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Pensione 2027: puoi rinunciare alle detrazioni, ecco quando conviene e come chiederlo all’INPS

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Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026

Dal 15 ottobre 2026 i pensionati possono chiedere all’INPS la rinuncia alle detrazioni o l’aliquota IRPEF più elevata sulla pensione 2027 (messaggio INPS n. 3245/2026). La richiesta è online, facoltativa e va rinnovata ogni anno. Serve a evitare conguagli per chi ha altri redditi.

La rinuncia alle detrazioni sulla pensione INPS 2027 è una scelta di pochi minuti, ma può cambiare la trattenuta mensile del prossimo anno. Riguarda soprattutto chi, oltre all’assegno, incassa altri redditi e rischia un conguaglio a sorpresa. Ecco come funziona e quali dati servono.

In sintesi:
  • Le richieste per il periodo d’imposta 2027 partono il 15 ottobre 2026.
  • Si può chiedere l’aliquota più alta, la rinuncia alle detrazioni, o entrambe.
  • La comunicazione va ripresentata ogni anno, altrimenti vale il trattamento ordinario.
  • Senza richiesta, l’INPS applica gli scaglioni IRPEF e le detrazioni previste dalla legge.
  • La richiesta serve soprattutto a chi ha altri redditi oltre alla pensione.

Che cos’è la rinuncia alle detrazioni sulla pensione INPS 2027?

L’INPS è il sostituto d’imposta dei pensionati. Trattiene l’IRPEF direttamente dall’assegno ogni mese.

Calcola l’imposta sul solo importo che eroga. Riconosce le detrazioni per reddito previste dall’art. 13 del TUIR (DPR 917/1986). Non conosce gli altri redditi del pensionato.

Con il messaggio INPS n. 3245 del 13 ottobre 2026 l’Istituto ha aperto, dal 15 ottobre, la raccolta delle richieste per il periodo d’imposta 2027. Le opzioni sono due:

  • aliquota più elevata: l’INPS applica l’aliquota più alta degli scaglioni annui di reddito;
  • rinuncia alle detrazioni: l’INPS non riconosce le detrazioni d’imposta per reddito;
  • entrambe: le due richieste si possono presentare insieme o separatamente.

Senza alcuna comunicazione, l’INPS applica gli scaglioni ordinari. Riconosce le detrazioni in base al reddito erogato (INPS, messaggio n. 3245/2026).

Resta da capire a chi serve davvero.

Chi può chiedere la rinuncia alle detrazioni della pensione?

Può presentare la richiesta chi riceve una pensione o altre prestazioni previdenziali dall’INPS. La comunicazione non è obbligatoria.

Va rinnovata ogni anno. Chi l’aveva presentata per il 2026 e non la ripete torna al trattamento ordinario.

Serve soprattutto a chi ha altri redditi oltre alla pensione, perché l’INPS non li vede. Ecco i casi tipici:

Situazione Cosa succede con la trattenuta ordinaria Rilevanza della richiesta
Solo pensione INPS, nessun altro reddito L’imposta trattenuta corrisponde a quella dovuta Di norma non necessaria
Pensione e altri redditi (affitti, lavoro autonomo, rendite) Le detrazioni possono risultare più alte di quelle spettanti Può evitare il conguaglio in dichiarazione
Più pensioni da enti diversi Ciascun ente calcola l’imposta sul solo importo che eroga Da valutare con CAF o patronato
Pensione con familiari a carico I carichi di famiglia incidono sulle detrazioni Utile aggiornare i dati nel servizio INPS

L’INPS invita anche ad aggiornare i familiari a carico. Questi dati confluiscono nella Certificazione Unica (CU) e alimentano la dichiarazione precompilata.

La rinuncia alle detrazioni comporta una trattenuta mensile più alta. Vediamo di quanto, con un esempio.

Quanto cambia la trattenuta con la rinuncia alle detrazioni? Un esempio

La simulazione è illustrativa e usa le regole fiscali ordinarie. Applica gli scaglioni IRPEF dell’art. 11 del TUIR e la detrazione per pensione dell’art. 13, comma 3, del TUIR.

Un pensionato riceve 18.000 euro lordi l’anno dall’INPS. Affitta anche un immobile e ricava altri 12.000 euro. Il reddito complessivo è di 30.000 euro.

Voce Calcolo INPS (solo pensione) Dichiarazione (reddito complessivo)
Reddito considerato 18.000,00 euro 30.000,00 euro
IRPEF lorda 4.140,00 euro 7.100,00 euro
Detrazione per pensione 1.343,59 euro 636,36 euro
IRPEF netta 2.796,41 euro 6.463,64 euro

La differenza sulle sole detrazioni è di 707,23 euro. L’INPS le ha riconosciute in più perché ignora l’altro reddito.

Questa cifra si somma all’imposta dovuta sull’affitto. In dichiarazione, la quota di reddito oltre 28.000 euro è tassata al 33%.

Con la richiesta di rinuncia, l’INPS trattiene più imposta durante l’anno. Il saldo a conguaglio si riduce.

Importi riferiti a ottobre 2026, calcolati con le formule degli artt. 11 e 13 TUIR (DPR 917/1986) e senza addizionali regionali e comunali. L’importo effettivo dipende dalla situazione individuale. Verifica su INPS.it.

Chi non ha altri redditi non ha un conguaglio da evitare. In quel caso la rinuncia produce una trattenuta più alta del dovuto, recuperabile solo con la dichiarazione dei redditi.

Le detrazioni non riconosciute dall’INPS ma spettanti si recuperano nella dichiarazione annuale. Passiamo alla procedura.

Come presentare la richiesta di rinuncia alle detrazioni all’INPS?

La richiesta si presenta online, dal servizio INPS “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”.

  1. Accedere al portale INPS.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Cercare il servizio “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”.
  3. Scegliere l’aliquota più elevata, il non riconoscimento delle detrazioni, o entrambe le opzioni.
  4. Verificare e aggiornare i dati dei familiari a carico.
  5. Controllare il riepilogo e inviare la richiesta.
  6. Conservare la ricevuta di presentazione.

Chi preferisce può farsi assistere da un CAF o da un patronato. Ecco cosa tenere a portata di mano:

  • credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS);
  • codice fiscale proprio e dei familiari a carico;
  • ultima CU e, se disponibile, l’ultima dichiarazione dei redditi;
  • stima degli altri redditi che si percepiranno nel 2027.

Domande frequenti sulla rinuncia alle detrazioni della pensione 2027

La richiesta è obbligatoria per tutti i pensionati?

No, la comunicazione è facoltativa. Senza richiesta l’INPS applica gli scaglioni IRPEF ordinari e riconosce le detrazioni in base al reddito erogato (messaggio INPS n. 3245/2026).

Chi l’ha presentata per il 2026 deve rifarla?

Sì, la comunicazione va rinnovata ogni anno. Chi non la ripete per il 2027 torna al trattamento fiscale ordinario, con scaglioni e detrazioni previsti dalla normativa.

Si possono recuperare le detrazioni non riconosciute?

Sì, chi ne ha diritto può far valere le detrazioni nella dichiarazione dei redditi annuale. La verifica spetta a un CAF o a un patronato, in base alla situazione individuale.

Da ricordare:

  • le richieste per il 2027 sono aperte dal 15 ottobre 2026;
  • la comunicazione è facoltativa e annuale;
  • serve soprattutto a chi ha altri redditi oltre alla pensione.

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Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS, Notizie: Dichiarazione periodo d’imposta 2027, domande dal 15 ottobre (messaggio n. 3245/2026) | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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