SALUTE & WELFARE

Permessi 104 divisi tra più familiari: come usare i 3 giorni senza perderli o sbagliare

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Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026

I permessi 104 per più familiari hanno limiti precisi: restano 3 giorni al mese per ogni persona assistita, anche con due o più caregiver. Il tetto è complessivo, non individuale. Oltre la soglia l’INPS recupera l’indennità come indebito, con trattenuta in busta paga.

L’INPS torna a mettere nero su bianco una regola che molte famiglie scoprono solo quando arriva la trattenuta. Dal 2022 più parenti possono assistere la stessa persona con disabilità grave, ma i giorni disponibili non si moltiplicano. Ecco cosa cambia davvero, quali sono gli scenari a rischio e come organizzare il calendario tra fratelli senza ritrovarsi un debito.

In sintesi:
  • I permessi sono 3 giorni al mese per ogni persona assistita.
  • Il limite è complessivo tra tutti i familiari che assistono.
  • Oltre la soglia, l’indennità INPS diventa indebito e va restituita.
  • La fruizione tra più caregiver è alternativa, mai nello stesso giorno.
  • Tabella completa degli scenari e simulazione nelle sezioni seguenti.

Cosa ha chiarito l’INPS sui permessi 104 per più familiari?

L’INPS è intervenuta con la notizia “Legge 104: permessi e superamento dei limiti previsti”, pubblicata sul portale istituzionale a settembre 2026. Il messaggio è semplice: il numero di caregiver può aumentare, il numero di giorni no.

La base normativa è l’articolo 33 della legge n. 104/1992. Prevede tre giorni di permesso mensile retribuito per assistere un familiare con handicap in situazione di gravità, riconosciuto ai sensi dell’articolo 3, comma 3.

Fino al 2022 valeva la regola del referente unico: un solo lavoratore poteva chiedere i permessi per quella persona. Il Decreto Legislativo n. 105/2022 ha abolito il vincolo. Le istruzioni operative sono arrivate con la Circolare INPS n. 39 del 10 marzo 2023.

  • Più lavoratori possono ottenere i permessi per lo stesso assistito.
  • La fruizione avviene in modo alternativo, non simultaneo.
  • Il tetto di tre giorni al mese resta riferito alla persona assistita.
  • Ogni caregiver presenta una domanda autonoma all’INPS.
  • Il superamento del tetto genera un indebito previdenziale.

Qui nasce l’equivoco più diffuso. Poter essere in due non significa avere sei giorni. Vediamo allora chi rientra esattamente nella platea dei beneficiari.

Chi può usare i permessi 104 per la stessa persona?

Il diritto spetta ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Sono esclusi i lavoratori autonomi, i parasubordinati e i lavoratori domestici, come chiarito dalla prassi INPS in applicazione dell’articolo 33 della legge 104/1992.

Possono presentare domanda:

  • Il coniuge, la parte di unione civile o il convivente di fatto.
  • I parenti e gli affini entro il secondo grado (figli, fratelli, genitori).
  • I parenti e affini entro il terzo grado in casi specifici di legge.
  • Il lavoratore con disabilità grave, per se stesso.

L’estensione al terzo grado opera quando i familiari più vicini hanno almeno 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti, sono deceduti o mancanti. È la condizione prevista dall’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992.

Situazione Limite mensile Come funziona
Un solo caregiver per l’assistito 3 giorni Fruizione libera nel mese, anche frazionata a ore
Due o più caregiver per lo stesso assistito 3 giorni complessivi Fruizione alternativa, mai nello stesso giorno
Lavoratore che assiste due persone diverse 3 giorni per ciascun assistito Cumulo ammesso per coniuge, unito civilmente, convivente o parente entro il primo grado
Lavoratore con disabilità grave (per sé) 3 giorni oppure 2 ore al giorno Scelta alternativa tra le due modalità
Genitori di figlio con disabilità grave under 3 3 giorni oppure 2 ore giornaliere In alternativa al prolungamento del congedo parentale

Una precisazione utile a chi assiste più familiari: il cumulo dei permessi per due assistiti diversi è ammesso solo entro i gradi di parentela indicati dalla norma. Resta poi il nodo che interessa la maggior parte delle famiglie, cioè cosa accade quando il tetto salta.

Quanti giorni spettano e cosa succede se si superano i limiti?

I permessi della Legge 104 sono tre giorni al mese per assistito. Sono retribuiti al 100% e coperti da contribuzione figurativa utile alla pensione.

Il meccanismo economico è a due tempi. Il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga. L’INPS poi la rimborsa all’azienda tramite conguaglio contributivo. Se i giorni fruiti superano il tetto, l’indennità non era dovuta.

Le giornate in eccesso diventano quindi un indebito. L’INPS ne chiede la restituzione e il recupero passa di norma dal cedolino del lavoratore. Le ore possono essere riqualificate come assenza non retribuita o imputate ad altri istituti, secondo il contratto applicato.

