Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026
Alla morte dell’iscritto prima della pensione, il capitale del fondo pensione spetta ai beneficiari da lui designati o, in mancanza, agli eredi (art. 14, D.Lgs. 252/2005). Non è soggetto a imposta di successione. Il riscatto si chiede al fondo e si tassa con aliquota dal 15% al 9%.
Che fine fanno anni di versamenti nel fondo pensione dopo la morte del titolare? Il capitale non sparisce e non resta sempre al fondo. Conta una scelta che molti iscritti non ricordano di aver fatto: la designazione dei beneficiari. Ecco chi incassa, quanto si paga di tasse e come si procede.
- Se l’iscritto muore prima della pensione, la posizione individuale viene riscattata da beneficiari designati o eredi.
- L’iscritto può designare persone fisiche o giuridiche, anche con quote diverse.
- Il capitale riscattato non rientra nell’imposta di successione (Agenzia delle Entrate).
- L’aliquota sul riscatto va dal 15% al 9%, in base agli anni di partecipazione al fondo.
- La domanda di riscatto si presenta direttamente al fondo pensione.
Che cos’è il riscatto per decesso del fondo pensione?
Il riscatto per decesso (o riscatto per premorienza) è il diritto di incassare la posizione individuale quando l’aderente muore prima di maturare la pensione complementare.
La regola è nell’articolo 14, comma 3, del D.Lgs. 252/2005, la legge sulla previdenza complementare. La norma stabilisce tre punti:
- L’intera posizione maturata viene riscattata dagli eredi oppure dai soggetti designati dall’aderente.
- I designati possono essere persone fisiche o giuridiche.
- Il fondo non decide da solo: segue la designazione o la legge.
Il capitale non fa parte del patrimonio ereditario in senso ordinario. Le somme erogate a eredi o beneficiari non sono soggette a imposta di successione (Agenzia delle Entrate, Circolare 70/E del 18 dicembre 2007).
Ma chi può concretamente incassare? Vediamolo subito.
Chi ha diritto al capitale del fondo pensione dopo la morte dell’iscritto?
Il diritto dipende da chi è stato indicato e dal tipo di fondo. La tabella riassume i casi previsti dall’art. 14, comma 3, D.Lgs. 252/2005.
| Situazione | Chi riscatta la posizione |
|---|---|
| L’iscritto ha designato uno o più beneficiari | I beneficiari designati, anche in quote diverse |
| Nessuna designazione, ci sono eredi | Gli eredi |
| Nessun erede né designato, forma individuale (PIP, fondo aperto) | La posizione è devoluta a finalità sociali, con le modalità fissate da decreto del Ministro del lavoro |
| Nessun erede né designato, forma collettiva (fondo negoziale) | La posizione resta acquisita al fondo pensione |
Sulla designazione dei beneficiari vale quanto segue:
- Si comunica al fondo, di solito con un modulo dedicato.
- I beneficiari possono essere familiari, ma anche persone senza legami di parentela.
- Possono essere indicati anche enti, associazioni o altre persone giuridiche.
- Il regolamento del fondo disciplina i dettagli operativi, come la ripartizione delle quote.
Se l’iscritto è già in pensione complementare, le regole dipendono dalla rendita scelta. L’art. 11, comma 5, D.Lgs. 252/2005 prevede che gli schemi di rendita vitalizia disciplinino il decesso del beneficiario in uno di due modi:
- restituzione del montante residuo ai soggetti indicati;
- erogazione a loro di una rendita calcolata sul montante residuo.
Chiarito chi incassa, resta la domanda sul peso fiscale.
Quante tasse si pagano sul fondo pensione alla morte del titolare?
Sul riscatto non si paga l’imposta di successione. Si applica invece la tassazione propria delle prestazioni di previdenza complementare.
L’aliquota massima è il 15%. Si riduce di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo. La riduzione massima è di 6 punti, quindi l’aliquota minima è il 9% (art. 11, D.Lgs. 252/2005).
| Anni di partecipazione al fondo | Anni oltre il 15° | Aliquota |
|---|---|---|
| 15 o meno | 0 | 15% |
| 20 | 5 | 13,5% |
| 25 | 10 | 12% |
| 30 | 15 | 10,5% |
| 35 o più | 20 o più | 9% |
Esempio di calcolo. Un iscritto da 25 anni lascia una posizione di 40.000 euro. Per semplicità si ipotizza che l’intero importo sia soggetto alla tassazione ordinaria.
- Anni oltre il quindicesimo: 10.
- Riduzione: 10 × 0,30 = 3 punti, quindi aliquota del 12%.
- Imposta: 40.000 × 12% = 4.800 euro.
- Importo netto riscosso dai beneficiari: 35.200 euro.
Una parte della posizione può essere tassata diversamente, a seconda dei contributi dedotti e del periodo di maturazione.
Una novità normativa merita attenzione. Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 ha approvato il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026). Le sue disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2027. Per i riscatti presentati dopo quella data, l’articolo di riferimento per l’aliquota va verificato con il fondo o su Normattiva.
Definita la parte fiscale, ecco come si passa all’azione.
Come fare domanda di riscatto agli eredi? Procedura completa
La richiesta si presenta al fondo pensione, non a un notaio né all’Agenzia delle Entrate. I dettagli possono variare da fondo a fondo.
- Il decesso viene comunicato al fondo pensione, con i dati della persona deceduta.
- Si richiede il modulo di riscatto per decesso, sul sito del fondo o presso la sede.
- Si verifica se il fondo ha in deposito una designazione dei beneficiari.
- Ogni avente diritto compila il modulo con i propri dati e le coordinate bancarie.
- Si allegano i documenti richiesti dal fondo.
- La domanda viene inviata con le modalità indicate nel modulo.
- Il fondo comunica la liquidazione, con l’importo netto e l’imposta trattenuta.
I documenti di solito richiesti sono questi. L’elenco esatto è nel modulo del fondo:
- certificato di morte dell’iscritto;
- documento d’identità e codice fiscale di chi chiede il riscatto;
- dichiarazione che attesta la qualità di erede, quando non c’è una designazione;
- IBAN per l’accredito;
- copia della dichiarazione di successione, se dovuta e richiesta dal fondo.
Restano alcuni dubbi frequenti, che raccogliamo qui sotto.
Domande frequenti
Cosa succede al fondo pensione con la morte del titolare?
La posizione viene riscattata da eredi o beneficiari designati (art. 14, comma 3, D.Lgs. 252/2005). Senza né gli uni né gli altri, il destino dipende dal tipo di fondo.
Come si richiede il riscatto totale agli eredi?
Si presenta domanda al fondo pensione con il modulo di riscatto per decesso, il certificato di morte e i documenti dell’avente diritto. Il fondo comunica poi l’importo netto liquidato.
Cosa succede se uno dei beneficiari designati muore prima?
La legge consente più designati e quote diverse. Come si ridistribuisce la quota dipende dal regolamento del fondo e dal modulo di designazione depositato.
Il fondo pensione entra nell’imposta di successione?
No. Il capitale riscattato da eredi o beneficiari non è soggetto a imposta di successione (Agenzia delle Entrate, Circolare 70/E del 18 dicembre 2007). Resta la tassazione sul riscatto.
Fonte: Elaborazione interna — D.Lgs. 252/2005 su Normattiva, COVIP, Agenzia delle Entrate | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
