SCADENZE DEL MESE

Rottamazione, scadenza 31 luglio 2026: come pagare la rata

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La rottamazione-quinquies ha la prima scadenza di pagamento il 31 luglio 2026. Chi ha aderito trova la Comunicazione delle somme dovute nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione. Sono previsti 5 giorni di tolleranza: chi non paga perde i benefici e il debito torna integrale.

Se hai aderito alla rottamazione, la scadenza del 31 luglio 2026 è la data da segnare in rosso. Entro quel giorno va pagata la prima rata, o l’intera somma per chi ha scelto l’unica soluzione. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha già reso disponibili le Comunicazioni delle somme dovute. Ecco dove trovarle, come pagare e cosa succede a chi salta l’appuntamento.

In sintesi

  • Scadenza: 31 luglio 2026 per la prima rata (o unica soluzione) della rottamazione-quinquies.
  • Comunicazione delle somme dovute: già disponibile nell’area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Tolleranza: 5 giorni di ritardo non fanno perdere i benefici.
  • Decadenza: chi non paga esce dalla definizione agevolata. Il debito torna con sanzioni e interessi.
  • Scadenze parallele: il 31 luglio 2026 riguarda anche chi è nella rottamazione-quater, con regole di decadenza diverse.

Rottamazione, scadenza 31 luglio 2026: perché è la data chiave

La rottamazione-quinquies è la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle. È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026. Permette di pagare i debiti affidati alla riscossione senza sanzioni e senza interessi di mora: si versano solo il capitale e le spese di rimborso.

Chi ha presentato domanda nei termini ha ricevuto (o sta ricevendo) la risposta dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Si chiama Comunicazione delle somme dovute. È il documento che dice quanto pagare, entro quando e con quale piano di rate.

La prima scadenza fissata dalla legge è il 31 luglio 2026. Vale per tutti:

  • chi ha scelto il pagamento in unica soluzione versa tutto entro quella data;
  • chi ha optato per il piano a rate versa la prima rata.

Per molti pensionati e over 60 con vecchie cartelle — bollo auto, tributi locali, contributi — è l’occasione per chiudere i conti con importi alleggeriti. Ma la condizione è una sola: rispettare le scadenze.

Dove trovare la Comunicazione delle somme dovute

La Comunicazione viene inviata all’indirizzo indicato nella domanda di adesione (PEC o posta ordinaria). Se non l’hai ricevuta o non la trovi più, puoi scaricarne una copia in autonomia:

  1. Vai sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e accedi all’area riservata con SPID, CIE o CNS.
  2. Entra nella sezione dedicata alla Definizione agevolata.
  3. Scarica la Comunicazione delle somme dovute con i moduli di pagamento allegati.

Chi non usa internet ha due alternative. Può chiedere la copia tramite il servizio online senza registrazione, allegando un documento. Oppure può farsi aiutare da un CAF o patronato: molti sportelli offrono questo servizio gratuitamente.

Nella Comunicazione trovi anche il piano completo delle rate. Le scadenze successive alla prima seguono un calendario bimestrale, indicato rata per rata nei moduli allegati.

Rottamazione: come pagare entro la scadenza del 31 luglio 2026

Insieme alla Comunicazione arrivano i moduli di pagamento precompilati. Le strade per versare sono diverse:

  1. Paga online dal sito o dall’app di Agenzia delle Entrate-Riscossione, con addebito diretto o carta.
  2. Attiva la domiciliazione bancaria sul conto corrente: le rate successive partiranno da sole.
  3. Usa il modulo allegato in banca, in ufficio postale, dal tabaccaio o agli sportelli ATM abilitati.
  4. In alternativa, prenota un appuntamento presso uno sportello territoriale dell’Agenzia.

Per chi ha più di 60 anni, la domiciliazione bancaria è la scelta più tranquilla. Una volta attivata, non serve ricordarsi ogni scadenza bimestrale. Verifica solo che sul conto ci sia la disponibilità necessaria nei giorni del prelievo.

