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Rottamazione tributi locali: come presentare la domanda dal 16 ottobre e quando conviene farsi aiutare dal CAF

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Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

La domanda di rottamazione dei tributi locali si presenta solo online, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Prima si consulta il prospetto dei debiti definibili. Non si paga al momento della domanda: gli importi dovuti arrivano entro il 28 febbraio 2027.

Dal 16 ottobre si apre la finestra per la rottamazione dei tributi locali: la domanda si presenta online, da soli o con l’assistenza di un CAF. Riguarda vecchie cartelle di IMU, TARI, multe e altre entrate locali. Il prospetto dei debiti rottamabili è consultabile già dal 15 ottobre. Per pensionati e pre-pensionati contano due cose: capire se il proprio Comune ha aderito e non perdere le scadenze. Ecco passaggi, date ed errori da evitare.

In sintesi:
  • La domanda si presenta online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
  • Rientrano solo i debiti degli enti locali che hanno aderito alla misura.
  • Con la definizione si cancellano sanzioni e interessi di mora.
  • Il pagamento è in un’unica soluzione o in rate bimestrali, da marzo 2027.
  • Tabella delle scadenze, esempio di calcolo e regole sulla decadenza nelle sezioni seguenti.

Che cos’è la rottamazione dei tributi locali e quando si richiede?

La definizione agevolata dei tributi locali è la versione della Rottamazione-quinquies estesa ai carichi affidati all’agente della riscossione dagli enti territoriali. Il riferimento indicato da Agenzia delle Entrate-Riscossione è l’art. 10-quinquies del Decreto-legge n. 38/2026.

Chi aderisce paga il debito senza sanzioni e senza interessi di mora. Restano dovuti il capitale e le spese di riscossione.

Per le multe del Codice della strada la regola è diversa. La sanzione originaria resta da versare. Si cancellano gli interessi e l’aggio di riscossione.

La misura non è automatica. Il Comune, la Provincia o la Regione deve aver deciso di aderire con un provvedimento, comunicato all’agente della riscossione. Se l’ente non ha aderito, il debito non rientra.

Elemento Cosa prevede la misura
Carichi inclusi Affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
Tributi coinvolti IMU, TARI, multe stradali, altre entrate locali
Bollo auto Rientra solo se la Regione ha aderito
Sanzioni e interessi di mora Cancellati (per le multe resta la sanzione originaria)
Debiti già rateizzati Possono essere definiti
Esclusi Debiti da condanne della Corte dei conti

Questo dice cosa si può rottamare. Vediamo ora chi può farlo davvero.

Chi può aderire alla rottamazione dei tributi locali?

Può aderire chi ha un debito affidato ad Agenzia delle Entrate-Riscossione da un ente che ha scelto la definizione agevolata. La verifica si fa sul prospetto informativo.

  • Il debito è stato affidato all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
  • L’ente creditore (Comune, Provincia o Regione) ha aderito alla misura.
  • Il debito non deriva da una condanna della Corte dei conti.
  • La domanda è inviata entro il 15 dicembre 2026.

Restano fuori i tributi che il Comune gestisce in proprio o affida a concessionari privati. In questi casi l’ente può adottare una propria definizione agevolata, con regole e scadenze diverse. Le informazioni si trovano sul sito del Comune.

Situazione Rientra nella misura?
Cartella IMU o TARI del Comune aderente, affidata entro il 2023 Sì
Multa stradale affidata entro il 2023, ente aderente Sì, con sanzione originaria da pagare
Bollo auto di una Regione che ha aderito Sì
Tributo riscosso direttamente dal Comune o da un concessionario privato No, salvo definizione autonoma dell’ente
Debito affidato dopo il 31 dicembre 2023 No

Stabilito chi può aderire, serve sapere quali strumenti occorrono per farlo.

Quali documenti servono per la domanda di rottamazione dei tributi locali?

Servono pochi documenti. La parte più importante è l’accesso all’area riservata, dove si consulta il prospetto.

  • Codice fiscale del contribuente.
  • Credenziali per l’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (SPID, CIE o CNS, da verificare sul portale).
  • Un indirizzo email o un numero di cellulare attivi, per ricevere le comunicazioni.
  • Il prospetto informativo con i debiti definibili.
  • Le coordinate del conto corrente, se si sceglie il pagamento con addebito.

Il prospetto si richiede in area riservata oppure con un modulo online nell’area pubblica del sito.

Con i documenti pronti, ecco la procedura passo dopo passo.

Come fare domanda di rottamazione dei tributi locali passo dopo passo?

La procedura è tutta online. Richiesta e pagamento sono fasi separate: all’invio della domanda non si versa nulla.

