Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026
La decorrenza della pensione INPS è la data da cui l’assegno comincia a spettare. Per la vecchiaia scatta il primo giorno del mese successivo alla maturazione; per l’anticipata ordinaria dopo 3 mesi di finestra. Il primo assegno si paga il primo giorno bancabile del mese, con arretrati.
Maturare il diritto, far partire la pensione e incassare il primo assegno sono tre momenti diversi. Il Messaggio INPS n. 3113 del 2 ottobre 2026 ha chiarito come cambia la decorrenza pensione INPS per gli autonomi, quando i contributi si regolarizzano dopo la domanda. Ecco le tre date da conoscere, con esempi pratici.
- Maturazione, decorrenza e primo pagamento sono tre date distinte.
- La pensione anticipata ordinaria ha una finestra di 3 mesi (Circolare INPS n. 28/2026).
- Il Messaggio INPS n. 3113/2026 riguarda i contributi autonomi regolarizzati dopo la domanda.
- I dipendenti pubblici hanno finestre più lunghe: 7 o 9 mesi.
- Il primo assegno si paga il primo giorno bancabile del mese, con arretrati dalla decorrenza.
Che cos’è la decorrenza della pensione INPS e quando arriva il primo assegno?
La decorrenza è la data da cui la pensione inizia a spettare. Da quel giorno maturano gli importi, anche se il pagamento arriva dopo.
Non coincide con la data di presentazione della domanda. In molti casi non coincide nemmeno con la data in cui si raggiungono i requisiti.
Per capire il meccanismo servono tre termini:
- Data di maturazione: il giorno in cui si completano età e contributi richiesti.
- Finestra di attesa: il periodo tra la maturazione e la decorrenza. Riguarda la pensione anticipata.
- Primo pagamento: il momento in cui l’assegno arriva sul conto, con gli arretrati dalla decorrenza.
Per le regole in vigore nel 2026 il riferimento è la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, che recepisce la Legge di bilancio 2026.
Per gli autonomi c’è anche il Messaggio INPS n. 3113 del 2 ottobre 2026. Integra la Circolare INPS n. 110 del 7 ottobre 2022 sugli effetti della regolarizzazione dei contributi omessi.
| Fase | Cosa significa | Quando avviene |
|---|---|---|
| Maturazione | Si raggiungono età e contributi richiesti | Dipende dalla storia contributiva |
| Finestra | Periodo di attesa prima della decorrenza | 3 mesi per l’anticipata ordinaria nel settore privato |
| Decorrenza | La pensione comincia a spettare | Primo giorno del mese successivo alla finestra o alla maturazione |
| Primo pagamento | L’assegno arriva sul conto | Primo giorno bancabile del mese, con arretrati |
Vediamo ora a chi si applicano queste regole e quali differenze ci sono tra le categorie.
Chi ha diritto alla pensione e cosa cambia tra dipendenti e autonomi?
I requisiti per maturare il diritto sono uguali per dipendenti privati e autonomi. Cambiano alcune condizioni per ottenere l’assegno.
- La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi (INPS).
- La pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (INPS).
- Per le donne servono 41 anni e 10 mesi, fino al 31 dicembre 2026 (INPS).
- I dipendenti devono cessare il rapporto di lavoro per ottenere l’anticipata.
- Per gli autonomi la cessazione dell’attività non è richiesta per l’anticipata.
Il Messaggio INPS n. 3113/2026 riguarda artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali e iscritti alla Gestione Separata. Per questa platea la decorrenza può cambiare quando mancano contributi al momento della domanda.
| Categoria | Finestra pensione anticipata | Cessazione attività |
|---|---|---|
| Dipendenti privati | 3 mesi | Obbligatoria |
| Lavoratori autonomi | 3 mesi | Non richiesta |
| Dipendenti pubblici (maturazione entro il 31/12/2027) | 7 mesi | Obbligatoria |
| Dipendenti pubblici (maturazione dal 1/1/2028) | 9 mesi | Obbligatoria |
Per approfondire i requisiti, leggi la guida ai requisiti della pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi e quella sulla pensione anticipata nel 2026.
Passiamo ora ai numeri: quanto cambiano i requisiti e quando parte davvero l’assegno.
Quanto aspettare per la decorrenza della pensione? Requisiti e tempi 2026-2028
I requisiti crescono con l’adeguamento alla speranza di vita. La Legge di bilancio 2026 lo ha limitato a un solo mese nel 2027 (Circolare INPS n. 28/2026).
| Anno | Vecchiaia (età) | Anticipata uomini | Anticipata donne |
|---|---|---|---|
| 2026 | 67 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| 2027 | 67 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 | 67 anni e 3 mesi | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
L’anticipata ordinaria matura i requisiti e poi decorre dopo la finestra di 3 mesi (Circolare INPS n. 28/2026).
Esempio pratico. Un commerciante raggiunge 42 anni e 10 mesi di contributi il 20 marzo 2026. Le date si susseguono così:
- Maturazione: 20 marzo 2026.
- Fine della finestra di 3 mesi: 20 giugno 2026.
- Decorrenza: 1° luglio 2026, primo giorno del mese successivo.
