PENSIONI

Pensioni donne e uomini: perché ogni anno le donne ricevono 6.478 euro in meno e cosa dice l’INPS

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Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

Nel 2025 l’assegno pensionistico medio è di 19.553 euro annui per le donne e di 26.031 euro per gli uomini: 6.478 euro di differenza all’anno (Osservatorio INPS, dati al 31 dicembre 2025). Gli uomini ricevono in media il 33% in più. Il dato riguarda tutte le pensioni in pagamento.

Il 15 ottobre 2026 l’INPS ha pubblicato l’Osservatorio sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari con i dati 2025. La differenza di importo tra le pensioni di donne e uomini resta ampia. Le cause stanno soprattutto nella storia contributiva, e alcuni strumenti permettono di rafforzarla.

In sintesi:
  • L’assegno medio annuo delle donne è di 19.553 euro (INPS).
  • Per gli uomini l’assegno medio annuo è di 26.031 euro (INPS).
  • Le donne sono il 51% dei pensionati, ma gli uomini ricevono il 56% dei redditi pensionistici.
  • Carriere discontinue, part-time e periodi di cura pesano sull’importo finale.
  • Le medie includono pensioni previdenziali, assistenziali e ai superstiti.

Che cos’è l’Osservatorio INPS sulle prestazioni pensionistiche?

L’Osservatorio sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari è la rilevazione statistica annuale dell’INPS sulle pensioni in pagamento in Italia.

I dati provengono dal Casellario centrale dei pensionati, l’archivio che raccoglie tutte le prestazioni erogate. Il comunicato INPS è del 15 ottobre 2026 e riferisce i dati al 31 dicembre 2025.

L’Osservatorio considera tre tipologie di pensioni molto diverse tra loro:

Tipologia di prestazione Quota sul totale
Previdenziali (vecchiaia, anticipate, invalidità, superstiti) 76,7%
Assistenziali (assegno sociale, invalidità civili) 20,7%
Indennitarie 2,6%
Totale prestazioni 100%

L’importo medio mette quindi insieme situazioni diverse. Vediamo chi sono i pensionati e come si distribuiscono i redditi.

Chi sono i pensionati italiani: quante donne e quanti uomini?

I pensionati italiani sono oltre 16 milioni, in lieve crescita sul 2024 (fonte INPS). Il divario di genere emerge già dalla ripartizione della spesa.

Indicatore (dati al 31/12/2025) Valore
Prestazioni in essere 23.181.898 (+0,7% sul 2024)
Beneficiari 16.405.073 (+0,6% sul 2024)
Spesa annua 372.450 milioni di euro (+2,3% sul 2024)
Prestazioni medie per beneficiario 1,4 (il 68% ne ha una sola)
Quota di donne tra i pensionati 51%
Quota dei redditi pensionistici agli uomini 56%

Le donne sono la maggioranza dei pensionati, ma ricevono meno della metà della spesa complessiva. Passiamo al confronto sugli importi.

Pensioni donne e uomini: qual è la differenza di importo INPS nel 2025?

L’Osservatorio INPS 2025 indica tre dati chiave sulla differenza di importo:

  • Importo medio annuo delle donne: 19.553 euro.
  • Importo medio annuo degli uomini: 26.031 euro.
  • Differenza del 33% a favore degli uomini.
Voce Importo medio annuo Importo medio mensile su 13 mensilità*
Donne 19.553 euro circa 1.504 euro
Uomini 26.031 euro circa 2.002 euro
Differenza assoluta 6.478 euro circa 498 euro
Differenza relativa +33% per gli uomini (INPS) donne circa il 25% in meno**

*Calcolo della redazione dividendo l’importo annuo per 13, a solo scopo illustrativo. **Calcolo della redazione: 6.478 su 26.031. Le due percentuali (33% e 25%) misurano lo stesso divario da due basi diverse.

Importi riferiti a dicembre 2025 da fonte ufficiale (Osservatorio INPS, pubblicato il 15 ottobre 2026). L’importo effettivo dipende dalla situazione individuale. Il dettaglio è consultabile su INPS.it.

Gli importi sono medie su tutte le prestazioni, comprese quelle assistenziali e le pensioni ai superstiti. Non rappresentano l’assegno di una singola lavoratrice o di un singolo lavoratore. Resta da capire da dove nasce la differenza.

Perché le pensioni delle donne sono più basse di quelle degli uomini?

L’assegno dipende da quanto e su quale retribuzione si sono versati i contributi. Nel sistema contributivo, introdotto dalla Legge n. 335/1995, la pensione si calcola sul totale dei contributi versati nella vita lavorativa. Ogni interruzione o riduzione di retribuzione pesa sul risultato finale.

