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Pensionato con la sola pensione: nel 2026 paghi davvero le tasse? Le soglie esatte e come verificarlo sul cedolino INPS

pensionato paga tasse solo pensione 2026

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026

Un pensionato che paga tasse solo sulla pensione nel 2026 è esente da IRPEF fino a 8.500 euro lordi l’anno, grazie alla detrazione dell’art. 13 TUIR. Oltre quella soglia scattano imposta e addizionali regionale e comunale, trattenute sul cedolino INPS.

“Ho solo la pensione, quindi non pago tasse”. È la frase che si sente più spesso al bar e allo sportello del patronato. Ma il cedolino racconta un’altra storia: sotto la voce trattenute si nascondono tre prelievi diversi, e due li decidono Regione e Comune. Ecco come distinguerli, riga per riga.

In sintesi:
  • La no tax area per i pensionati è di 8.500 euro annui lordi.
  • La detrazione base per redditi da pensione è 1.955 euro (art. 13 TUIR).
  • Le addizionali locali non si pagano se l’IRPEF risulta pari a zero.
  • L’addizionale regionale ha un’aliquota base dell’1,23%, maggiorabile dalle Regioni.
  • Tabella completa, simulazione su sei fasce di pensione e guida al cedolino nelle sezioni seguenti.

Che cosa significa davvero “pensione esente da tasse”?

Significa una cosa sola: l’IRPEF dovuta sulla pensione è azzerata dalle detrazioni. Non significa che la pensione sia fuori dal fisco.

La pensione è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Entra nel reddito complessivo e viene tassata con le aliquote IRPEF a scaglioni.

Il primo scaglione, fino a 28.000 euro, si applica con aliquota del 23% (art. 11 del TUIR, DPR n. 917/1986). Dentro quello scaglione ricade la quasi totalità di chi ha la pensione come unico reddito.

Sull’imposta lorda si applica poi la detrazione per redditi da pensione prevista dall’art. 13, comma 3, del TUIR. Quando la detrazione è pari o superiore all’imposta lorda, l’IRPEF si azzera. È la cosiddetta no tax area.

  • La detrazione massima per redditi da pensione è di 1.955 euro annui.
  • Si applica per intero fino a 8.500 euro di reddito complessivo.
  • L’importo di 1.955 euro è stato reso strutturale dalla Legge n. 207/2024, dopo l’introduzione con il D.Lgs. n. 216/2023.
  • La detrazione va rapportata ai giorni di pensione nell’anno: chi va in pensione a metà anno ne riceve una quota.
  • In ogni caso la detrazione non scende sotto i 713 euro annui.

Alcuni trattamenti restano invece esenti per legge e non concorrono nemmeno al reddito complessivo: pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento e assegno sociale.

Chi percepisce solo queste prestazioni non compare proprio nel calcolo IRPEF. Per tutti gli altri, la domanda diventa: dove si ferma esattamente la soglia?

Chi è il pensionato che paga tasse solo sulla pensione nel 2026 e quando è esente?

Non paga IRPEF chi ha un reddito complessivo annuo entro la no tax area e nessun altro reddito rilevante. La soglia per i pensionati è 8.500 euro lordi l’anno.

Tradotto in cedolino: circa 653 euro lordi al mese su 13 mensilità. Sotto quel livello, l’imposta lorda del 23% viene interamente assorbita dalla detrazione.

Situazione del pensionato IRPEF sulla pensione Riferimento normativo
Solo pensione, fino a 8.500 euro annui Nessuna imposta dovuta Art. 13 c. 3 TUIR
Solo pensione, oltre 8.500 euro annui Imposta dovuta sulla parte eccedente le detrazioni Art. 11 e 13 TUIR
Pensione di invalidità civile o assegno sociale Prestazione esente, fuori dal reddito complessivo Art. 34 L. n. 388/2000
Pensione più seconda pensione o altro reddito Tassazione sul totale, con rischio di conguaglio a debito Art. 8 TUIR
Pensione più abitazione principale Nessun effetto: la rendita è deducibile Art. 10 c. 3-bis TUIR

La quarta riga è quella che crea più sorprese. Due assegni distinti, presi singolarmente, possono entrambi restare sotto soglia. Sommati, no.

L’INPS come sostituto d’imposta applica le ritenute su quanto conosce, salvo conguaglio. Chi si trova in questa situazione può chiedere all’INPS di cumulare i trattamenti ai fini fiscali, come spiegato nella guida su aliquote e ritenute sul cedolino della pensione.

Quanto paga di tasse un pensionato con la sola pensione nel 2026?

La tabella mostra il calcolo IRPEF su sei livelli di pensione annua lorda, con aliquota del 23% e detrazione dell’art. 13 comma 3 del TUIR. Sono importi teorici, calcolati sulla sola pensione e senza altre detrazioni.

Pensione annua lorda IRPEF lorda (23%) Detrazione art. 13 TUIR IRPEF netta annua
8.500 euro 1.955 euro 1.955 euro 0 euro
10.000 euro 2.300 euro 1.665 euro 635 euro
12.000 euro 2.760 euro 1.279 euro 1.481 euro
15.000 euro 3.450 euro 700 euro 2.750 euro
18.000 euro 4.140 euro 640 euro 3.500 euro
22.000 euro 5.060 euro 560 euro 4.500 euro

Si nota subito una cosa: la detrazione cala man mano che il reddito sale. Tra 8.500 e 15.000 euro si riduce secondo la formula dell’art. 13 comma 3 lettera b), poi prosegue in discesa fino ad azzerarsi a 50.000 euro. È il motivo per cui l’imposta cresce più in fretta del reddito.

