digitato tu.

Cos’è il simulatore pensione INPS Pensami e cosa cambia nella nuova versione

Pensami sta per “PENSione A MIsura”. È lo strumento con cui l’INPS traduce in date concrete la selva di requisiti previdenziali italiani.

I canali che il simulatore considera sono questi:

  • Pensione di vecchiaia
  • Pensione anticipata ordinaria
  • Pensione anticipata contributiva
  • Opzione donna
  • Lavori gravosi e lavoratori precoci

La logica è semplice. Tu rispondi a una manciata di domande. Il motore incrocia le risposte con le regole vigenti e ti dice: per te sono aperte queste porte, e si aprono in queste date.

La versione rilasciata ad agosto 2026 lavora soprattutto sulla leggibilità. Le novità principali:

  • Percorso di domande più lineare
  • Risultati come elenco ordinato di scenari, non più un tabellone unico
  • Maggiore chiarezza su quali requisiti mancano quando uno scenario non è raggiungibile

Il punto che interessa di più a chi ha 58-66 anni resta invariato. Ed è il vero motivo per cui vale la pena usarlo: è anonimo.

Non c’è login, non c’è SPID, non c’è pratica aperta. Puoi rifare la simulazione dieci volte, cambiando un dato per volta, e vedere come si sposta la data.

Come funziona il calcolo del simulatore pensione INPS Pensami

Pensami non fa magie. Applica una regola sola, ripetuta per ogni canale di uscita:

Data di pensione = il momento in cui si verificano contemporaneamente tutti i requisiti del canale, più la finestra mobile.

I requisiti sono di tre tipi. Vanno soddisfatti tutti insieme, non uno a scelta:

  • Requisito anagrafico — l’età minima (per la vecchiaia; per l’anticipata ordinaria non conta).
  • Requisito contributivo — gli anni e i mesi di contributi accreditati.
  • Finestra mobile — i mesi che passano fra la maturazione del diritto e il primo assegno.

Ecco il quadro dei principali canali su cui il simulatore ragiona:

Canale di uscita Età minima Contributi minimi Finestra
Pensione di vecchiaia 67 anni 20 anni 1 mese (privati)
Anticipata ordinaria — uomini nessuna 42 anni e 10 mesi 3 mesi
Anticipata ordinaria — donne nessuna 41 anni e 10 mesi 3 mesi
Anticipata contributiva (solo contributi dal 1996) 64 anni 20 anni 3 mesi
Quota 103 (regime transitorio) 62 anni 41 anni variabile

Su questa tabella servono due avvertenze:

  • I requisiti si muovono. Età e contributi sono agganciati alla speranza di vita, e le manovre di bilancio più recenti hanno programmato incrementi graduali a partire dal 2027.
  • Il pubblico impiego ha finestre più lunghe. Le attese per i dipendenti pubblici superano quelle del settore privato.

Pensami tiene conto di entrambe le cose in automatico. Tu no. Ed è esattamente per questo che conviene usarlo, invece di fare i conti a mano.

Esempio 1: operaio, uomo, 61 anni

Profilo. Nato a marzo 1965. Dipendente privato. Ha iniziato a lavorare a 19 anni. Ha 39 anni e 4 mesi di contributi al 31 dicembre 2025, senza buchi contributivi.

Passaggio 1 — la vecchiaia. Compie 67 anni a marzo 2032. Ha già più di 20 anni di contributi, quindi quel requisito è soddisfatto da tempo. Con un mese di finestra, l’assegno parte ad aprile 2032.

Passaggio 2 — l’anticipata ordinaria. Gli servono 42 anni e 10 mesi, ne ha 39 e 4. Mancano 3 anni e 6 mesi di lavoro: matura il diritto a giugno 2029. Con 3 mesi di finestra, la prima mensilità arriva a settembre 2029.

Risultato. Pensami gli mostra l’anticipata come scenario più vicino: settembre 2029, a 64 anni e 6 mesi. Quasi tre anni prima della vecchiaia. È la differenza fra fare il calcolo e non farlo.

Esempio 2: impiegata, donna, 59 anni, con una pausa contributiva

Profilo. Nata a settembre 1966. Dipendente privata. Primo contributo nel 1990, quindi rientra nel sistema misto (retributivo fino al 1995, contributivo dopo).

Ha 28 anni e 2 mesi di contributi al 31 dicembre 2025, per via di sette anni fuori dal lavoro dopo la maternità.