I dati non attribuiscono il divario a una sola causa. I fattori più spesso indicati sono questi:

Fattore Come incide sull’assegno
Carriere discontinue Meno anni di contributi effettivi, con periodi senza versamenti
Part-time I contributi sono calcolati sulla retribuzione effettivamente percepita, quindi più bassa
Congedi per cura di figli e familiari Possono dare contributi figurativi (D.Lgs. n. 151/2001), ma non sempre coprono l’intera retribuzione
Retribuzioni mediamente più basse Un montante contributivo più ridotto a parità di anni
Pensioni ai superstiti Spesso più basse delle pensioni dirette e a volte uniche fonti di reddito

I contributi figurativi sono accrediti che l’INPS riconosce senza versamento effettivo, per esempio nei periodi di maternità. Entrano nel calcolo della pensione. L’importo accreditato può però essere inferiore alla retribuzione precedente.

Un esempio semplificato mostra quanto la retribuzione conti. Nel sistema contributivo, per i lavoratori dipendenti, l’aliquota di computo è pari al 33% della retribuzione. Il confronto riguarda due carriere di 30 anni con una retribuzione piena di 1.800 euro lordi al mese per 13 mensilità.

Voce Carriera A Carriera B
Struttura della carriera 30 anni a tempo pieno 15 anni a tempo pieno e 15 anni al 50%
Retribuzione annua piena 23.400 euro 23.400 euro
Contributi annui (33%) 7.722 euro 7.722 euro a tempo pieno, 3.861 euro al 50%
Contributi totali 231.660 euro 173.745 euro (115.830 + 57.915)
Differenza – 57.915 euro in meno (–25%)

A parità di anni di lavoro, la carriera B accumula il 25% di contributi in meno. L’esempio è semplificato: non considera la rivalutazione annua del montante né i coefficienti di trasformazione, che dipendono dall’età di uscita. L’assegno reale richiede un calcolo individuale.

Anche per l’assegno sociale 2026 contano i requisiti individuali, non le medie. Vediamo quali strumenti ha a disposizione chi ha ancora tempo davanti.

Come verificare e rafforzare la propria posizione contributiva? Procedura passo-passo

Chi non è ancora in pensione può controllare la propria posizione e valutare gli strumenti previsti dalla legge. I passaggi più comuni sono questi:

  1. Accesso a MyINPS con SPID, CIE o CNS.
  2. Apertura dell’estratto conto contributivo e controllo che siano presenti tutti i periodi lavorati.
  3. Segnalazione all’INPS, anche tramite patronato, dei periodi mancanti o errati con la documentazione relativa.
  4. Verifica dei contributi figurativi per maternità, congedi e altri periodi previsti dal D.Lgs. n. 151/2001.
  5. Valutazione del riscatto degli anni di laurea o dei periodi scoperti, come previsto dal D.L. n. 4/2019 (riscatto agevolato e «pace contributiva»), simulando il costo sul portale INPS.
  6. Controllo dell’anticipo dell’età di uscita nel contributivo: 4 mesi per figlio, fino a un massimo di 12 mesi (Legge n. 335/1995, art. 1, comma 40).
  7. Utilizzo del servizio «La mia pensione futura» su MyINPS per simulare l’assegno e confrontarlo con un CAF o un patronato.

I documenti utili per queste verifiche sono:

  • Documento di identità e codice fiscale.
  • Credenziali SPID, CIE o CNS.
  • Buste paga, contratti e CUD dei periodi mancanti.
  • Certificati di nascita dei figli o documentazione dei congedi.
  • Titoli di studio, se si valuta il riscatto della laurea.

Il riscatto ha un costo e non è conveniente per tutti: l’esito dipende dall’età, dai contributi già versati e dal sistema di calcolo. Chi ha dubbi può chiedere una simulazione a un patronato. Resta qualche domanda frequente.

Domande frequenti

Esiste una pensione minima diversa per le donne nel 2026?

No, il trattamento minimo è lo stesso per donne e uomini. L’integrazione al minimo dipende da reddito e contributi e non spetta a chi è nel contributivo puro. L’importo aggiornato è pubblicato dall’INPS.

Quanto si perde di pensione con l’opzione Donna?

L’assegno è calcolato interamente con il sistema contributivo, quindi risulta più basso rispetto al misto. Non esiste una percentuale unica: la riduzione dipende da carriera e retribuzioni. La simulazione INPS dà il dato personale.

Quali novità ci sono per le pensioni delle donne nel 2026?

Restano l’anticipo di 4 mesi per figlio (max 12) nel contributivo e i contributi figurativi per maternità. Le misure possono cambiare con la legge di bilancio: verificare su INPS.it.

Quanto prende una donna di pensione con 20 anni di contributi?

Non c’è un importo fisso: dipende dai contributi versati. Nel contributivo puro, a 67 anni serve un assegno di almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè 819,36 euro nel 2026 (D.L. 201/2011).

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Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna — INPS – Osservatorio sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari, dati 2025 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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