Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026
Il bonus e l’ulteriore detrazione IRPEF di ottobre 2026 spettano anche a chi percepisce APE Sociale, isopensione e assegno straordinario dei fondi di solidarietà. Lo ha chiarito il messaggio INPS n. 2829 del 2026. L’applicazione parte dal rateo di ottobre, con arretrati dal 1° gennaio.
Una precisazione tecnica che vale qualche decina di euro al mese sul cedolino. L’INPS ha riconosciuto che alcune prestazioni previdenziali non sono pensioni vere e proprie: sostituiscono il reddito da lavoro dipendente. Per questo accedono ai benefici fiscali riservati ai lavoratori. Ecco chi ne beneficia e cosa controllare a ottobre.
- Il chiarimento arriva dal messaggio INPS n. 2829 del 2026.
- Riguarda APE Sociale, isopensione e assegno straordinario di solidarietà.
- Il beneficio parte dal rateo di ottobre 2026, con arretrati da gennaio.
- I titolari di pensione ordinaria restano esclusi dalla misura.
- Tabella completa degli importi e simulazione nelle sezioni seguenti.
Cos’è il bonus con detrazione IRPEF applicato all’APE Sociale?
Sono due misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207 del 30 dicembre 2024, articolo 1, commi 4-9). Servono a ridurre il cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente.
Hanno sostituito il vecchio esonero contributivo parziale. Funzionano in due modi diversi a seconda del reddito:
- Somma non imponibile (il “bonus”): spetta ai redditi fino a 20.000 euro annui. Non concorre alla formazione del reddito ed è calcolata in percentuale.
- Ulteriore detrazione IRPEF: spetta ai redditi tra 20.000 e 40.000 euro annui. È una detrazione d’imposta aggiuntiva rispetto a quelle ordinarie da lavoro dipendente.
Il punto centrale è chi può accedervi. Entrambe le misure sono riservate ai titolari di reddito da lavoro dipendente di cui all’articolo 49 del TUIR.
Sono esclusi in modo esplicito i redditi da pensione indicati al comma 2, lettera a) dello stesso articolo. Ed è su questa distinzione che si è giocato il chiarimento dell’INPS.
Chi ha diritto al bonus su APE Sociale e isopensione?
Con il messaggio INPS n. 2829 del 2026 l’Istituto ha chiarito un punto decisivo. Alcune prestazioni erogate in attesa della pensione non sono redditi da pensione in senso stretto.
Sono prestazioni sostitutive del reddito da lavoro dipendente. Quindi rientrano nel perimetro del beneficio fiscale. Le prestazioni interessate sono tre:
- APE Sociale: l’indennità di accompagnamento alla pensione per disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi.
- Isopensione (articolo 4 della legge n. 92/2012, “legge Fornero”): l’assegno per i lavoratori di aziende sopra i 15 dipendenti, fino a 7 anni prima della pensione.
- Assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali, tipico del settore bancario, assicurativo e delle poste.
Restano invece esclusi i titolari di prestazioni che sono a tutti gli effetti pensioni. Ecco il quadro a confronto.
| Prestazione | Natura giuridica | Accesso al bonus/detrazione |
|---|---|---|
| APE Sociale | Indennità sostitutiva del reddito da lavoro | Sì |
| Isopensione (art. 4 L. 92/2012) | Prestazione di esodo a carico datore | Sì |
| Assegno straordinario fondi solidarietà | Prestazione di esodo bilaterale | Sì |
| Pensione di vecchiaia | Reddito da pensione (art. 49 c.2 TUIR) | No |
| Pensione anticipata / Quota 103 | Reddito da pensione | No |
| Assegno ordinario di invalidità | Reddito da pensione | No |
La logica è semplice. Chi ha già chiuso il rapporto previdenziale e percepisce una pensione non rientra. Chi riceve un “ponte” verso la pensione sì.
Quanto spetta? Importi e scaglioni di ottobre 2026
Gli importi seguono le regole della Legge di Bilancio 2025, valide anche per il 2026. La somma non imponibile è calcolata in percentuale sul reddito da lavoro dipendente o assimilato.
| Reddito complessivo annuo | Tipo di beneficio | Misura |
|---|---|---|
| Fino a 8.500 euro | Somma non imponibile | 7,1% del reddito da lavoro |
| Da 8.500 a 15.000 euro | Somma non imponibile | 5,3% del reddito da lavoro |
| Da 15.000 a 20.000 euro | Somma non imponibile | 4,8% del reddito da lavoro |
| Da 20.000 a 32.000 euro | Ulteriore detrazione IRPEF | 1.000 euro annui |
| Da 32.000 a 40.000 euro | Ulteriore detrazione IRPEF | Decalante fino ad azzerarsi a 40.000 euro |
Esempio di calcolo. Un lavoratore in isopensione con assegno lordo annuo di 18.000 euro rientra nello scaglione 15.000-20.000 euro.
