Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026
I requisiti dell’isopensione prevedono un assegno pagato dal datore di lavoro a chi dista al massimo sette anni dalla pensione. Spetta ai dipendenti a tempo indeterminato di aziende con più di 15 dipendenti, previo accordo sindacale. La Circolare INPS n. 104/2026 ha chiarito le regole per i contributivi puri.
Con la Circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026 l’Istituto ha dato nuove istruzioni sull’isopensione per chi non ha contributi versati prima del 1996. Quali sono i requisiti per uscire prima, chi paga l’assegno e quale soglia deve rispettare chi è nel sistema contributivo? Lo spieghiamo qui sotto, passo dopo passo.
- L’isopensione è a totale carico del datore di lavoro.
- Il lavoratore deve maturare la pensione entro sette anni dall’uscita.
- L’azienda deve avere in media più di 15 dipendenti.
- Per i contributivi puri l’INPS verifica l’importo rispetto all’assegno sociale.
- Requisiti, esempio di calcolo e procedura nelle sezioni seguenti.
Che cos’è l’isopensione e qual è la norma di riferimento?
L’isopensione è la prestazione di accompagnamento alla pensione. La disciplina è nell’art. 4, commi da 1 a 7-ter, della Legge n. 92/2012 (riforma Fornero).
Il datore di lavoro paga al dipendente un assegno mensile fino alla decorrenza della pensione. L’INPS eroga l’assegno, ma l’azienda ne anticipa la provvista.
- L’assegno è a totale carico del datore di lavoro (INPS).
- L’importo è pari alla pensione calcolata alla data di cessazione, senza contribuzione correlata (INPS).
- Si paga in 13 mensilità, in rate mensili anticipate (INPS).
- La tassazione è ordinaria (INPS).
Il datore versa inoltre la contribuzione correlata. Sono i contributi che coprono il periodo di esodo e valgono ai fini della pensione futura.
Vediamo ora chi può accedere alla misura.
Quali sono i requisiti dell’isopensione per azienda e lavoratore?
Servono requisiti sia dell’azienda sia del singolo lavoratore. Il limite massimo è di sette anni dalla pensione (art. 1, comma 160, L. 205/2017, come indicato nella scheda INPS).
| Soggetto | Requisito |
|---|---|
| Datore di lavoro | Media di più di 15 dipendenti |
| Datore di lavoro | Accordo con i sindacati più rappresentativi in azienda |
| Lavoratore | Dipendente a tempo indeterminato (o dirigente in esubero) |
| Lavoratore | Pensione maturata entro sette anni dalla cessazione |
| Lavoratore | Nessuna interruzione tra cessazione e decorrenza della pensione |
Fonte: scheda INPS sulla prestazione di accompagnamento alla pensione.
La pensione di riferimento è la più vicina tra queste (INPS):
- pensione anticipata;
- pensione di vecchiaia;
- pensione prevista dall’art. 24, comma 15-bis, della L. 214/2011.
Nelle aziende con esuberi, per i dirigenti serve un accordo firmato da un’associazione sindacale della categoria, dopo la riduzione di personale (INPS).
Chi ha contribuzione frammentaria può restare escluso. Succede se non raggiunge, nella gestione dei lavoratori dipendenti, il requisito contributivo minimo.
Passiamo alla novità per i contributivi puri.
Quali requisiti dell’isopensione cambiano per i contributivi puri con la Circolare INPS 104/2026?
La Circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026, emanata d’intesa con il Ministero del Lavoro, riguarda chi non ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Sono i lavoratori nel sistema interamente contributivo.
La circolare spiega come verificare i requisiti per le prestazioni di esodo a carico del datore. Riguarda due misure:
- l’isopensione;
- gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà (art. 26, D.Lgs. 148/2015).
| Verifica INPS | Condizione |
|---|---|
| Destinatari | Lavoratori senza contributi prima del 1996 |
| Importo della prestazione di esodo | Almeno pari all’assegno sociale in vigore all’accesso |
| Pensione di vecchiaia di arrivo | 67 anni di età e 20 anni di contributi |
| Pensione anticipata di arrivo | 64 anni di età e 20 anni di contributi |
La soglia si calcola con riferimento all’assegno sociale vigente quando il lavoratore accede all’esodo (INPS, notizia del 30 settembre 2026). Le condizioni di dettaglio sono nel testo della circolare.
