SALUTE & WELFARE

Progetto di vita disabilità: domanda INPS 2026

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La domanda per il progetto di vita si presenta online dal portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite l’ambito territoriale sociale del Comune o un patronato. Serve il verbale che accerta la disabilità e la residenza in un territorio della sperimentazione. Poi l’unità di valutazione multidimensionale convoca la persona.

Se convivi con una disabilità, o assisti un familiare che ne ha una, da agosto 2026 c’è una novità concreta: l’INPS ha pubblicato le indicazioni operative per la domanda di progetto di vita. È lo strumento nuovo della riforma della disabilità. Mette insieme sanità, servizi sociali, scuola e lavoro in un unico percorso, invece di costringere le famiglie a rincorrere dieci sportelli diversi. Qui trovi, in parole semplici, chi può chiederlo, dove si presenta la domanda e cosa succede dopo.

Progetto di vita disabilità, domanda INPS: i passaggi in breve

Se hai poco tempo, questo è il percorso essenziale.

  1. Verifica di avere la valutazione di base. Serve il verbale che accerta la condizione di disabilità: senza quello, il progetto di vita non può partire.
  2. Controlla che il tuo territorio sia tra quelli della sperimentazione. La riforma non è ancora attiva ovunque nello stesso modo.
  3. Scegli il canale. Puoi presentare l’istanza online dal portale INPS, oppure rivolgerti all’ambito territoriale sociale (il tuo Comune) o a un patronato.
  4. Accedi con SPID, CIE o CNS e compila la domanda, indicando i tuoi bisogni e gli ambiti di vita.
  5. Attendi la convocazione dell’unità di valutazione multidimensionale, che costruisce il progetto insieme a te.
  6. Partecipa alla stesura del progetto e chiedi che venga verificato e aggiornato nel tempo.

Che cos’è il progetto di vita nella riforma della disabilità

Il progetto di vita è lo strumento introdotto dal D.Lgs. 62/2024. Raccoglie in un unico piano tutti i sostegni di cui una persona ha bisogno, partendo da quello che quella persona vuole fare della propria vita.

La legge lo chiama progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Le tre parole contano davvero.

  • Individuale: è cucito su una persona sola, non su una categoria.
  • Personalizzato: tiene conto della storia, del contesto familiare, del luogo dove si vive.
  • Partecipato: la persona con disabilità decide, non subisce. E può farsi accompagnare da chi si fida.

Attenzione a non confonderlo con il verbale di invalidità o con la Legge 104. Quelli restano e servono ad altro. Il progetto di vita è il passaggio successivo: dice cosa viene messo in campo, chi lo fa e quando.

Chi può fare domanda per un progetto di vita

Può presentare l’istanza la persona con disabilità accertata, di qualsiasi età. Se non può farlo da sola, la domanda può essere presentata da:

  • i genitori, per i figli minorenni;
  • il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno;
  • una persona delegata con procura;
  • un patronato o un ente autorizzato al patrocinio.

Il presupposto è sempre lo stesso: deve esserci già la valutazione di base, cioè l’accertamento della condizione di disabilità. Nei territori della sperimentazione questo accertamento è passato all’INPS, non più alla ASL.

Dove si presenta la domanda INPS e in quali territori

La riforma parte dalle province della sperimentazione individuate dal D.Lgs. 62/2024, tra cui Trieste. In queste zone la domanda passa dall’INPS, che riceve l’istanza e la trasmette ai servizi competenti. Dopo l’invio arriva un riscontro formale e poi la convocazione.

Fuori dai territori sperimentali resta valido il progetto individuale già previsto dall’articolo 14 della Legge 328/2000, che si richiede al Comune di residenza. È meno strutturato del nuovo progetto di vita, ma esiste ed è un diritto.

Come funziona la valutazione multidimensionale

Dopo la domanda arriva la parte che conta. L’unità di valutazione multidimensionale convoca la persona e costruisce con lei il progetto. Attorno al tavolo siedono operatori sanitari e sociali.