I 5 giorni di tolleranza: fino a quando si può pagare davvero

La legge prevede un margine di respiro. Il pagamento con un ritardo non superiore a 5 giorni non fa perdere i benefici della definizione agevolata. E non comporta interessi aggiuntivi.

In pratica, per la scadenza del 31 luglio 2026 il versamento resta valido se eseguito entro i primi giorni di agosto. Attenzione però: la tolleranza serve per gli imprevisti, non è una proroga.

Il consiglio è pagare con qualche giorno di anticipo. A fine luglio banche e poste lavorano a ranghi ridotti per le ferie.

Cosa rischia chi non paga: la decadenza

Qui sta il punto più importante. Se il pagamento non arriva (oltre i 5 giorni di tolleranza), scatta la decadenza dalla definizione agevolata. Le conseguenze sono pesanti:

  • si perdono i benefici della rottamazione: sanzioni e interessi di mora tornano dovuti per intero;
  • quanto già versato viene considerato solo un acconto sul debito complessivo;
  • l’Agenzia può riprendere le azioni di recupero, come fermi amministrativi e pignoramenti, nei limiti di legge.

Per la rottamazione-quinquies le regole sono però meno rigide rispetto al passato. Secondo la Legge di Bilancio 2026, la decadenza scatta al mancato pagamento di due rate, anche non consecutive. Un singolo inciampo non fa crollare tutto. Verifica comunque la tua posizione sulla Comunicazione: le condizioni possono variare in base al piano scelto.

Scadenza 31 luglio 2026 anche per la rottamazione-quater

Il 31 luglio 2026 non riguarda solo la quinquies. Nella stessa data cade anche una rata per chi sta ancora pagando la rottamazione-quater (o la sua riammissione).

E qui le regole di decadenza sono differenziate. Per la quater basta saltare una sola rata, oltre la tolleranza dei 5 giorni, per perdere i benefici.

Chi ha piani attivi su entrambe le definizioni deve fare doppia attenzione: due bollettini, stessa scadenza, conseguenze diverse in caso di mancato pagamento. Controlla nell’area riservata quali piani risultano attivi a tuo nome.

E gli avvisi bonari? Ricorda la sospensione estiva

Una precisazione utile per non fare confusione. Ad agosto opera la tradizionale sospensione estiva per l’invio degli esiti dei controlli automatici (i cosiddetti avvisi bonari) e per i relativi termini di pagamento.

Questa pausa però non riguarda le rate della rottamazione. La scadenza del 31 luglio 2026 resta ferma, con i soli 5 giorni di tolleranza. Non aspettarti rinvii d’ufficio per le ferie.

Per il quadro completo degli appuntamenti fiscali del mese, consulta la nostra pagina delle scadenze del mese.

Domande frequenti

Quando scade la rottamazione delle cartelle nel 2026?

La prima scadenza della rottamazione-quinquies è il 31 luglio 2026, per l’unica soluzione o la prima rata. Le rate successive seguono un calendario bimestrale indicato nella Comunicazione delle somme dovute inviata da Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Quando scade il pagamento della rottamazione-quater nel 2026?

Anche per la rottamazione-quater è prevista una rata al 31 luglio 2026, dopo quella di fine maggio. Attenzione: nella quater basta un solo mancato pagamento, oltre i 5 giorni di tolleranza, per decadere e perdere tutti i benefici.

Cosa succede se non pago la rata entro il 31 luglio 2026?

Ci sono 5 giorni di tolleranza. Oltre quel termine si rischia la decadenza: sanzioni e interessi tornano dovuti per intero e quanto versato vale solo come acconto. Per la quinquies la decadenza scatta con due rate non pagate, per la quater ne basta una.

Come funziona la nuova rottamazione 2026?

La rottamazione-quinquies permette di pagare solo capitale e spese, senza sanzioni né interessi di mora. Si versa in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure a rate bimestrali distribuite su più anni, secondo il piano indicato nella Comunicazione delle somme dovute.

Hai trovato utile questa guida? Salva questo articolo o condividilo con chi ha una cartella in rottamazione: una scadenza dimenticata può costare cara.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Agenzia delle Entrate-Riscossione — Comunicazioni delle somme dovute e definizione agevolata (area riservata)

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

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