Esempio di calcolo. Una pensione di 923 euro lordi al mese su 13 mensilità fa 12.000 euro l’anno. L’imposta lorda è 2.760 euro, la detrazione spettante circa 1.279 euro.

Restano 1.481 euro di IRPEF, cioè circa 114 euro trattenuti ogni mese. A questi si aggiungono le addizionali locali: con aliquota regionale dell’1,23% e comunale ipotetica dello 0,60%, sono altri 220 euro l’anno circa. Il prelievo complessivo sfiora i 1.700 euro annui su una pensione che molti considerano “esente”.

Importi riferiti al periodo d’imposta 2026, calcolati sulle aliquote e detrazioni vigenti. L’importo effettivo dipende dalla situazione individuale e dall’aliquota deliberata da Regione e Comune di residenza. Verifica su INPS.it.

La parte che sfugge quasi sempre è proprio l’ultima: le due addizionali. Vediamo dove si nascondono.

Dove si nascondono addizionale regionale e comunale?

Le addizionali IRPEF non sono decise dallo Stato. Le stabiliscono Regione e Comune di residenza, con aliquote e soglie di esenzione proprie. Per questo due pensionati con lo stesso assegno possono avere cedolini diversi.

La regola base è però nazionale: le addizionali sono dovute solo se, per lo stesso anno, l’IRPEF risulta effettivamente dovuta al netto delle detrazioni.

Lo prevedono l’art. 50 del D.Lgs. n. 446/1997 per la regionale e l’art. 1 del D.Lgs. n. 360/1998 per la comunale. Chi resta nella no tax area non paga né IRPEF né addizionali.

Prelievo Chi decide l’aliquota Misura di riferimento Quando scatta
IRPEF nazionale Stato 23% sul primo scaglione fino a 28.000 euro Reddito oltre la no tax area
Addizionale regionale Regione di residenza Aliquota base 1,23%, maggiorabile per legge Solo se l’IRPEF risulta dovuta
Addizionale comunale Comune di residenza Fino allo 0,80% (aliquota massima ordinaria) Se l’IRPEF è dovuta e si supera l’eventuale soglia comunale
Conguaglio di fine anno INPS come sostituto d’imposta Variabile in base ai redditi comunicati In presenza di più trattamenti o altri redditi

C’è poi un dettaglio di calendario che spiega molte telefonate ai patronati a gennaio. Le addizionali non si pagano nell’anno in cui maturano, ma l’anno dopo.

Il saldo dell’anno precedente viene trattenuto in undici rate, da gennaio a novembre. L’acconto dell’addizionale comunale, pari al 30%, viene trattenuto in nove rate da marzo a novembre.

Risultato: a dicembre il cedolino è più leggero, a gennaio torna il prelievo. Non è un errore, è il ciclo delle rate, come approfondito nell’analisi sulle addizionali comunali IRPEF per i pensionati.

Le aliquote deliberate dal proprio Comune sono consultabili sul portale del Dipartimento delle Finanze. Ma il modo più rapido per capire quanto si paga resta il cedolino.

Come verificare le trattenute sul cedolino INPS?

Il cedolino della pensione riporta, mese per mese, importo lordo, trattenute e importo netto. Si consulta online in pochi passaggi.

  1. Accedi al portale MyINPS su inps.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Apri la sezione “Pensione e Previdenza” e seleziona il Fascicolo previdenziale del cittadino.
  3. Scegli la voce “Cedolino della pensione” e imposta il mese da controllare.
  4. Individua la riga “Ritenuta IRPEF netta“: è l’imposta statale trattenuta nel mese.
  5. Controlla separatamente le righe “Addizionale regionale” e “Addizionale comunale”.
  6. Confronta dicembre con gennaio per capire l’effetto delle rate delle addizionali.
  7. Scarica la Certificazione Unica per il riepilogo annuale di tutte le trattenute.

Per la verifica servono pochi documenti:

  • Credenziali SPID, CIE o CNS attive.
  • Codice fiscale del titolare della pensione.
  • Certificazione Unica rilasciata dall’INPS per l’anno di riferimento.
  • Eventuali certificazioni di altri redditi o di una seconda pensione.

Se la trattenuta appare incoerente con il reddito dichiarato, la verifica può essere fatta con l’aiuto di un CAF o di un patronato. È lo stesso percorso descritto nella guida su come leggere il cedolino della pensione.

Domande frequenti

Come vengono tassate le pensioni nel 2026?

Con l’IRPEF a scaglioni, trattenuta alla fonte dall’INPS che agisce da sostituto d’imposta. Sul primo scaglione, fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%. Si aggiungono addizionale regionale e comunale.

Un pensionato con 8.000 euro l’anno paga tasse?

No. Con 8.000 euro di reddito da pensione l’imposta lorda è azzerata dalla detrazione dell’art. 13 TUIR. Non sono dovute nemmeno le addizionali, perché seguono l’IRPEF.

Perché la pensione di gennaio è più bassa?

Perché a gennaio riparte la trattenuta a rate delle addizionali regionale e comunale dell’anno precedente, sospesa a dicembre. Può incidere anche il conguaglio fiscale di fine anno.

Le addizionali locali si pagano anche se l’IRPEF è zero?

No. Le addizionali sono dovute solo se l’IRPEF risulta effettivamente dovuta dopo le detrazioni (art. 50 D.Lgs. 446/1997). Chi resta nella no tax area non versa nulla.

Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. Per una verifica sulla propria posizione fiscale, il riferimento resta l’INPS o un CAF o patronato abilitato.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente (art. 11 e 13 DPR n. 917/1986, D.Lgs. n. 446/1997, D.Lgs. n. 360/1998, Legge n. 207/2024) — Agenzia delle Entrate e INPS | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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