Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026
Chi è disoccupato a 60 anni percepisce la NASpI per un massimo di 24 mesi, pari alla metà delle settimane contribuite negli ultimi quattro anni. Il periodo indennizzato è coperto da contributi figurativi INPS. Al termine, con 63 anni e 5 mesi e 30 anni di contributi, si accede all’APE sociale.
Non sono solo i giovani a cercare lavoro. Per un disoccupato a 60 anni la pensione diventa una domanda che nessuno fa ad alta voce: come si arriva al traguardo senza lasciare un buco nell’estratto conto. Le regole INPS una risposta ce l’hanno, ma va costruita subito, non alla domanda di pensione.
- La NASpI dura al massimo 24 mesi, mai di più.
- I periodi indennizzati sono coperti da contributi figurativi INPS.
- L’APE sociale per disoccupati chiede 63 anni e 5 mesi.
- Dal 2027 i requisiti di pensione salgono di un mese.
- Tabelle di durata, importi e simulazione nelle sezioni seguenti.
Cosa succede a chi resta disoccupato a 60 anni?
La perdita del lavoro dopo i 58 anni non è un episodio di disoccupazione come gli altri. È un ponte verso la pensione, con una durata definita per legge.
Gli strumenti previsti dall’ordinamento italiano sono tre, in sequenza:
- NASpI: indennità di disoccupazione disciplinata dal Decreto Legislativo n. 22/2015.
- Contributi figurativi: accredito INPS gratuito durante il periodo indennizzato.
- APE sociale: anticipo pensionistico per disoccupati, prorogato al 31 dicembre 2026 dalla Legge n. 199/2025.
Tra la fine della NASpI e l’età pensionabile resta quasi sempre uno spazio scoperto. È lì che si decide tutto. Per capirne l’ampiezza serve partire dalla durata dell’indennità.
Quanto dura la NASpI dopo i 60 anni?
La durata non dipende dall’età. Dipende solo dai contributi versati.
La NASpI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni (INPS, scheda prestazione NASpI). Il tetto massimo è di 104 settimane, cioè 24 mesi.
I requisiti di accesso sono due:
- Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, dimissioni per giusta causa, scadenza del contratto.
- Almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni.
| Settimane contribuite (ultimi 4 anni) | Durata NASpI spettante | Mesi indicativi |
|---|---|---|
| 52 settimane (1 anno) | 26 settimane | 6 mesi |
| 104 settimane (2 anni) | 52 settimane | 12 mesi |
| 156 settimane (3 anni) | 78 settimane | 18 mesi |
| 208 settimane (4 anni) | 104 settimane | 24 mesi (tetto massimo) |
C’è un dettaglio favorevole agli over 55. La riduzione del 3% mensile dell’assegno parte dal sesto mese per la generalità dei beneficiari.
Per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda, invece, scatta dal primo giorno dell’ottavo mese. Sono due mensilità piene in più a importo intero.
Chiarita la durata, resta da capire quanto entra ogni mese sul conto.
Quanto spetta di NASpI? Importi 2026
L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni. La Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 ha fissato i valori aggiornati.
La retribuzione di riferimento 2026 è di 1.456,72 euro mensili. L’importo massimo erogabile è di 1.584,70 euro lordi al mese.
La formula è a due scaglioni. Fino alla soglia si applica il 75%. Sulla parte eccedente si aggiunge il 25%.
| Retribuzione media mensile | Calcolo applicato | NASpI lorda mensile |
|---|---|---|
| 1.000,00 € | 75% della retribuzione | 750,00 € |
| 1.456,72 € | 75% della soglia | 1.092,54 € |
| 2.000,00 € | 75% soglia + 25% eccedenza | 1.228,36 € |
| 2.500,00 € | 75% soglia + 25% eccedenza | 1.353,36 € |
| 3.500,00 € e oltre | Si applica il tetto massimo | 1.584,70 € |
Esempio di calcolo. Un impiegato di 60 anni viene licenziato dopo quattro anni pieni di lavoro, con retribuzione media di 2.000 euro mensili.
- Settimane maturate: 104, cioè 24 mesi di indennità.
- Assegno lordo mensile: 1.228,36 euro.
- Riduzione del 3%: dall’ottavo mese, avendo più di 55 anni.
Resta la domanda che conta davvero: quei mesi valgono per la pensione?
I contributi figurativi coprono il buco fino alla pensione?
Sì, per il periodo indennizzato. Durante l’erogazione della NASpI l’INPS accredita contributi figurativi senza alcun onere a carico del beneficiario.
