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Rateazione debiti contributivi INPS 2026: guida completa

rateazione debiti contributivi INPS 2026

Per chi ha cartelle contributive aperte con l’INPS e sogna di chiudere la partita prima della pensione, la novità è importante: dal 2026 cambiano le regole della rateazione debiti contributivi INPS 2026. Con la circolare n. 60/2026 l’Istituto ha riscritto la disciplina della dilazione, aumentando il numero massimo di rate concedibili e semplificando la procedura, ora completamente online. Una boccata d’ossigeno soprattutto per ex artigiani, commercianti e lavoratori autonomi vicini al pensionamento con pendenze pesanti alle spalle.

La rateazione dei debiti contributivi INPS 2026 permette di dilazionare i contributi non versati fino a un massimo di 120 rate mensili. La domanda si presenta esclusivamente online dal portale INPS e riguarda artigiani, commercianti, professionisti e datori di lavoro con esposizione debitoria in fase amministrativa.

In sintesi

  • Cosa cambia: con la circolare INPS 60/2026 il numero massimo di rate sale fino a 120 mensilità in casi qualificati.
  • Chi può chiedere: aziende, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e altri contribuenti con debiti in fase amministrativa.
  • Come si chiede: domanda telematica dal Cassetto Previdenziale, con SPID, CIE o CNS. Sportello fisico solo in casi residuali.
  • Garanzie: per piani oltre certe soglie l’INPS richiede fideiussione bancaria o assicurativa.
  • Effetti pratici: regolarità contributiva (DURC) ripristinata dopo il pagamento della prima rata, utile per liberare il diritto alla pensione.

Cos’è la rateazione dei debiti contributivi INPS

La rateazione è lo strumento che permette di pagare in più mesi i contributi previdenziali e assistenziali non versati nei termini ordinari.

Riguarda i debiti che si trovano nella cosiddetta fase amministrativa: cioè quando il credito è ancora gestito dall’INPS e non è stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la formazione del ruolo.

Una volta che il debito diventa cartella esattoriale, le regole cambiano e ci si rivolge direttamente al concessionario della riscossione. Finché invece si rimane “in INPS”, il contribuente può negoziare un piano di rientro che evita aggravi e blocca le azioni di recupero.

La rateazione non riduce il debito: gli importi vanno pagati per intero, comprensivi di sanzioni civili e interessi maturati. Permette però di diluire l’esborso e, soprattutto, di ottenere subito la regolarità contributiva ai fini DURC al pagamento della prima rata.

Le novità della circolare 60/2026: fino a 120 rate

La circolare INPS n. 60 del 2026 ha riscritto integralmente la disciplina della dilazione in fase amministrativa. Recepisce le modifiche normative che hanno ampliato la platea dei beneficiari e i limiti temporali concedibili.

I punti che cambiano davvero, rispetto al passato, sono tre:

  1. Numero di rate più ampio: il piano ordinario può arrivare fino a 60 rate mensili. Per i debiti di importo elevato o in presenza di obiettiva difficoltà economica documentata, la dilazione può estendersi fino a 120 rate.
  2. Procedura interamente online: la domanda si presenta dal Cassetto Previdenziale del cittadino o dell’azienda. Lo sportello fisico resta solo per casi residuali, ad esempio per soggetti privi di identità digitale.
  3. Soglie automatiche più alte: per debiti sotto determinati importi, la rateazione viene concessa in modo semi-automatico senza ulteriori valutazioni istruttorie.

L’obiettivo dichiarato dell’Istituto è duplice: ridurre il contenzioso e aiutare i contribuenti, spesso piccole partite IVA o ditte individuali in difficoltà, a rimanere “vivi” dal punto di vista fiscale e previdenziale.

Chi può chiedere la rateazione dei debiti contributivi INPS: requisiti

La platea è ampia. Possono presentare domanda i seguenti soggetti:

  • Datori di lavoro con debiti per contributi non versati relativi a dipendenti.
  • Artigiani e commercianti iscritti alle relative Gestioni speciali con contributi minimi o di reddito arretrati.
  • Lavoratori autonomi e professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS.
  • Committenti tenuti al versamento dei contributi per collaboratori e parasubordinati.
  • Datori di lavoro domestico con arretrati su colf, badanti e baby-sitter.

Il presupposto è che il debito sia ancora in fase amministrativa. Se il credito è già stato iscritto a ruolo, occorre invece chiedere la rateazione direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con regole proprie.

