La Corte Costituzionale ha stabilito che negare la pensione di reversibilità alle coppie omosessuali è incostituzionale, anche quando l’unione era stata formalizzata all’estero prima della legge Cirinnà del 2016. Il partner superstite può ora chiedere la prestazione all’INPS, presentando domanda con la documentazione che attesta il legame.
È una decisione che cambia la vita di molte persone rimaste, fino a ieri, senza alcuna tutela. La Consulta ha riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità per le coppie omosessuali, colmando un vuoto che per anni aveva penalizzato chi aveva costruito una vita insieme.
Il problema riguardava chi si era unito prima che la legge italiana riconoscesse le unioni civili. Vediamo con calma cosa significa, chi riguarda e cosa fare adesso, senza confondere la novità giuridica con le regole sulla reversibilità che già esistevano.
In sintesi
- Cosa è successo: la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale escludere il partner superstite di una coppia omosessuale dalla pensione di reversibilità.
- Chi riguarda: le coppie dello stesso sesso che avevano formalizzato l’unione all’estero prima della legge Cirinnà (2016).
- Cosa cambia: il partner superstite viene equiparato al coniuge o alla parte dell’unione civile ai fini della reversibilità.
- Cosa fare: presentare domanda di pensione ai superstiti all’INPS, allegando la documentazione del legame.
- Gli importi restano quelli ordinari della reversibilità: non cambiano percentuali e requisiti reddituali.
Cos’è la pensione di reversibilità e cosa ha deciso la Corte
La pensione di reversibilità è la quota di pensione trasferita ai familiari superstiti quando muore una persona titolare di pensione o che aveva versato contributi. Di solito spetta al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ai genitori o ai fratelli a carico.
Il problema, fino a oggi, era questo: molte coppie omosessuali si erano sposate o unite all’estero prima del 2016, cioè prima che in Italia arrivasse la legge sulle unioni civili (la legge Cirinnà, legge n. 76 del 2016).
Per l’ordinamento italiano quel legame, nato all’estero, non veniva pienamente riconosciuto ai fini previdenziali. Il risultato era pesante: alla morte del partner, il compagno o la compagna superstite si vedeva negare la reversibilità.
La Corte Costituzionale ha giudicato questa esclusione contraria alla Costituzione, perché crea una disparità di trattamento ingiustificata. In queste condizioni, il partner superstite deve essere trattato come un coniuge o una parte dell’unione civile.
Chi ha diritto alla reversibilità per le coppie omosessuali dopo la sentenza
La novità sulla pensione di reversibilità per le coppie omosessuali riguarda in modo specifico chi si trova in questa situazione:
- persone che avevano formalizzato all’estero un matrimonio o un’unione con un partner dello stesso sesso;
- quando questa unione è avvenuta prima dell’entrata in vigore della legge sulle unioni civili in Italia;
- e il cui partner, titolare di pensione o di contributi, è poi venuto a mancare.
Attenzione a una distinzione importante: la sentenza interviene sul riconoscimento del legame. Superato quell’ostacolo, valgono le stesse regole previste per tutti.
Chi era già unito civilmente in Italia, infatti, aveva già diritto alla reversibilità: la parte dell’unione civile è equiparata per legge al coniuge anche ai fini previdenziali.
Diverso è il caso delle semplici convivenze di fatto, senza unione civile né matrimonio. Lì le regole restano più restrittive, perché il diritto è legato al vincolo formale, non alla sola convivenza.
Quanto spetta: importi e percentuali
Su questo punto non cambia nulla: si applicano le percentuali ordinarie della pensione ai superstiti. In linea generale, al solo coniuge (o partner ora equiparato) spetta il 60% della pensione del defunto.
La quota sale se ci sono figli aventi diritto. Restano valide anche le regole sui limiti di cumulo con altri redditi del superstite, che possono ridurre l’importo oltre certe soglie.
Il calcolo esatto dipende dai contributi versati e dalla situazione familiare. Conviene farsi assistere da un patronato o verificare i dati nel proprio fascicolo previdenziale INPS.
Come fare domanda all’INPS
La prestazione non arriva in automatico: va richiesta. Ecco i passaggi principali:
- Raccogli la documentazione che attesta l’unione formalizzata all’estero (certificato di matrimonio o di unione) e i documenti del defunto.
- Presenta la domanda di pensione ai superstiti all’INPS, tramite il portale online con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendoti a un patronato.
- Allega i documenti richiesti e indica con chiarezza la tua situazione, facendo riferimento al riconoscimento del legame.
- Conserva la ricevuta di presentazione e segui lo stato della pratica nella tua area personale INPS.
Vista la specificità di questi casi, è particolarmente utile farsi seguire da un patronato: l’assistenza è gratuita e aiuta a presentare la pratica nel modo corretto, evitando rigetti per documentazione incompleta.
Domande frequenti
Le coppie omosessuali di fatto hanno diritto alla pensione di reversibilità?
No, la semplice convivenza non basta. Il diritto è legato a un vincolo formale: matrimonio o unione civile. La sentenza della Corte riguarda chi aveva formalizzato l’unione all’estero prima della legge Cirinnà, non le convivenze di fatto prive di riconoscimento giuridico.
A chi non spetta la pensione di reversibilità?
Non spetta a chi era solo convivente, senza matrimonio o unione civile, né ai partner privi di un legame formalmente riconosciuto. La prestazione può inoltre essere ridotta in presenza di altri redditi oltre le soglie previste o in mancanza dei requisiti contributivi del defunto.
Cosa cambia nel 2026 per la reversibilità delle coppie omosessuali?
Cambia il riconoscimento del legame: il partner superstite di una coppia dello stesso sesso unita all’estero prima del 2016 non può più essere escluso dalla reversibilità. Le percentuali e i requisiti reddituali della prestazione, invece, restano quelli ordinari già in vigore.
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Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.
Fonti ufficiali: Corte Costituzionale — INPS, Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta).