Questi contributi sono utili sia per il diritto alla pensione sia per la sua misura (INPS, scheda prestazione NASpI). Tre precisazioni valgono più di ogni altra:
- L’accredito è rapportato alla retribuzione, entro il massimale annuo fissato dalla Circolare INPS n. 4/2026.
- Chi sceglie la NASpI anticipata in unica soluzione perde il diritto alla contribuzione figurativa.
- Terminata la NASpI l’accredito si ferma. Da quel momento il periodo resta scoperto.
Per coprire lo scoperto esiste la strada dei contributi volontari INPS, soggetta ad autorizzazione e a requisiti propri. La scelta dipende dalla posizione contributiva individuale e va valutata con un patronato.
Superata la fase NASpI, si apre la porta dell’anticipo pensionistico.
Chi ha diritto all’APE sociale da disoccupato?
L’APE sociale è un’indennità ponte che accompagna alla pensione di vecchiaia. La Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026 ne ha confermato la proroga per tutto il 2026.
Per i disoccupati i requisiti sono cumulativi:
- Età di 63 anni e 5 mesi, da maturare entro il 31 dicembre 2026.
- Almeno 30 anni di contributi.
- Integrale conclusione della prestazione NASpI.
- Cessazione involontaria del rapporto di lavoro.
| Elemento | Disciplina 2026 |
|---|---|
| Età minima | 63 anni e 5 mesi |
| Contributi minimi | 30 anni |
| Importo massimo | 1.500 euro lordi mensili |
| Mensilità | 12, senza tredicesima |
| Durata | Fino alla pensione di vecchiaia |
| Finestre di domanda | 31 marzo, 15 luglio, 30 novembre |
Alle madri lavoratrici il requisito contributivo si riduce di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 24 mesi. I dettagli sono nella nostra guida all’APE sociale 2026.
Un avvertimento sul calendario. Dal 1° gennaio 2027 i requisiti di pensione aumentano di un mese per l’adeguamento alla speranza di vita, come illustrato nell’approfondimento sui nuovi requisiti pensionistici 2027-2028. Chi resta senza lavoro oggi deve fare i conti con quella data.
Come controllare l’estratto conto INPS? Procedura completa
Il buco contributivo non si scopre alla domanda di pensione. Si scopre adesso, e si corregge finché c’è tempo.
- Accedi al portale INPS.it con SPID, CIE o CNS.
- Cerca il servizio “Estratto conto contributivo” nella sezione Prestazioni e servizi.
- Scarica il prospetto completo e salvalo in PDF.
- Verifica anno per anno le settimane accreditate e i periodi vuoti.
- Confronta i dati con buste paga, lettere di assunzione e certificati di servizio.
- Segnala i periodi mancanti con il servizio “Richiesta di variazione della posizione assicurativa”.
- Rivolgiti a un patronato se emergono periodi da riscattare, ricongiungere o coprire con versamenti volontari.
Documenti utili per il controllo:
- Documento di identità e tessera sanitaria.
- Buste paga e Certificazione Unica degli anni da verificare.
- Lettere di assunzione e di cessazione dei rapporti di lavoro.
- Eventuali provvedimenti di riscatto o ricongiunzione già emessi.
Chi trova periodi scoperti trova anche il modo di intervenire: la nostra guida su estratto conto integrato INPS spiega come leggere il documento riga per riga.
Domande frequenti
Cosa può fare chi è disoccupato a 60 anni per la pensione?
Può chiedere la NASpI entro 68 giorni dalla cessazione, fino a 24 mesi con contributi figurativi. Al termine, con 63 anni e 5 mesi e 30 anni di contributi, può presentare domanda di APE sociale.
Come funziona la disoccupazione dopo i 60 anni?
Le regole sono identiche a quelle degli altri lavoratori, con un vantaggio: chi ha almeno 55 anni alla domanda subisce la riduzione del 3% mensile dall’ottavo mese, anziché dal sesto (D.lgs. 22/2015).
I contributi figurativi della NASpI valgono per la pensione?
Sì. L’INPS li accredita gratuitamente durante l’erogazione e valgono sia per il diritto alla pensione sia per il suo importo. Chi sceglie la NASpI anticipata in unica soluzione perde questo accredito.
Si può chiedere l’APE sociale mentre si percepisce la NASpI?
No. Il requisito richiede l’integrale conclusione della prestazione di disoccupazione. La verifica delle condizioni va presentata all’INPS entro il 31 marzo, il 15 luglio o il 30 novembre.
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. Per una verifica della propria posizione contributiva è possibile rivolgersi a INPS, CAF o patronato.
Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — NASpI: indennità mensile di disoccupazione | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
