Il pensionato che riceve prestazioni collegate al reddito (integrazione al minimo, maggiorazione sociale, assegno sociale, 14ª) deve effettuare la comunicazione INPS del cambio reddito pensionato ogni anno tramite il modello RED. Il mancato invio comporta sospensione della prestazione e recupero degli importi percepiti indebitamente.
Hai cominciato a percepire un piccolo affitto, una pensione estera, dividendi da BTP o un compenso occasionale e non sai se devi dirlo all’INPS? Nella maggior parte dei casi sì.
Molti pensionati italiani non sanno che alcune prestazioni vengono erogate solo entro determinate soglie reddituali. Parliamo di integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, assegno sociale, quattordicesima e pensione di reversibilità.
Quando il reddito cambia e tu non lo comunichi, l’INPS prima o poi se ne accorge tramite l’incrocio con i dati dell’Agenzia delle Entrate. E quando se ne accorge, non si limita a tagliare la prestazione per il futuro: chiede indietro tutto quello che hai ricevuto nel frattempo, anche per più anni.
Ecco perché conviene sapere come funziona il cambio reddito pensionato e la comunicazione INPS, e farla nei tempi giusti.
In Sintesi
- Il modello RED serve a comunicare all’INPS i redditi rilevanti per le prestazioni collegate al reddito.
- Riguarda integrazione al minimo, maggiorazione sociale, assegno sociale, 14ª e quote di reversibilità.
- Si trasmette tramite patronato gratuito oppure online sul portale INPS con SPID o CIE.
- La scadenza ordinaria per i redditi 2025 cade nel 2026 (in genere fine febbraio, con proroghe).
- Chi non invia il RED rischia la sospensione della pensione e il recupero degli indebiti.
Cos’è il modello RED e perché esiste
Il modello RED è la dichiarazione reddituale annuale che alcuni pensionati devono presentare all’INPS per certificare i redditi percepiti nell’anno precedente.
Non è una novità: esiste dagli anni Novanta ed è regolato da diverse circolari INPS, oltre che dall’art. 35 della Legge 222/1984, che disciplina l’integrazione al trattamento minimo e i requisiti di reddito per ottenerla.
La logica è semplice: alcune prestazioni previdenziali e assistenziali non spettano in base ai contributi versati, ma vengono erogate solo a chi sta sotto certe soglie di reddito personale o coniugale.
L’INPS conosce automaticamente i redditi da pensione e da lavoro dipendente, ma non vede in tempo reale altri redditi: affitti, dividendi, lavoro autonomo, redditi esteri, plusvalenze finanziarie. Il RED serve esattamente a comunicare questi dati.
Chi è obbligato alla comunicazione INPS del cambio reddito
Non tutti i pensionati devono presentarlo. L’obbligo riguarda chi percepisce prestazioni la cui erogazione dipende dal reddito. In particolare:
- Integrazione al trattamento minimo: chi ha una pensione bassa e riceve un’integrazione fino al minimo INPS.
- Maggiorazione sociale: il “bonus over 70” e le maggiorazioni per gli ultrasessantacinquenni con redditi modesti.
- Assegno sociale: prestazione assistenziale per chi ha più di 67 anni e redditi sotto la soglia.
- Quattordicesima mensilità: la somma aggiuntiva di luglio per pensionati con redditi sotto le due volte il minimo.
- Pensione ai superstiti (reversibilità): le quote sono ridotte se il superstite ha redditi propri oltre certe fasce.
- Importo Aggiuntivo: i 154,94 euro annui di dicembre per pensionati con redditi bassissimi.
- Pensioni di invalidità civile con limiti reddituali.
L’INPS invia ogni anno una comunicazione personale (lettera o messaggio sul Fascicolo Previdenziale) a chi è tenuto a presentare il RED.
Se ricevi quella comunicazione, l’obbligo è scattato e va rispettato anche se i tuoi redditi non sono cambiati di un centesimo.
Quali redditi vanno dichiarati
La dichiarazione riguarda i redditi non già noti all’INPS. In pratica si tratta di:
- Redditi da lavoro autonomo e impresa (anche occasionali sopra le soglie).
- Canoni di locazione di immobili (cedolare secca o tassazione ordinaria).
- Redditi da capitale: dividendi azionari, interessi, plusvalenze finanziarie tassate separatamente.
- Pensioni estere (Svizzera, Germania, Francia, Belgio, ecc.).
- Rendite da fondi pensione complementari e prestazioni assicurative.
- Eventuali arretrati percepiti nell’anno e altri redditi soggetti a tassazione separata.
Vanno indicati anche i redditi del coniuge quando la prestazione richiede la verifica del reddito coniugale. È il caso, per esempio, della maggiorazione sociale e dell’assegno sociale.