Il 4,8% di 18.000 euro fa 864 euro annui di somma non imponibile. Distribuiti su 13 mensilità, sono circa 66 euro al mese in più netti sul cedolino.
Un titolare di APE Sociale con l’importo massimo della prestazione, pari a 1.500 euro lordi mensili per 12 mensilità (18.000 euro annui), si colloca nello stesso scaglione. Il calcolo è analogo.
Chi percepisce un assegno straordinario di 28.000 euro annui accede alla detrazione piena di 1.000 euro l’anno, circa 83 euro al mese di minore imposta.
Un punto da tenere presente: il calcolo si basa sul reddito complessivo, non solo sull’importo della prestazione INPS.
Chi ha altri redditi, come affitti o lavoro autonomo residuo, può ritrovarsi in uno scaglione diverso da quello atteso. I redditi del coniuge invece non rilevano.
Come si ottiene? Procedura e tempistiche
Non serve presentare domanda. L’INPS agisce come sostituto d’imposta e applica il beneficio d’ufficio sui ratei di prestazione.
Ecco cosa succede in pratica, passo per passo.
- Verifica di essere titolare di APE Sociale, isopensione o assegno straordinario nel 2026.
- Attendi il rateo di ottobre 2026: è da quel pagamento che l’INPS applica la misura.
- Controlla il cedolino nell’area riservata MyINPS, alla voce “Prestazioni e pagamenti”.
- Individua nel dettaglio la riga della somma non imponibile o della detrazione aggiuntiva.
- Verifica la presenza degli arretrati da gennaio a settembre 2026, conguagliati in unica soluzione.
- Se altri redditi cambiano lo scaglione, comunica la variazione tramite il servizio “Detrazioni fiscali” su MyINPS.
- In caso di mancata applicazione, chi ha i requisiti può rivolgersi a un patronato per la verifica della posizione fiscale.
I documenti utili per la verifica sono pochi:
- SPID, CIE o CNS per accedere a MyINPS.
- Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi 2025.
- Eventuale documentazione di altri redditi percepiti nel 2026.
Chi non vede nulla cambiare nel cedolino di ottobre ha comunque una seconda strada. Il recupero avviene in sede di dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, come per altri crediti d’imposta non applicati dal sostituto.
Perché i pensionati veri restano esclusi?
È la domanda che genera più malumore. La risposta sta nella natura della misura.
Il taglio del cuneo fiscale nasce per ridurre il costo del lavoro e aumentare il netto in busta paga di chi lavora. Non è un intervento sulle pensioni.
I titolari di pensione hanno però altri strumenti fiscali dedicati:
- La detrazione per redditi da pensione prevista dall’articolo 13, comma 3 del TUIR.
- La no tax area per i pensionati, fissata a 8.500 euro di reddito annuo.
- La rivalutazione annuale degli assegni all’inflazione.
- Le maggiorazioni sociali e la quattordicesima per i redditi bassi.
Due sistemi paralleli, quindi, con regole diverse. Chi è in fase di transizione tra lavoro e pensione resta per un periodo limitato nel regime più favorevole dei lavoratori dipendenti.
Domande frequenti
Cosa cambia nel 2026 per l’APE Sociale?
Dal rateo di ottobre 2026 l’INPS applica all’APE Sociale il bonus e l’ulteriore detrazione IRPEF del taglio del cuneo fiscale (messaggio INPS n. 2829/2026). Requisiti e importo massimo della prestazione restano invariati.
Serve presentare domanda per il bonus?
No. L’INPS applica il beneficio d’ufficio come sostituto d’imposta, usando i dati reddituali già disponibili. Serve solo comunicare eventuali altri redditi tramite il servizio “Detrazioni fiscali” su MyINPS.
Gli arretrati da gennaio 2026 vengono pagati?
Sì. Il messaggio INPS n. 2829/2026 prevede il conguaglio degli importi spettanti dal 1° gennaio 2026. L’accredito avviene insieme al rateo di ottobre, in unica soluzione.
Chi ha la pensione anticipata può accedere al bonus?
No. La pensione anticipata è reddito da pensione ai sensi dell’art. 49 comma 2 TUIR, escluso dalla misura. Il beneficio riguarda solo prestazioni sostitutive del reddito da lavoro.
Cosa controllare nel cedolino di ottobre 2026
Chi rientra tra i beneficiari ha un solo compito: aprire il cedolino e verificare. Bastano tre controlli.
- La presenza di una voce di somma non imponibile oppure di una detrazione aggiuntiva.
- L’importo dell’eventuale conguaglio arretrati da gennaio a settembre 2026.
- La coerenza dello scaglione applicato con il proprio reddito complessivo stimato.
Se qualcosa non torna, un patronato o un CAF può verificare la posizione fiscale in pochi minuti e inoltrare la segnalazione all’INPS.
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. Chi è in APE Sociale o in uscita anticipata con un accordo aziendale potrebbe non essersi accorto della novità.
Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — Messaggio n. 2829 del 2026 | Legge n. 207 del 30 dicembre 2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 commi 4-9 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