Sono richiesti, in linea generale, tre requisiti:

  • Una situazione di temporanea difficoltà economica documentabile.
  • La mancata decadenza da precedenti piani per morosità nei dodici mesi precedenti.
  • Per gli importi più elevati, la presentazione di idonee garanzie.

Come presentare domanda: procedura online passo passo

La domanda è interamente telematica. Servono SPID di almeno livello 2, CIE o CNS. La procedura, in sintesi, è la seguente:

  1. Accedere al portale INPS.it e autenticarsi con le proprie credenziali digitali.
  2. Entrare nel Cassetto Previdenziale del Cittadino, dell’Artigiano e Commerciante, della Gestione Separata o del Datore di lavoro.
  3. Selezionare la voce “Rateazioni” e poi “Nuova domanda di dilazione amministrativa”.
  4. Verificare l’estratto debitorio proposto dal sistema, controllando voci, periodi e importi.
  5. Indicare il numero di rate richiesto, fino al massimo consentito in base all’importo.
  6. Allegare la documentazione richiesta in caso di richiesta oltre soglia (perizie reddituali o garanzie fideiussorie).
  7. Inviare la domanda e attendere il provvedimento di accoglimento o di richiesta integrazioni.

In caso di esito positivo, il sistema rilascia il piano di ammortamento con scadenze, importi rata e modalità di pagamento (modello F24 con causali dedicate).

La prima rata va versata entro la fine del mese di emissione del piano: il mancato pagamento entro quella data fa decadere automaticamente la dilazione, senza appello.

Conseguenze su DURC e diritto alla pensione

Questo è il punto che interessa di più chi è vicino al pensionamento. La rateazione, una volta accolta e con la prima rata pagata, restituisce la regolarità contributiva: il DURC torna positivo.

Con il DURC regolare si possono partecipare ad appalti, ottenere bonus e, soprattutto, completare la propria posizione contributiva ai fini pensione.

I contributi non sono considerati “validi” per la pensione finché non vengono effettivamente versati. Significa che, fino al pagamento dell’ultima rata, i periodi corrispondenti non danno luogo né a maturazione di anzianità né a calcolo dell’assegno.

Per chi punta a un pensionamento anticipato con Quota 103 o per la pensione di vecchiaia, il piano va dimensionato in modo da chiudere prima della data prevista di decorrenza.

Attenzione: la decadenza del piano comporta il ritorno del debito a tutti gli effetti, con rischio concreto di passaggio agli agenti della riscossione e di nuovi aggravi.

Garanzie richieste e tasso di dilazione

Per i debiti di importo significativo, la circolare conferma l’obbligo di presentare garanzie a copertura del piano. Si tratta tipicamente di:

  • Fideiussione bancaria.
  • Polizza fideiussoria assicurativa.
  • Ipoteca volontaria su immobili di proprietà.

Sui debiti rateizzati l’INPS applica un tasso di interesse di dilazione, aggiornato periodicamente in base al tasso BCE maggiorato di una percentuale prevista per legge.

Il tasso esatto in vigore è pubblicato sul sito dell’Istituto ed è riportato nel piano di ammortamento rilasciato al momento dell’accoglimento. Per gli importi minori, sotto le soglie indicate dalla circolare, le garanzie non sono richieste e l’istruttoria è più snella.

Domande frequenti

Qual è il tasso di dilazione INPS per il 2026?

Il tasso di interesse applicato alle rateazioni INPS in fase amministrativa è il tasso BCE maggiorato di sei punti percentuali, come previsto dalla normativa di riferimento.

Rateazione contributi INPS, quante rate al massimo?

Con la circolare 60/2026 le rate ordinarie arrivano fino a 60 mensilità. In presenza di importi rilevanti o di obiettiva difficoltà economica documentata, la dilazione può estendersi fino a 120 rate.

Come richiedere la rateazione dei debiti contributivi INPS?

La domanda si presenta esclusivamente online dal portale INPS, autenticandosi con SPID, CIE o CNS. Bisogna accedere al Cassetto Previdenziale corrispondente alla propria posizione, selezionare “Nuova domanda di dilazione”, verificare il debito, scegliere il numero di rate e…

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Se hai vecchie pendenze contributive e stai pensando alla pensione, non rimandare: una valutazione tempestiva può fare la differenza tra una posizione regolarizzata in tempo utile e una pratica che si trascina oltre la data prevista di uscita dal lavoro.

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Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte ufficiale: INPS — Nuova disciplina per la rateazione dei debiti contributivi (Circolare n. 60/2026).


Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.