Passaggio 1 — l’anticipata ordinaria. Servono 41 anni e 10 mesi, ne ha 28 e 2. Mancano 13 anni e 8 mesi: il diritto arriverebbe ad agosto 2039, quando avrà quasi 73 anni. Scenario di fatto inutile.

Passaggio 2 — la vecchiaia. Compie 67 anni a settembre 2033. Il requisito contributivo è di 20 anni, e lei ne ha già 28. Con un mese di finestra, l’assegno parte a ottobre 2033.

Passaggio 3 — l’anticipata contributiva a 64 anni. Non le spetta. Quel canale è riservato a chi ha il primo contributo dal 1° gennaio 1996 in poi. Lei ha iniziato nel 1990, quindi Pensami glielo esclude e lo scrive.

Risultato. Per lei la strada è la vecchiaia, non l’anticipata. Il buco di sette anni non le sposta la data di uscita, perché 28 anni bastano e avanzano per i 20 richiesti. Le costerà però sull’importo: una partita diversa, che Pensami non calcola.

Come usare il simulatore pensione INPS Pensami, passo per passo

  1. Apri il simulatore dal portale INPS, sezione Pensione e Previdenza. Nessun login richiesto.
  2. Inserisci data di nascita e sesso. Servono per l’età e per i requisiti differenziati dell’anticipata.
  3. Indica il tipo di lavoro: dipendente privato, dipendente pubblico, autonomo, parasubordinato. È il dato che cambia la lunghezza della finestra.
  4. Digita gli anni e i mesi di contributi. È il dato più delicato di tutta la simulazione. Prendilo dall’estratto conto, non dalla memoria.
  5. Dichiara se hai contributi prima del 1996. Un sì o un no che apre o chiude interi scenari, come si è visto nel secondo esempio.
  6. Rispondi alle domande su lavoro gravoso, invalidità, caregiver se ti riguardano: sbloccano requisiti agevolati.
  7. Leggi l’elenco degli scenari e guarda quello in cima. È la porta più vicina.

Gli errori che rovinano il calcolo del simulatore

Contare gli anni di lavoro invece degli anni di contributi. Sono cose diverse. Part-time verticali, contratti a chiamata e periodi con contributi versati parzialmente valgono meno di quanto sembra. È l’errore che sposta le simulazioni di anni interi.

Dimenticare i periodi figurativi. Sono contributi a tutti gli effetti e vanno inclusi:

  • Servizio militare
  • Maternità obbligatoria
  • Cassa integrazione
  • Disoccupazione indennizzata

Molti li lasciano fuori e si vedono restituire una data più lontana del vero.

Ignorare i contributi in altre gestioni. Chi ha lavorato da dipendente e poi da autonomo ha due montanti separati. Vanno ricongiunti o cumulati: finché non lo fai, il conteggio è parziale.

Confondere maturazione del diritto e primo assegno. Fra le due c’è la finestra: uno o tre mesi, di più nel pubblico impiego. Non è un dettaglio, quando stai decidendo quando dare le dimissioni.

Scambiare Pensami per “La mia pensione futura”. Sono due strumenti diversi:

  • Pensami dice quando, ad accesso libero.
  • “La mia pensione futura” dice quanto: richiede SPID e legge il tuo estratto conto reale.

Servono entrambi, in quest’ordine.

Domande frequenti

Come si fa la simulazione di pensione INPS?

Apri Pensami sul portale INPS, senza login, e rispondi alle domande su data di nascita, sesso, tipo di lavoro e anni di contributi versati. Il simulatore restituisce l’elenco degli scenari di uscita compatibili con il tuo profilo, ciascuno con la data di decorrenza.

Quanto è affidabile il simulatore pensione INPS?

Le regole che applica sono quelle ufficiali, quindi il motore è corretto. La parte fragile sono i dati che inserisci tu: Pensami non legge il tuo estratto conto contributivo, si fida di quello che digiti.

Dove trovo gli anni di contributi esatti da inserire?

Nell’estratto conto contributivo, disponibile nell’area riservata MyINPS con SPID, CIE o CNS. Riporta anno per anno le settimane accreditate e la gestione di appartenenza.

Fai la simulazione oggi, non fra due anni. Se scopri un buco contributivo con cinque anni di anticipo, hai il tempo di sistemarlo. Se lo scopri il giorno della domanda, no. Salva questo articolo o condividilo con chi sta contando i mesi che gli mancano.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: INPS — Pensami (PENSione A MIsura): online la nuova versione del simulatore, notizia istituzionale del 2026.


Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

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