La persona con disabilità può portare chi vuole: un familiare, un amico, un rappresentante di un’associazione. Dal confronto esce un documento che contiene:

  • gli obiettivi che la persona si pone;
  • i sostegni pubblici, familiari e del terzo settore attivati;
  • i tempi e le modalità di verifica;
  • il nome del referente per l’attuazione, il punto di contatto unico.

Il progetto non è scolpito nella pietra. Si aggiorna quando cambia la condizione di salute, quando cambia la famiglia, quando cambiano i bisogni. Si può sempre chiedere una revisione.

Come richiedere il progetto di vita passo dopo passo

1. Recupera il verbale di accertamento. Ti serve il documento che certifica la condizione di disabilità. Se lo hai smarrito, lo scarichi dal fascicolo previdenziale sul sito INPS.

2. Verifica il territorio. Controlla sul portale INPS se la tua provincia rientra nella sperimentazione.

3. Prepara i documenti. Documento d’identità, codice fiscale, verbale di accertamento ed eventuale atto di nomina di tutore o amministratore di sostegno.

4. Presenta l’istanza. Hai tre strade:

  • Online, dal portale INPS, con SPID di livello 2, CIE o CNS, nella sezione dedicata alla disabilità;
  • all’ambito territoriale sociale, cioè allo sportello sociale del Comune;
  • tramite patronato, se non hai SPID o se preferisci essere seguito da un operatore.

5. Indica i tuoi bisogni con parole tue. Non servono formule tecniche: conta descrivere la situazione reale.

6. Conserva la ricevuta di presentazione. Ti serve per seguire lo stato della pratica.

Domande frequenti sulla domanda INPS di progetto di vita

Chi può fare domanda per un progetto di vita?

La persona con disabilità accertata, a qualsiasi età. In alternativa possono presentarla i genitori per i figli minorenni, il tutore, il curatore, l’amministratore di sostegno, una persona delegata con procura oppure un patronato.

Che cos’è un progetto di vita per una persona disabile?

È il documento che raccoglie in un unico piano tutti i sostegni sanitari, sociali, educativi, lavorativi e abitativi di cui la persona ha bisogno. Introdotto dal D.Lgs. 62/2024, viene costruito insieme alla persona interessata e prevede un referente per l’attuazione che coordina…

Che cos’è il progetto di vita e cosa prevede la Legge 104?

Sono due cose diverse che convivono. La Legge 104/1992 riconosce diritti e agevolazioni come i permessi lavorativi e le tutele fiscali. Il progetto di vita è invece lo strumento di programmazione dei sostegni introdotto dalla riforma del 2024.

Che differenza c’è tra PEI e progetto di vita?

Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, riguarda solo la scuola e l’inclusione scolastica dell’alunno con disabilità. Il progetto di vita copre invece tutti gli ambiti dell’esistenza, dalla salute al lavoro all’abitare, e accompagna la persona per tutta la vita.

Quanto costa presentare la domanda di progetto di vita?

Nulla. La presentazione dell’istanza è gratuita, sia online sia allo sportello. Anche l’assistenza dei patronati per questo tipo di pratica è gratuita per il cittadino.

Il progetto di vita si può modificare dopo l’approvazione?

Sì. Il progetto viene periodicamente verificato e può essere aggiornato quando cambiano le condizioni di salute, la situazione familiare o i bisogni della persona. La revisione può essere chiesta dalla persona con disabilità o da chi la rappresenta.

Cosa fare se il proprio territorio non rientra nella sperimentazione?

Si può chiedere al Comune di residenza il progetto individuale previsto dall’articolo 14 della Legge 328/2000. È uno strumento meno strutturato, ma resta un diritto esigibile in tutta Italia in attesa che la riforma venga estesa.

Un consiglio prima di partire

Prenota un appuntamento al patronato o allo sportello sociale prima di compilare qualsiasi cosa. Mezz’ora di confronto con un operatore che conosce il tuo territorio vale più di tre serate passate a interpretare i moduli.

E porta con te chi ti assiste: il progetto di vita si costruisce in due, non da soli davanti a uno schermo.

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Fonte ufficiale: INPS — Riforma disabilità: indicazioni per le domande di “progetto di vita”

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

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