  1. Si accede al sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, nella sezione dedicata alla Rottamazione-quinquies degli enti territoriali.
  2. Si richiede il prospetto informativo dei debiti, in area riservata o con il modulo dell’area pubblica.
  3. Nel prospetto si verifica quali debiti rientrano, quelli dell’ente aderente e quelli esclusi.
  4. Dal 16 ottobre 2026 si entra nel servizio di adesione.
  5. Si selezionano i debiti da definire e si sceglie il pagamento in un’unica soluzione o a rate.
  6. Si invia la domanda entro il 15 dicembre 2026 e si conserva la ricevuta.
  7. Si attende la comunicazione degli importi dovuti, prevista entro il 28 febbraio 2027, e si controllano le scadenze di pagamento.

Chi preferisce non procedere da solo ha un’alternativa, descritta nella sezione seguente.

La domanda di rottamazione dei tributi locali si può fare tramite CAF?

Chi non ha dimestichezza con le procedure digitali può chiedere assistenza a un CAF o a un intermediario abilitato.

  • Si verifica in anticipo se il CAF scelto offre questo servizio.
  • Le scadenze restano le stesse: domanda entro il 15 dicembre 2026.
  • Il prospetto informativo indica quali debiti rientrano nella misura.
  • La ricevuta di invio va conservata, anche quando la domanda è presentata con assistenza.

Dopo l’invio, tempi e pagamenti seguono regole precise.

Quanto si paga e quali sono le scadenze?

Dopo la domanda, l’Agenzia comunica le somme dovute entro il 28 febbraio 2027 (Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Il pagamento in un’unica soluzione scade il 31 marzo 2027. In alternativa si paga a rate bimestrali di pari importo, fino a 54.

Fase Data
Prospetto informativo disponibile Dal 15 ottobre 2026
Presentazione della domanda Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Comunicazione delle somme dovute Entro il 28 febbraio 2027
Pagamento in unica soluzione Entro il 31 marzo 2027
Prima rata (pagamento a rate) Entro il 31 marzo 2027
Rate successive del 2027 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre
Interessi sulle rate 3% annuo, dal 1° aprile 2027
Importi e scadenze riferiti a ottobre 2026 da fonte ufficiale. L’importo effettivo dipende dalla situazione individuale e dal prospetto personale. Verifica su Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Esempio di calcolo (ipotetico). Un pensionato ha una cartella TARI da 2.000 euro. Con la definizione, sanzioni e interessi di mora si cancellano.

Voce Importo
Cartella TARI originaria 2.000 euro
Sanzioni e interessi di mora cancellati 500 euro
Debito da pagare (capitale e spese) 1.500 euro
Rata con 6 rate bimestrali, al netto degli interessi del 3% annuo circa 250 euro

L’esempio è solo illustrativo. Le cifre reali sono quelle del prospetto personale.

Pagare puntuale è la condizione per non perdere i benefici. Ecco cosa succede in caso di ritardo.

Cosa succede se si salta una rata?

La definizione agevolata può decadere. Le regole generali della Rottamazione-quinquies sono fissate dalla Legge n. 199/2025, art. 1, comma 95. Le fonti consultate indicano le stesse cause di decadenza anche per il canale degli enti territoriali. Il riscontro è sul sito dell’Agenzia.

Situazione Conseguenza
Mancato o insufficiente pagamento dell’unica rata Decadenza
Mancato pagamento di due rate, anche non consecutive Decadenza
Mancato pagamento dell’ultima rata Decadenza
Ritardo fino a 5 giorni sull’unica rata o sull’ultima Tollerato
Ritardo su una rata intermedia Nessuna tolleranza dei 5 giorni

In caso di decadenza, quanto già versato resta come acconto sul debito complessivo. Riprendono le azioni di riscossione e il debito non è più rateizzabile con le regole ordinarie.

Restano alcuni dubbi pratici. Li chiariamo qui sotto.

Domande frequenti

Si paga qualcosa quando si presenta la domanda?

No, all’invio della domanda non si versa nulla. Il pagamento parte dopo la comunicazione degli importi, prevista entro il 28 febbraio 2027, con prima scadenza il 31 marzo 2027.

Come so se il mio Comune ha aderito?

Basta richiedere il prospetto informativo sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Elenca i debiti definibili. Se il debito non compare, l’ente non ha aderito oppure il tributo è escluso.

Posso rottamare un debito che sto già pagando a rate?

Sì, può essere definito anche un debito già rateizzato. Nel prospetto si verifica quali importi rientrano. L’esito dipende dalla situazione individuale: per dubbi ci si può rivolgere a un CAF.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna — Agenzia delle Entrate-Riscossione, Definizione agevolata enti territoriali | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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