Per i contributivi puri non basta quindi rientrare nei sette anni. Anche l’importo dell’assegno di esodo deve superare la soglia.
Vediamo cosa significa nei conti.
Quanto spetta con l’isopensione? Esempio di calcolo
L’assegno è uguale alla pensione maturata alla data di uscita, senza i contributi correlati. Non è una percentuale dello stipendio.
| Voce | Esempio illustrativo |
|---|---|
| Età all’uscita | 60 anni |
| Pensione di vecchiaia a 67 anni | 7 anni di esodo |
| Mensilità da pagare | 7 anni × 13 = 91 mensilità |
| Pensione teorica ipotizzata | 1.400 euro lordi al mese |
| Costo di base per l’azienda | 1.400 × 91 = 127.400 euro lordi |
Gli importi sono ipotetici, scelti per mostrare il meccanismo. La somma non comprende la contribuzione correlata, versata a parte dal datore.
- Il pagamento parte dal mese successivo alla cessazione, a prescindere dalla data della domanda (INPS).
- Alla scadenza l’assegno termina e non si trasforma in pensione.
- La domanda di pensione va presentata in tempo all’INPS (INPS).
Resta da capire come si avvia la procedura.
Come si attiva l’isopensione? Procedura passo dopo passo
La procedura è gestita soprattutto dall’azienda. Il lavoratore firma la domanda, ma l’iter parte dall’accordo sindacale.
- Azienda e sindacati più rappresentativi firmano l’accordo, indicando i lavoratori interessati.
- L’azienda presenta alla sede INPS competente il modulo SC77, con programma annuale di esodo, elenco dei lavoratori e accordo.
- L’INPS verifica i requisiti dell’azienda e rilascia le credenziali di accesso.
- L’INPS valida l’accordo, che diventa efficace solo dopo la validazione, e invia il prospetto con l’onere mensile stimato.
- L’azienda presenta la fideiussione bancaria, oppure versa la provvista in un’unica soluzione.
- Per ogni lavoratore si invia la domanda sul modulo AP97, firmata dal lavoratore e dal legale rappresentante.
- L’INPS calcola l’importo, chiede la provvista ogni mese ed eroga l’assegno.
La fideiussione garantisce gli obblighi verso lavoratori e INPS. Se la provvista mensile non arriva, l’INPS invia un avviso di pagamento e può escutere la garanzia (INPS).
Documenti e dati necessari:
- accordo sindacale aziendale;
- elenco dei lavoratori coinvolti;
- modulo SC77 per l’azienda;
- modulo AP97 per ciascun lavoratore;
- fideiussione bancaria o versamento in unica soluzione.
Domande frequenti sull’isopensione
Quali sono i requisiti dell’isopensione?
L’azienda ha in media più di 15 dipendenti e un accordo sindacale. Il lavoratore è a tempo indeterminato e matura la pensione entro sette anni dall’uscita, senza interruzioni (INPS).
Quanto costa l’isopensione?
Il costo è tutto dell’azienda: assegno pari alla pensione maturata, 13 mensilità, più la contribuzione correlata. Il lavoratore non paga nulla (INPS).
Quanti anni prima della pensione si può uscire?
Fino a sette anni prima della pensione di riferimento, anticipata o di vecchiaia (INPS, art. 1, comma 160, L. 205/2017). La pensione deve maturare entro quel termine.
Chi è nel sistema contributivo puro può accedere?
Sì, secondo la Circolare INPS n. 104/2026. L’INPS verifica però che l’importo dell’esodo sia almeno pari all’assegno sociale e che i requisiti di arrivo siano rispettati.
Alla fine dell’assegno parte la pensione da sola?
No. L’assegno termina alla scadenza e non si trasforma automaticamente in pensione. Occorre presentare per tempo la domanda di pensione all’INPS (INPS).
Salva questo articolo o condividilo con chi ne ha bisogno. Chi lavora in un’azienda con un accordo di esodo in corso può chiedere chiarimenti a un patronato o direttamente all’INPS.
Fonte: Elaborazione interna — INPS, Accompagnamento alla pensione: le istruzioni (Circolare n. 104/2026) | INPS, scheda Prestazione di accompagnamento alla pensione | Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026
Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it