- Primo pagamento: dopo l’esame della domanda, con arretrati dalla decorrenza.
La decorrenza esatta varia da caso a caso. Dipende dal calcolo dei mesi e dalla data in cui l’INPS definisce la pratica.
Nel prossimo paragrafo vediamo il caso specifico chiarito dall’INPS per gli autonomi.
Cosa ha chiarito l’INPS sulla decorrenza della pensione degli autonomi (Messaggio n. 3113/2026)?
Il messaggio riguarda le domande di pensione anticipata o di invalidità presentate da autonomi con contributi omessi. L’INPS indica alle sedi territoriali quando la decorrenza slitta.
- La decorrenza slitta se, alla data della domanda, manca il requisito contributivo minimo.
- Succede quando i contributi omessi vengono regolarizzati solo dopo la domanda.
- In questo caso la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al saldo dei contributi necessari.
- La regola vale anche per la rateizzazione, se la rata decisiva è pagata dopo la domanda.
- I coltivatori diretti devono avere versato tutte e quattro le rate dell’anno.
Non c’è slittamento, invece, per la contribuzione corrente. Sono i contributi con scadenza legale successiva alla domanda, pagati nei termini ordinari.
| Situazione | Effetto sulla decorrenza |
|---|---|
| Contributi omessi regolarizzati dopo la domanda e decisivi per il diritto | Slitta al mese successivo al saldo |
| Rata decisiva di una rateizzazione pagata dopo la domanda | Slitta al mese successivo al pagamento |
| Contributi correnti pagati entro la scadenza ordinaria | Nessuno slittamento |
| Regolarizzazione non determinante per il diritto | Nessuno slittamento |
Esempio dal messaggio. Un commerciante presenta la domanda di pensione anticipata a marzo. Raggiunge il requisito con i contributi del primo trimestre. Se paga entro la scadenza ordinaria della rata, la domanda non viene respinta e la decorrenza non cambia.
La finestra mobile resta riferita alla data originaria di maturazione dei requisiti. Se alla data della regolarizzazione la finestra è già trascorsa, la pensione può decorrere dal mese successivo al pagamento che completa il requisito.
Altre indicazioni del messaggio:
- Non serve una nuova domanda di pensione, salvo che la regolarizzazione avvenga oltre i termini di decadenza dell’azione giudiziaria.
- Per i contributi a saldo la pensione può essere liquidata in via provvisoria.
- Il saldo va pagato in unica soluzione entro 30 giorni dalla notifica della comunicazione.
- Senza il versamento, la pensione provvisoria è annullata dalla decorrenza originaria. Le somme già pagate sono recuperate, anche a rate.
Per chi ha buchi nella carriera esiste la guida sul buco contributivo nella pensione INPS.
Resta da capire come si presenta la domanda per far partire tutto questo.
Come fare domanda per la pensione e ricevere il primo assegno?
La domanda si presenta all’INPS, a requisiti maturati o in via di maturazione. I tempi dipendono dal tipo di pensione.
- Consultare l’estratto conto contributivo sul sito INPS con SPID, CIE o CNS.
- Controllare eventuali periodi mancanti o contributi omessi, soprattutto per i lavoratori autonomi.
- Regolarizzare i contributi dovuti prima della domanda, se necessario.
- Presentare la domanda online sul portale INPS, tramite contact center o con un patronato.
- Allegare i documenti richiesti e indicare l’IBAN per l’accredito.
- Seguire lo stato della pratica nella sezione dedicata del portale.
- Verificare sul certificato di pensione la data di decorrenza e l’importo.
Documenti utili:
- Documento di identità e codice fiscale.
- Credenziali SPID, CIE o CNS per l’accesso online.
- IBAN del conto su cui ricevere l’assegno.
- Documentazione su eventuali periodi contributivi da valorizzare.
- Prove di versamento dei contributi regolarizzati, se presenti.
Se la domanda viene presentata in ritardo, il diritto non si perde automaticamente. Per i casi di domanda tardiva c’è la guida a domanda di pensione in ritardo e arretrati.
La pensione si paga il primo giorno bancabile del mese. Le date dell’anno sono nel sito ufficiale INPS.
Domande frequenti
Cosa significa decorrenza della pensione?
È la data da cui la pensione inizia a spettare. Da quel giorno maturano gli importi, anche se il pagamento arriva dopo, con gli arretrati.
Quando arriva il primo assegno dopo la domanda?
Dopo che l’INPS ha liquidato la pratica. Il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, con arretrati dalla data di decorrenza.
La finestra di 3 mesi vale anche per gli autonomi?
Sì, per la pensione anticipata ordinaria la finestra è di 3 mesi anche per gli autonomi (Circolare INPS n. 28/2026). Non serve però cessare l’attività.
Se pago i contributi omessi dopo la domanda, cambia la decorrenza?
Sì, se quei contributi sono decisivi per il diritto: la pensione decorre dal mese successivo al saldo (Messaggio INPS n. 3113/2026). Per i contributi correnti pagati nei termini non cambia nulla.
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Fonte: Elaborazione interna — INPS – Pensioni dei lavoratori autonomi: chiarimenti (Messaggio n. 3113/2026) | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