Scenario nel mese Figlio A Figlio B Totale Esito
Calendario coordinato 2 giorni 1 giorno 3 giorni Regolare
Divisione a metà 1,5 giorni 1,5 giorni 3 giorni Regolare, frazionamento ammesso
Nessun coordinamento 3 giorni 2 giorni 5 giorni 2 giornate in eccesso da restituire
Stesso giorno in due 1 giorno 1 giorno (stessa data) Sovrapposizione Fruizione simultanea non ammessa
Entrambi al massimo 3 giorni 3 giorni 6 giorni 3 giornate in eccesso da restituire

Esempio pratico. Una madre di 84 anni con handicap grave è assistita da due figli, Carla e Paolo. Entrambi hanno ottenuto l’autorizzazione INPS. A settembre Carla usa 3 giorni, Paolo ne usa 2. Il totale è 5 giorni, contro un tetto di 3.

Le due giornate in più vanno recuperate. Con una retribuzione lorda mensile di 1.800 euro e 26 giornate retribuite, una giornata vale circa 69 euro lordi. Il recupero riguarda quindi circa 138 euro lordi, oltre ai riflessi sulla contribuzione figurativa.

Dati riferiti a settembre 2026 da fonte ufficiale INPS. Il valore della giornata dipende dal contratto collettivo applicato e dalla retribuzione effettiva: l’importo reale varia da caso a caso. Verifica su INPS.it.

La buona notizia è che il problema si previene con un minimo di organizzazione. Vediamo come.

Come organizzare i permessi tra più familiari senza errori?

Il rischio di indebito nasce quasi sempre da un difetto di comunicazione tra i caregiver, non da un abuso. Ognuno vede la propria domanda autorizzata e presume che i tre giorni siano suoi. Non è così.

  1. Verificare l’autorizzazione INPS di ciascun caregiver nella sezione MyINPS, con SPID, CIE o CNS.
  2. Concordare per iscritto un calendario mensile condiviso tra tutti i familiari che assistono la stessa persona.
  3. Assegnare a ogni giornata un solo nome, evitando qualsiasi sovrapposizione di date.
  4. Comunicare le giornate al proprio datore di lavoro con il preavviso previsto dal contratto collettivo.
  5. Annotare i giorni effettivamente fruiti mese per mese, anche in un semplice prospetto cartaceo.
  6. Controllare il cedolino e verificare la corretta indicazione delle giornate di permesso.
  7. In caso di comunicazione INPS di indebito, rivolgersi a un patronato prima di qualsiasi versamento.

Per presentare o modificare la domanda servono questi documenti:

  • Verbale di riconoscimento dell’handicap grave (art. 3, comma 3, legge 104/1992).
  • Documento di identità e codice fiscale del richiedente e dell’assistito.
  • Dati del rapporto di lavoro e del datore di lavoro.
  • Indicazione del grado di parentela o del legame di convivenza.
  • Credenziali digitali SPID, CIE o CNS per l’accesso al portale.

Chi assiste un familiare può valutare anche gli altri strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, come illustrato nella nostra guida al congedo straordinario Legge 104 e negli approfondimenti sull’invalidità civile 2026.

Domande frequenti

Quanti parenti possono usufruire dei permessi Legge 104?

Non c’è un numero massimo di parenti autorizzabili dal 2022. Il limite è sui giorni: 3 al mese per ogni persona assistita, da dividere tra tutti i caregiver in modo alternativo.

Quanti permessi Legge 104 possono essere condivisi tra fratelli?

Tre giorni al mese in totale, non tre a testa. Due fratelli possono dividerli, ad esempio 2 e 1, anche a ore. Oltre il tetto, l’INPS recupera l’indennità come indebito.

Come funziona la 104 congiunta nello stesso giorno?

La fruizione simultanea non è ammessa. Due caregiver non possono usare il permesso nella stessa giornata per lo stesso assistito: la legge prevede l’uso alternativo, mai contemporaneo.

Cosa succede se l’INPS contesta un indebito sui permessi 104?

L’INPS chiede la restituzione delle giornate in eccesso, di norma con trattenuta in busta paga. Chi riceve la comunicazione può farla verificare da un patronato prima di procedere.

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  • Utile a chi assiste un genitore insieme a fratelli o sorelle.
  • Per una verifica personalizzata, rivolgersi a INPS, CAF o patronato.
  • Le autorizzazioni attive sono consultabili nell’area riservata MyINPS.
Le informazioni pubblicate hanno scopo esclusivamente divulgativo. Per decisioni previdenziali o finanziarie personali, si consiglia di rivolgersi a un CAF, patronato o consulente abilitato.

Fonte: Elaborazione interna su normativa vigente — INPS — “Legge 104: permessi e superamento dei limiti previsti” | Art. 33 legge n. 104/1992, D.Lgs. n. 105/2022, Circolare INPS n. 39/2023 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2026

Articolo verificato dalla redazione di bonusepensioneoggi.it

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