Come e quando trasmettere il modello RED
La scadenza ordinaria per la trasmissione del RED 2026 (relativo ai redditi prodotti nel 2025) cade tipicamente entro fine febbraio dell’anno successivo.
L’INPS ogni anno fissa con messaggio dedicato la data definitiva e concede in genere proroghe fino all’estate. La data esatta viene pubblicata sul portale dell’Istituto e indicata nella lettera personale di richiesta.
- Verifica di essere obbligato: controlla se hai ricevuto la richiesta dall’INPS o accedi al “Cassetto Previdenziale del Pensionato” sul portale.
- Raccogli i documenti: dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), CU, estratti bancari per dividendi e cedole, contratti di affitto, certificazioni di pensioni estere.
- Scegli il canale di invio: rivolgiti gratuitamente a un patronato (INCA, ACLI, ITAL, ANMIL) oppure trasmetti online tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Conserva la ricevuta: dopo l’invio scarica e archivia la ricevuta protocollata, è la prova di avvenuta trasmissione.
Se passi dal patronato porta carta d’identità, codice fiscale, libretto pensione e tutti i documenti reddituali. L’operatore compila e trasmette il modello al posto tuo, gratuitamente.
Cosa succede senza la comunicazione del cambio reddito all’INPS
Le conseguenze del mancato invio del RED sono concrete e pesanti. L’INPS, dopo i solleciti, procede prima alla sospensione cautelativa delle prestazioni collegate al reddito.
Significa che da un mese all’altro l’integrazione al minimo, la maggiorazione, la 14ª non vengono più pagate.
Se l’incrocio dei dati con l’Agenzia delle Entrate evidenzia che hai superato le soglie reddituali, l’INPS emette un provvedimento di indebito: ti chiede indietro tutte le somme percepite in eccesso, anche per più anni passati.
Il recupero avviene di solito tramite trattenute mensili sulla pensione, ma in alcuni casi può finire al ruolo esattoriale. Le somme da restituire arrivano facilmente a diverse migliaia di euro.
Esiste un margine di tutela: se dimostri buona fede e che il debito è sproporzionato rispetto al reddito attuale, puoi chiedere la rateizzazione o, in casi limite, la riduzione tramite ricorso amministrativo o giudiziario. Ma la strada più sicura resta una sola: comunicare in tempo.
Il caso particolare delle pensioni estere e dei redditi del coniuge
Due situazioni meritano attenzione perché sono quelle in cui più frequentemente i pensionati cadono in errore.
La prima riguarda chi percepisce una pensione estera (italiani rientrati dopo aver lavorato in Svizzera, Germania, Belgio, Francia, Lussemburgo). Quella pensione è reddito a tutti gli effetti e va dichiarata.
L’INPS riceve i dati anche tramite gli accordi internazionali, quindi prima o poi emerge.
La seconda riguarda i redditi del coniuge. Per la maggiorazione sociale e l’assegno sociale conta anche quanto guadagna chi vive con te.
Se tuo marito o tua moglie inizia a percepire un nuovo reddito significativo (un nuovo lavoro, un’eredità che produce frutti, una pensione estera) può cambiare il tuo diritto alla prestazione, anche se la tua situazione personale è rimasta identica.
Domande frequenti
Devo presentare il RED se i miei redditi non sono cambiati?
Sì, se l’INPS te lo richiede l’obbligo scatta a prescindere dalle variazioni. La dichiarazione conferma all’Istituto la situazione reddituale attuale ed è necessaria per mantenere le prestazioni collegate al reddito.
Quanto costa presentare il modello RED tramite patronato?
Niente. I patronati come INCA-CGIL, ACLI, ITAL-UIL, INAS-CISL e ANMIL offrono il servizio di compilazione e trasmissione del RED in modo completamente gratuito. È un servizio finanziato dallo Stato proprio per garantire ai pensionati l’accesso ai diritti previdenziali.
Posso recuperare la pensione sospesa per mancato invio del RED?
Sì, presentando tardivamente il modello RED puoi ottenere la riattivazione della prestazione e il pagamento degli arretrati, a condizione che dai dati dichiarati risulti il diritto. Più passa il tempo dalla sospensione, però, più diventa lungo e complicato sbloccare la pratica.
Salva questo articolo o condividilo con un familiare pensionato: una semplice dichiarazione fatta nei tempi giusti può evitare migliaia di euro di indebiti e mesi senza pensione.
Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.
Fonte ufficiale: INPS — Modello RED, dichiarazione reddituale annuale dei pensionati (art. 35 L. 222/1984 sull’integrazione al trattamento minimo).
